Humus – Winner Plus PN 60-84

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Record di presenze al Micheletto per il turno infrasettimanale di playoff. Gelormini, ex di lusso, è nel quintetto iniziale per gli ospiti e la sua regia propizia le quattro triple (tre di Truccolo) che costringono Andreotti al timeout nemmeno a metà del quarto, con Varuzza e Bovolenta che non bastano a produrre il necessario fatturato. L’inerzia è già tranquillamente in mano agli ospiti perché nonostante gli avvicendamenti della panchina di casa gli humussini non riescono a bucare la difesa avversaria. I dieci minuti iniziali sono un assolo di Varuzza contro le triple pordenonesi…nessuna traccia degli altri liventini, eccezion fatta per l’estemporanea tripla sulla sirena di Kelecevic. Eloquente il 17-31 alla prima pausa.
Anemia realizzativa anche per i primi due minuti dalla ripresa, ma questa volta i canestri inviolati sono tutti e due. La musica poi non cambia e a suonarla è sempre la Winner Plus con i cannoni dalla distanza. I ragazzi di Longhin dominano ogni spazio, l’impressione è che a mancare però sia l’azione uguale e contraria di quelli di Andreotti. Varuzza pare l’unico animato dall’energia giusta, i compagni giocano col freno a mano tirato quasi non fosse per loro l’ultima spiaggia, e intanto il distacco sfiora i venti punti. Il cronico ritardo negli interventi sintomatico di bassa concentrazione, presto lascia il posto al nervosismo difronte alla pochezza del risultato. Rimesse sul filo della persa, insofferenza per l’errore altrui, abuso di uno contro uno e difesa che neanche sotto l’ombrellone aprono l’autostrada di Muner e compagni fermati solo dalla sirena, sul 26-43.
Le dieci triple incassate nei venti minuti giocati sono un canyon insuperabile. Al rientro arriva la reazione sacilese della disperazione: si vede, in tutti i liventini, maggiore intensità ma ciò non consente ancora di portare a casa un po’ di macinato, tanto che anzi è la truppa di Longhin a fare meglio. Bovolenta è costretto al doppio turno nei pitturati offensivo e difensivo ma Truccolo è una furia e decide di vincerla da solo. Al 25′ la sensazione è che si sia superato il non ritorno specie quando Fabbro, superata la guardia difensivo di Muner, si fa stoppare dal ferro durante un comodo sottomano. Il cross di Truccolo dalla lunetta della difesa fin dentro al canestro sacilese sulla sirena è il suggello a una serata di grazia che fissa il parziale 44-67.
Eppure, a dirla tutta, gli humussini si sono dannati l’anima per tutto il terzo quarto e se nei precedenti periodi la loro prestazione era censurabile, nella seconda metà di partita non si può loro imputare alcun difetto di intensità. Tanto da poter addirittura giustificare il tecnico a Bovolenta per proteste al 34′, effetto della frustrazione difronte all’impossibilità di invertire le sorti. L’ultimo quarto è dunque un lungo commiato degli humussini dal loro bellissimo pubblico e una lunga passerella dei pordenonesi che incassano una fragorosa sequenza di applausi tributati dall’intero palazzetto. Tanto da rende superfluo qualsiasi tentativo di cronaca. Finisce 84-60.
La differenza fra passare il turno e non passarlo sta nell’intensità dello sforzo e nella lucidità dell’azione costruita. Il solo merito di Sacile è stato mettere paura a Pordenone fuori dal campo, nei giorni fra il primo e il secondo incontro, motivandoli a presentarsi in riva al Livenza carichi come fosse la finale per il titolo. Il resto è cronaca di una partita mai in bilico, vinta con indiscutibile merito dispiegando doti atletiche, tecniche e tattiche impareggiabili.
Per i ragazzi di Andreotti la consolazione di una stagione culminata con la qualificazione alla post season ma terminata, di fatto, proprio alla fine della stagione regolare. La serata storta nell’ultima uscita casalinga non toglie nulla alla qualità del risultato di campionato e gli applausi tributati dai sostenitori ai giocatori ne è una valida dimostrazione.
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Humus – Bor 75-71

La trasferta d’andata aveva riservato una bellissima soddisfazione ai colori sacilesi, capaci di strappare il referto rosa in un palazzo difficilissimo, il ritorno ne ha riservata una ancora maggiore: la qualificazione ai plaoyff.

Difese a maglie larghe nei primi giri di cronometro e punteggio elevato per buona sorte del pubblico. Due triple di Bovolenta e Franzin concedono un piccolo vantaggio agli humussimi, poi rallenta un po’ il ritmo il vantaggio sacilese arriva fino a 8 punti, costringendo Svab alla sospensione. Il quarto di apertura termina 20-14 in favore dei liventini.

Fabbro, in campo dalla fine primo parziale, si mette bene in luce sotto il canestro avversario ma a segnare per gli humussini è Varuzza. Fra gli ospiti il terminale offensivo è Strle ma la marcatura di Bovolenta è efficace. In campo anche Kelecevic e Zambon, in favore di maggior centimetri ma a spese di più basse percentuali al tiro, intanto con due ottime penetrazioni in area le ali ospiti tengono a galla i triestini. Ne risulta una gara più ricca di perse che di canestri finchè anche Andreotti richiama per un minuto i suoi. Turnover dalle panchine. Il rientro di D’Angelo regala subito una tripla ma questa è l’unica soddisfazione per il pubblico di casa perchè poi è solo Bor, che a 3 minuti dal riposo scavalca i liventini un po’ troppo rilassati. Arrivano anche due bombe di Batich e Moschioni che provocano lo strappo: i ragazzi di Strle non sbagliano più, quelli di Andreotti faticano anche dalla lunetta e passano dalla rilassatezza alla confusione. La pausa lunga arriva nel momento migliore del Bor, sul 31-38.

Complici le parole di Andreotti in spogliatoio al rientro l’inerzia passa di mano, con i padroni di casa che dopo aver toccato il -9 ritrovano il giusto piglio, riacciuffano la partita e addirittura il vantaggio. La sospensione chiamata da Svab interrompe l’emorragia e si ritorna sui binari dell’equilibrio. Strle è ancora dominante in area offensiva e una tripla da 8 metri di Skerl infiamma il pubblico ospite sicchè allo scadere del gioco Bor è dinuovo avanti, 51-55.

Zambon, praticamente da solo, impatta dopo l’ultima pausa e insieme a Kelecevich, che tripla dall’angolo, mette la freccia ai suoi. Strle, rifornito in isolamento, fa quello che vuole in area ma la difesa sacilese è salita di livello e sono i triestini, adesso, a faticare per segnare. Skerl mette una nuova tripla siderale ma l’ultimo è il quarto di Fabbro, che in area offensiva produce danni incalcolabili tanto da costringere Svab al tecnico per proteste pur di scuotere i suoi. Il vantaggio dei padroni di casa prima sale a 6 punti poi viene rosicchiato ancora da Skerl, ancora da lontano. L’ultimo minuto è lunghissimo, finchè Bovolenta cattura il rimbalzo che, a posteriori, chiude la gara insieme al seguente viaggio in lunetta. Seguono altre azioni e altri viaggi in lunetta, un tecnico e attimi di confusione ma che nonostante una certa dose di thrilling non cambiano le sorti. Vince l’Humus 75-71.

Humus che, dopo l’obiettivo salvezza, centra anche il massimo risultato dei playoff. Niente male per una matricola.

U14 Humus-Torre 47-50


Giovedì 17 Marzo abbiamo giocato contro il Torre Basket. Il nostro allenatore ci aveva avvisati che non sarebbe stata una partita facile perchè gli avversari sarebbero stati forti.

Noi siamo scesi in campo comunque positivi anche se all’inizio non eravamo molto concentrati e quindi non abbiamo dato il 100%, così sono andati subito in vantaggio costringendoci a essere più attenti e a impegnarci di più. Alla fine del secondo quarto eravamo sotto di 9 punti.

Non ci siamo persi d’animo, ce l’abbiamo messa tutta ma la partita l’abbiamo persa di soli 3 punti.

I nostri avversari si sono dimostrati più forti e più compatti, noi abbiamo sbagliato tanti canestri. Il nostro allenatore ci ha detto che abbiamo giocato un’ottima partita e io penso che si possa sempre migliorare.

Fino alla fine…”forza Humus”.

Giacomo Rizzo

Humus-Dinamo 79-84

Presentata come il piatto forte di giornata, Humus-Dinamo è effettivamente stata una partita ricca di emozioni e a tratti anche bella, che ha visto prevalere la squadra goriziana dall’istinto killer.

L’uscita migliore dai blocchi è della Dinamo, che sospinta dal solito gruppo di supporter mette subito un parziale di sicurezza tra sè e i sacilesi. Gap che nel corso dei minuti prima si riduce a un solo possesso, poi dilata fino a 8 lunghezze, infine consolida fino al 18-23 di fine primi dieci minuti. La velocità messa in campo dagli ospiti è minore ma la loro efficacia è di gran lunga superiore.

E così anche la partenza del secondo parziale degli ospiti è ottima, sia peprecisione nel tiro da fuori che per assistenze in area. Gli humussini cercano con la transizione di imprimere velocità, e ci riescono, ma lo scopo del gioco è fare canestro, non correre. Nel frattempo, Nanut e Moruzzi mettono in fila una serie devastante di triple che estromette i ragazzi di Andreotti dalla partita. Il coach liventino ci prova con la zona ma la mano dei goriziani è caldissima e gli 11 punti di distacco a metà partita sono, per le cose viste in campo, anche pochi.

Nervi tesi al rientro. Il discorso di Andreotti negli spogliatoi deve essere stato molto convincente perchè la grinta messa in campo dai suoi, Fabbro in primis, è un’altra cosa. Gli humussini riescono a ridurre il distacco ma si accendono gli animi, volano parole grosse e fioccano i tecnici. Si avvicina ma non abbastanza, perchè una nuova gragnola di triple si abbatte sulla difesa casalinga. Ricacciati a -15, gli humussini ci provano di orgoglio e rispondono ancora in transizione, questa volta confezionando il break del -3. Questa volta Bullara e compagni accusano il colpo e non trovano la giusta contromisura, se non quando il risultato è ormai dinuovo in discussione. (60-62)

Serve dunque l’ultimo quarto per derimere la questione. Il punto numero 63 dei sacilesi è quello del sorpasso. La musica sembra cambiata e adesso la transizione è davvero l’arma in più, complice forse una certa incapacità dei goriziani di sostenere a lungo elevati ritmi di gioco. A metà del quarto Varuzza spinge i suoi anche a 7 lunghezze di vantaggio poi, toccati i 75 punti, arriva il risveglio degli ospiti con Cossi e Kos che riportano in un amen tutto in forse. Nei due minuti finali riaffiorano i nervi, questa volta cedono a Varuzza che sul -3 si fa fischiare un tecnico per proteste. È il momento decisivo perchè il differenziale non sarà più recuperato e anzi diventerà quello del definitivo 79-84.

Comprensibile la delusione sulla sponda casalinga per una gara rimessa in sesto dopo venti terribili minuti e quasi vinta sul +7 in apertura di ultimo quarto, ma sul 75-68 e l’inerzia ampiamente dalla propria parte i cinque punti di fila concessi in pochissimi secondi sanno di harakiri. Il che equivale ad ammettere che i goriziani, in quanto a esperienza e spietatezza, hanno talenti da vendere e hanno meritato la vittoria.

U14 Zoppola – Humus 76-50

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Sabato 16 Febbraio abbiamo giocato contro la squadra prima in classifica: Zoppola-Spilimbergo. Ci siamo impegnati molto, ma alcuni giocatori avversari erano più forti e alti di noi.

Nel primo quarto eravamo alla pari, ma dopo purtroppo di hanno superato di molti punti. Abbiamo fatto del nostro meglio e giocato con grinta e determinazione fino all’ultimo minuto.

Nonostante la sconfitta ho capito che è indispensabile il gioco di squadra e mettere in pratica gli insegnamenti del coach. Gli insuccessi insegnano a non arrendersi mai!

Forza Humus!
Giorgio Cimenti

U15 Humus – Roraigrande 77-57

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Nella giornata del 17 Febbraio 2019 le squadre ad affrontarsi per la quinta giornata sono Humus Basket e Roraigrande. La partita ha inizio alle 11.00 di mattina in casa dell’Humus, nella palestra di Calderano.

Il primo quarto si conclude con la squadra di casa in vantaggio di 15 punti che però subito dopo nel secondo quarto vengono superati grazie a una serie di palle recuperate e di triple, che gasano e rimettono in piedi la squadra in trasferta. L’Humus va negli spogliatoi con 1 punto di vantaggio.

Nel terzo quarto le squadre si dimostrano forti e nessuna delle due prevale sull’altra segnando più punti. Nell’ultimo quarto la squadra sacilese decide di dare un taglio alla partita e di vincerla: i giocatori tornano in campo più motivati di quando lo fossero nel corso della partita.

Il risultato finale vede vincere l’Humus 77-57.

Leonardo Mazzariol

U14 Humus – Lignano 55-47

Sabato 9 Febbraio abbiamo giocato la partita di ritorno contro il Lignano. All’andata non ero presente quindi mi sono trovato difronte una squadra del tutto nuova.

Parto subito nel quintetto iniziale e riusciamo, nel primo tempo, ad avere un distacco di circa 20 punti. Così nel secondo quarto entriamo in campo già convinti di aver vinto e molliamo la presa, non tornando in difesa e avendo un attacco lento e inefficace.

Il Lignano ne approfitta per la rimonta ma l’Humus, supportato dalle sostituzioni dalla panchina, riesce a restare in vantaggio di dieci punti per il resto della partita.

Questa ci è sicuramente servita a capire che bisogna dare sempre il massimo fino alla fine quando l’arbitro fischia, lottare con grinta, forza e tenacia per portare a casa un buon risultato.

E’ inoltre importante il valore di un incoraggiamento, uno sprone che deve dare la squadra ai propri compagni di gioco, perchè la partita non si gioca solo in campo ma anche in panchina. E per chi è in campo, credetemi, è uno stimolo che dà una marcia in più!

Forza Humus!

Federico Puiatti

U18 Vis Spilimbergo – Humus 51-70

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L’incontro tra le due capoliste: Vis Spilimbergo e Humus Sacile. Nella prima metà di gara la squadra di coach Colombera nonostante le tante difficoltà, causate da una pressione difensiva da parte degli avversari, riesce a imprimere il proprio ritmo e allungare nel punteggio.

All’inizio del terzo quarto i mosaicisti reagiscono e riescono a rimontare portandosi sul -1. Ma grazie al pubblico, allo spirito di squadra e agli allenatori, gli humussini escono dalla baraonda e riportano l’inerzia a loro favore e a pochi minuti dalla fine scavano un +19 che congelano fino a fine partita.

Dopo questa importante vittoria la classifica recita: Humus Sacile al primo posto, Vis Spilimbergo al secondo e Torre Basket al terzo. La prossima partita, a Calderano, sarà un’altra battaglia, questa volta contro la terza classificata.

Luca Corazza

Humus – 3S Cordenons 76-79

Non c’è due senza tre: l’Humus gioca bene per metà partita ma non abbastanza per avere la meglio e matura la terza sconfitta, quasi consecutiva, sul filo di lana.

Più falli che canestri nei primi due minuti e mezzo, poi comincia la partita vera. I cinque di Beretta sfoderano ottimi fondamentali nell’attaccare l’uomo, quelli di Andreotti producono meglio in transizione. Poi girandola di cambi dalle due panchine, che non spostano le sorti di un punteggio in parità. Con una tripla e un viaggio in lunetta Damjanovic confeziona un mini-break che manda avanti i cordenonesi per la prima volta al 7′. Entra Zambon e da solo pareggia il conto, poi due triple di Dalmazi restituiscono ai liventini la testa della partita. 22-18.

Ripartenza sprint ancora dei sacilesi, dinuovo Zambon sugli scudi. Vantaggio che si allarga a 9 punti quando Fabbro segna con un buon uso del perno. I cordenonesi a tutta prima sembrano ribattere, ma Pagotto spinge un po’ di più e guida i suoi alla doppia cifra di vantaggio. Per cinque minuti i padroni di casa si impadroniscono del gioco lasciando però per strada qualche punto più del dovuto. Pivetta e compagni non si fanno pregare e approfittano della cortesia per ridurre la distanza grazie a elevati standard di tiro da fuori, che fruttano il (quasi) riaggancio (44-41).

Il terzo quarto è solitamente territorio di conquista per i sacilesi: così non è questa volta e infatti sono ancora i verdi ad attaccare con successo il ferro, scavalcando nel punteggio il quintetto di Varuzza, al palo per cinque interminabili minuti. Il black-out dura ormai da prima della pausa lunga e termina per mano di D’Angelo a gioco fermo. In rottura prolungata, gli humussini sono passati dal +12 al -6 in 12′. Andreotti cerca di venirne a capo: arrivano cambi, falli a favore, qualche punto e il pareggio. Fasi finali che sono il preludio a un quarto di chiusura spettacolare. Intanto 58-61.

Costanzo, che aveva propiziato la tripla del +3 poco prima, si ripete e caccia a -6 i padroni di casa. L’1vs1 iniziale si è trasformato in un tiro al bersaglio che funziona dai 6,75, al quale nè Pagotto nè Varuzza riescono a porre rimedio e in un amen il gap sfiora la doppia cifra. Lo schema humussino è il servizio sotto canestro ma la strategia è dispendiosa e favorisce la contromossa dei mitraglieri cordenonesi, che per l’intero quarto non fanno altro che sparare da lontanissimo. Con ancora 5′ da giocare gli ospiti sono in completo controllo e non si vede nulla sull’altro fronte che possa far pensare al colpo di coda. E in effetti sono quasi invisibili i canestri da sotto di Bovolenta e Varuzza e che improvvisamente svegliano il pubblico amico: riportano di colpo i liventini sul -4. Merito della zona che ha inceppato i cecchini? Forse. Ma a 20″ dalla fine, 4 lunghezze da recuperare e palla in mano ai sacilesi, quello che conta è la voglia di prevalere. Ce n’è molta nel quintetto di casa, ma non basta perchè la tripla del pareggio di Dalmazi sulla sirena trova solo il primo ferro e libera la gioia di Marella e compagni, che vincono 79 a 76.

Cordenons veleggia stabilmente a quote più alte di classifica, ma come contro Spilimbergo e Codroipo non bastano tre partite a buon livello per fare un punto e alla fine resta solo l’amaro in bocca. Nell’ultima uscita è stato evidente il difetto al circuito nei momenti decisivi della gara ma le ragioni della sconfitta sono da ricercare anche in momenti più lontani dallo scadere. E visto che è stato onorato il detto già citato in apertura di articolo, non c’è che da augurarsi una pronta inversione di tendenza.

U14 Sacile – Humus 53-18

Giovedì 31 Gennaio l’Humus giocava contro la favorita Sacile. L’inizio non è stato dei migliori: avevamo poca energia come spesso ci accade, io ho perso l’uomo 4 volte in difesa regalando così 8 punti e qualcun altro ha sbagliato qualche passaggio. Inoltre sapevamo di essere molto più bassi. Alla fine anche solo pochi passaggi sbagliati, poca difesa, pochi rimbalzi, poca grinta ci hanno portato a segnare solo 18 punti in 4 quarti.

Dopo questa brutta sconfitta non ci resta che fare una buona settimana di allenamento, curando i particolari. Nella prossima partita, che per noi sarà difficile, metterci più voglia ed essere più determinati saranno due elementi importanti per provare a rifarci o per lo meno fare una partita più grintosa visto che a noi la cosa che interessa è giocare bene e non il punteggio. Comunque…forza Humus!!

Sebastian Fadel