Grazie U16! – Pt.2 – Le famiglie

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Iniziati i primi allenamenti a Luglio 2016 con pochi elementi e poi proseguiti a fine Agosto col rientro dei vacanzieri, il nuovo gruppo ha iniziato a prendere forma. Le prime amichevoli avevano denotato (anche a detta degli esperti dell’Humus) molte lacune che solo il tempo e la volontà dei ragazzi avrebbero potuto colmare. Proprio per questi limiti tecnici, ma anche fisici, la squadra sembrava destinata a rimanere relegata almeno a metà classifica al termine del campionato. Mai pronostico fu più sbagliato! La volontà della squadra, la capacità degli allenatori, mettendoci il cuore ad ogni allenamento e a ogni partita hanno fatto sì che questo gruppo, rafforzandosi nell’amicizia giorno dopo giorno, potesse arrivare primo nel girone provinciale e andare alle final four regionali. Esperienza esaltante per i nostri figli ma anche per noi genitori, e non poco! In questi mesi ci siamo confrontati con molti di loro e quasi tutti sono concordi con noi, per un genitore infatti generalmente al di sopra di tutto è vedere il proprio figlio contento ed entusiasta e questo, dopo un avvio un po’ sconfortato dovuto a una fase di adattamento, si è avverato. Inoltre secondo noi è stato bello vedere che ad ogni partita c’è sempre stato presente qualcuno della dirigenza dell’Humus Basket, cosa che da dove provenivamo non è mai successa. Il fatto poi che qualcuno di loro si sia potuto inserire con la prima squadra è motivo di orgoglio. Bisogna anche sottolineare che i “grandi” li hanno accolti nel gruppo senza far pesare la differenza di età e di esperienza cestistica. Un grazie anche a tutta la “D”, nessuno si senta escluso! Insomma, non abbiamo parole sufficienti per descrivere questa nuova esperienza “baskettara” con l’Humus e auguriamo solo di proseguire su questa strada per far sì che questa sia stata solo una partenza elettrizzante e non solo un traguardo. Grazie “fioi”. (Fabio e Laura Citton)

La sirena sancisce la fine della partita, l’ultimo sforzo, l’ennesimo ansimante respiro di una corsa lunga un anno. Un inseguimento dietro una palla a spicchi che spingono fin dentro il canestro e quando scoccano il tiro non guardano più…chiudono gli occhi e aspettano quel ciuff che libera l’anima, che, seppur stremati, li ritempra e regala mille nuove energie. La sirena è suonata domenica sera a Gorizia per l’ultimo giro di questa nuova avventura. Il tempo sul tabellone ha esaurito il countdown, i numeri non sono stati a nostro favore. E’ vero!! E di questo ultimo match mi piace ricordare la reazione che i ragazzi hanno messo in campo nel terzo quarto, quando, guardandosi in faccia dopo la sosta, si sono resi conto che gli avversari di quel pomeriggio erano nettamente più forti, sia tecnicamente che atleticamente. Non poteva esserci storia! Ma proprio lì, i nostri eroi, si sono ricordati che avevano un compito da svolgere: giocare e divertirsi. E così hanno messo in piedi una rimonta insperata, a suon di difese, rimbalzi, uno contro uno e contropiedi. Hanno giocato da squadra così come poche altre, in questo campionato, hanno saputo fare quest’anno. Non ci hanno illuso: ci hanno regalato emozioni e adrenalina che a qualcuno fan star su anche le ‘rece, ad altri li ripaga dei chilometri macinati…ma a tutti, sono certo, rallegra il cuore nel vedere i propri figli sani, sorridenti, stanchi al punto giusto per avercela messa tutta, per un obiettivo, per loro stessi e per aver provato, anche per gioco, come si può affrontare se stessi, gli altri e la vita. (Papà di Vincenzo Maiorana)

I ragazzi di questa squadra si sono conosciuti a Settembre per la preparazione atletica, provenendo da un sacco di società diverse dove non si trovavano bene. C’è un ragazzo diabetico, uno celiaco, uno con un “soffio” al cuore, uno che a causa di un’operazione mal riuscita al ginocchio ha saltato tutto il campionato, uno che si è fatto male la caviglia e ha saltato le ultime partite della regular season e tanta altra gente fuori di testa. Credevamo che questa squadra riuscisse a raggiungere a malapena la metà classifica. Ci siamo sbagliati di brutto. Dopo aver perso le prime due partite questi ragazzi si sono rialzati, vincendo tutte le partite successive della regular season e classificandosi primi a livello provinciale e terzi a livello regionale, oltre ogni aspettativa. Questi ragazzi ci hanno insegnato cosa vuol dire restare uniti in ogni caso, nella vittoria e nella sconfitta, e non li cambierei con nessun’altra squadra. (Giada Citton)

Non possiamo che rendere onore al merito di questa variegata “armata Brancaleone”, giunta da ogni dove, che alla guida di due temerari allenatori e accarezzata dai preziosi unguenti della magica “l’Irene” ha saputo bucare il bozzolo per spiccare il volo e inseguire un sogno. Grazie per averci ricordato che davvero nulla è impossibile. (Mamma di Leonardo Venturato)

Siamo arrivati in questa realtà cestistica per caso. Matteo arrivava da un campionato dove aveva perso quasi tutte le partite…ed oltre a quelle aveva perso anche anche la voglia di giocare. Pian piano si è integrato e ha riacquistato la grinta di una volta. Per noi e stata una grande soddisfazione vederlo migliorare di partita in partita arrivando con questa squadra fino alle inaspettate finali regionali. Per questo ringraziamo innanzi tutto i coach Stefano e Fausto per aver trasmesso a Matteo e agli altri ragazzi la grinta e la tenacia necessaria a questo sport e ad aver creduto in loro; insieme ringraziamo Irene, Luca, Breccia, Gigi, il Pres. Marletta e tutto lo staff Humus per averli sempre seguiti e sostenuti. Queste finali sono state secondo noi la ricompensa al lavoro fatto durante tutta la stagione…e non importa se non sono arrivati primi…è stata comunque un’esperienza bellissima!!! Ma diciamolo…sono stati sostenuti anche da un numeroso gruppo di accaniti tifosi di cui siamo onorati di far parte: I GENITORI!!! (Silvia e Maurizio Giust)

 

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One comment

  1. Roberto Bazzo · maggio 19, 2017

    Quando domenica sera, dopo l’ennesimo panino simil austriaco post-partita, a notte fonda sono rientrato presso la mia abitazione ho potuto realizzare appieno la maturità raggiunta da questi ragazzi.
    Non era triste Ale e nemmeno lo erano i suoi compagni di avventura per la “giusta”sconfitta rimediata ma felici ed orgogliosi di aver raggiunto il terzo posto a livello regionale.
    Che non è poco!
    Sulla cultura della sconfitta ci sono esimi professori e personaggi sportivi che negli anni hanno scritto fior di libri e quant’altro per cui lascio a loro disamine e aspetti tecnici non di mia competenza.
    Personalmente a questi ragazzi dico che l’uomo vero ( alias = ragazzo maturo) si vede nel momento della sconfitta o nel momento della difficoltà non in quello della vittoria; è facile essere felici ed esultare quando si vince magari avendo anche la consapevolezza di essere il più forte.
    Difficile, molto più difficile invece perdere ed accettare la sconfitta.
    E rialzarsi.
    Loro, a mio modesto parere, si sono dimostrati in questo frangente più maturi anche rispetto a noi genitori e questo sarà un tassello del loro bagaglio di vita.
    Lo sappiamo bene noi adulti che la vita in tutti i suoi aspetti riserva tante belle cose ma anche tanti momenti in cui si cade, a volte anche improvvisamente, ed immediatamente bisogna rialzarsi e partire.
    Per questo bel percorso di vita intrapreso da mio figlio ringrazio Stefano, Fausto ( alpino Docg) Irene e tutto lo staff dell’Humus.
    Bravi!
    Felice ed orgoglioso di questa società e di tutte le sue componenti come lo sono di mio figlio Alessandro e di tutti i suoi compagni di viaggio.
    Roberto B.

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