Humus – UBC 79-80

La prima in casa della nuova stagione aveva un sapore speciale, era il ritorno dell’ex Andreotti al Micheletto. Nel preliminare di coppa FVG era servito un supplementare per assegnare ai sacilesi la vittoria, la gara di campionato al palaHumus si è rivelata una sorta di rivincita che Andreotti ha saputo fare sua dopo una partita sempre all’inseguimento.

Ritmi lenti in avvio, attacchi a fidare le difese schierate e basse percentuali realizzative. Fantin a metà tempo inizia i turnover, il più riuscito è Zambon che infila un paio di giocate efficaci. La vena di Gri costringe Andreotti alla sospensione ma basta perchè Galli e Bovolenta strappano il servizio agli udinesi e portano a +6 gli humussini. Si alzano i ritmi solo sul finale e il primo riposo è sul 23-17.

Esordio di Bertola dal decimo minuto di gioco ma i primissimi tentativi di squadra non danno buoni frutti e a eccezione di una tripla di Galli a segnare sono solo gli ospiti. Il recupero ospite è ostacolato da Pignaton, che sigla il +9. L’impressione è che la manovra humussina sia più ragionata mentre quella ospite più istintiva, di fatto il +10 è pressochè azzerato in poco più di due minuti. Ci pensa ancora Pignaton a rompere l’imbarazzo sul 35esimo punto, poi arriva la sirena della pausa in spogliatoio, 37-34.

Al rientro è più propositivo l’atteggiamento dei liventini che innescati da Gri si riportano a un confortante +9. Paradiso e compagni optano per una zona, recuperano qualche possesso ma concedono qualche rimbalzo difensivo di troppo e Pignaton annulla quanto di buono aveva prodotto il loro schieramento. Il +13 suggerisce a Fantin di allargare la rotazione e si rivedono Conte, Dal Bello, Kelecevic e Bertola. Quest’ultimo trova anche il suo primo centro in maglia humussina, ma non c’è tregua e la partita torna in bilico quando Moretti e Paradiso firmano due triple dal centro che riducono a 5 i punti di distacco. Nel momento di maggiore difficoltà arrivano i fatturati di Franzin e Dal Bello, una boccata di ossigeno per il 59-53 di fine terzo parziale.

Al 30′ Bertola ha il suo momento migliore, perfeziona un 2+1 e una quasi recuperata ma i suoi gesti sono lontani ricordi quando la difesa concede due rimbalzi omaggio nella stessa azione. I giocatori esprimono il massimo atletismo e la partita è godibile. Il vantaggio humussino varia a elastico ma pur non rovesciando mai l’inerzia del risultato, gli udinesi sembrano perfettamente in grado di fare il colpaccio. Specie al 36′, quando approfittando di un nuovo passaggio a vuoto degli uomini di Fantin tornano a -1. Sembra la replica dell’incontro di coppa, che era andato all’OT. Il punto 66 è quello del contatto a referto, il 68esimo è quello del primo vantaggio ospite e mancano solo tre giri e mezzo di lancette. Ogni azione pesa tantissimo, ogni fischio può essere determinante: Galli e Gri optano per scelte di tiro delicatissime ma a 80″ dalla fine la loro mano non trema e gli humussini sono a +3. Minuto per Andreotti. Pignolo pareggia con una parabola altissima e Galli fa subito altrettanto, poi il viaggio in lunetta di Petronio arriva a 40″ dalla fine. Dall’altra parte Bovolenta sbaglia il jumper, la difasa udinese recupera e sul rovesciamento Petronio semina la difesa e appoggia da sotto il sorpasso a 6″ dalla fine. Minuto per Fantin. L’azione finale architettata nella pausa dal coach sacilese porta nelle mani di Dal Bello l’ultimo pallone, che però dall’angolo non finisce come si vorrebbe e tanto basta a mandare i titoli alla partita, sul 79-80.

L’arrivo in volata premia i ragazzi di Andreotti, che pur avendo inseguito per tre quarti di partita non hanno mai, nemmeno sul -13, lasciato intendere che il risultato era acquisito. E che hanno tenuto la parte migliore per il finale, dimostrando in questo un grande potenziale: tenuta mentale, facilità realizzativa e grande atletismo. In effetti anche con un divario in doppia cifra la partita non è mai stata davvero in mano ai sacilesi, che pure hanno espresso un gioco più articolato. Di certo la sconfitta ha un fastidioso retrogusto.