Humus-Dinamo 79-84

Presentata come il piatto forte di giornata, Humus-Dinamo è effettivamente stata una partita ricca di emozioni e a tratti anche bella, che ha visto prevalere la squadra goriziana dall’istinto killer.

L’uscita migliore dai blocchi è della Dinamo, che sospinta dal solito gruppo di supporter mette subito un parziale di sicurezza tra sè e i sacilesi. Gap che nel corso dei minuti prima si riduce a un solo possesso, poi dilata fino a 8 lunghezze, infine consolida fino al 18-23 di fine primi dieci minuti. La velocità messa in campo dagli ospiti è minore ma la loro efficacia è di gran lunga superiore.

E così anche la partenza del secondo parziale degli ospiti è ottima, sia peprecisione nel tiro da fuori che per assistenze in area. Gli humussini cercano con la transizione di imprimere velocità, e ci riescono, ma lo scopo del gioco è fare canestro, non correre. Nel frattempo, Nanut e Moruzzi mettono in fila una serie devastante di triple che estromette i ragazzi di Andreotti dalla partita. Il coach liventino ci prova con la zona ma la mano dei goriziani è caldissima e gli 11 punti di distacco a metà partita sono, per le cose viste in campo, anche pochi.

Nervi tesi al rientro. Il discorso di Andreotti negli spogliatoi deve essere stato molto convincente perchè la grinta messa in campo dai suoi, Fabbro in primis, è un’altra cosa. Gli humussini riescono a ridurre il distacco ma si accendono gli animi, volano parole grosse e fioccano i tecnici. Si avvicina ma non abbastanza, perchè una nuova gragnola di triple si abbatte sulla difesa casalinga. Ricacciati a -15, gli humussini ci provano di orgoglio e rispondono ancora in transizione, questa volta confezionando il break del -3. Questa volta Bullara e compagni accusano il colpo e non trovano la giusta contromisura, se non quando il risultato è ormai dinuovo in discussione. (60-62)

Serve dunque l’ultimo quarto per derimere la questione. Il punto numero 63 dei sacilesi è quello del sorpasso. La musica sembra cambiata e adesso la transizione è davvero l’arma in più, complice forse una certa incapacità dei goriziani di sostenere a lungo elevati ritmi di gioco. A metà del quarto Varuzza spinge i suoi anche a 7 lunghezze di vantaggio poi, toccati i 75 punti, arriva il risveglio degli ospiti con Cossi e Kos che riportano in un amen tutto in forse. Nei due minuti finali riaffiorano i nervi, questa volta cedono a Varuzza che sul -3 si fa fischiare un tecnico per proteste. È il momento decisivo perchè il differenziale non sarà più recuperato e anzi diventerà quello del definitivo 79-84.

Comprensibile la delusione sulla sponda casalinga per una gara rimessa in sesto dopo venti terribili minuti e quasi vinta sul +7 in apertura di ultimo quarto, ma sul 75-68 e l’inerzia ampiamente dalla propria parte i cinque punti di fila concessi in pochissimi secondi sanno di harakiri. Il che equivale ad ammettere che i goriziani, in quanto a esperienza e spietatezza, hanno talenti da vendere e hanno meritato la vittoria.

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