Humus-Sistema PN 69-81

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Non ha deluso le aspettative la sfida Humus-Sistema, nè in termini di pubblico nè di spettacolo. A spuntarla gli ospiti di coach Spangaro, che dopo tre quarti a inseguire mettono la freccia e superano di potenza i sacilesi, incassando una nuova vittoria.

Tre triple nelle prime quattro azioni sono il biglietto da visita dei sacilesi per nulla intimiditi dal calibro dell’avversario. Mattia Galli tiene i blu-arancio a galla ma Fabbro e compagnia fanno buona guardia sotto le plance. La doppia cifra di vantaggio (17-6) è il prodotto di canestri pregevoli ma di elevato grado di difficoltà segno che la difesa ospite sta lavorando bene. Il primo godibile quarto scivola via e si conclude con il buzzer beater, sempre di Mattia Galli, che richiude lo strappo (22-16).

Ancora testosterone in campo dopo la pausa breve, ancora Mattia Galli a produrre per i suoi. Kelecevic paga un po’ di emozione e sporca le percentuali dei sacilesi che in difesa raddoppiano sul fuoriclasse avversario il quale, quando non fattura, trova pregevoli assist. Ci pensa allora Gelormini a rialzare le medie da lontano mentre la partita inizia a somigliare a una gara da tre, per la gioia del numeroso pubblico. Stavolta sono le mani dei pordenonesi a non tremare più, in particolare quelle di un infallibile Labelli, e lo scarto si assottiglia ritornando entro il doppio possesso. Finchè un jumper di Davide Galli e uno sfondamento di D’Angelo costruiscono Brecciaroli alla sospensione. Nei minuti finali Spangaro dispone i suoi a zona: non cambia l’inerzia e al riposo i liventini hanno sempre la testa avanti (43-39).

I segnali di flessione degli humussini alla ripresa durano lo spazio di un canestro dei  pordenonesi poi Gelormini carica sulle spalle i compagni che ritrovano la giusta carica agonistica. Fabbro e Bovolenta occupano bene i volumi, illuminati dal loro scintillante play ma sono di valore anche i contributi di Franzin e D’Angelo. Mattia Galli, in un momento di acme dei giochi, resistuisce una rimessa agli avversari poi firma un and-one sul fronte offensivo: due bellissimi esempi di classe e talento. Intanto il gioco prosegue sui binari della parità e non basta la tripla siderale di Bellinvia perchè Fantuz e compagni non mollano un centimetro. E proprio nell’ultimo minuto gli ospiti riescono nell’aggancio, a quota 60. Un turno ai liberi di Gelormini spaia nuovamente lo score che diventa 61-60 all’ultima pausa. Tutto rimandato.

Il sorpasso è questione di un istante, quello che basta a Davide Galli per colpire dal perimetro dei 6,75, mentre si avverte la tensione perchè ogni possesso può essere determinante. E’ il momento di svolta della gara: Labelli è una spina del fianco e la zona di Spangaro paga ottimi dividendi. L’attacco di casa rallenta vistosamente, sbagliando anche dalla lunetta. Fatica e tensione si traducono in una striscia di falli, fra i quali il quinto di Mattia Galli per proteste a quattro minuti dalla fine con i pordenonesi a +5. Un glaciale Franzin ne approfitta dalla linea della carità, battezzando un valzer di turni di tiro propiziati anche da un tecnico a Fabbro. Ma a ballare sono soprattutto i pordenonesi, gli unici a segnare anche su azione: a 3′ dalla fine sono a +6 e hanno il possesso di palla e gara. La miglior situazione. Bellinvia è il terminale offensivo di Brecciaroli ma la precisione non è più la stessa. Succede di tutto, persino una voleèe in sospensione e in sottomano di Piovesana. Quando mancano 72″ il timeout di Brecciaroli sembra l’ultima spiaggia (77-69): la tripla della disperazione è disegnata per Dal Bello ma non è più serata e i secondi finali sono il tributo alla meritata vittoria dei pordenonesi che arrotondano sul conclusivo 69-81.

Meritato il successo dei ragazzi di Pordenone capaci di espugnare il Palamicheletto con una prova di forza e di grande solidità. Se ancora vi fosse il dubbio di un roster a trazione integrale targata Galli, quanto visto a Sacile è la dimostrazione che la quadratura sul campo è certamente merito dei fratelli terribili ma che la solidità deriva da un gruppo fatto anche di giocatori altrettanto meritevoli.

Fra i sacilesi comprensibile la delusione per una gara condotta magistralmente per quasi tre quarti e terminata nel peggiore dei modi, lasciando un retrogusto di occasione sprecata. Ma anche la confidenza nel proprio potenziale, espresso senza indugio per buona parte della gara finchè al posto dell’istino killer è comparsa una fatale indecisione.
Al di là di tutto, comunque, una bellissima partita incorniciata da un pubblico degno del teatro in cui si è svolta.
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