Note di viaggio

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Pronti, via! Di voglia ci portiamo 7-2. Poi esageriamo al tiro e Nanut punisce. La grinta di Teso poi le triple di Bullara sr. e Belli. Il palazzetto è una bolgia. Pareggiano a suon di triple, loro sono tiratori sopraffini, ma noi siamo carichi. Emozioni e qualità. Primo quarto intensissimo e infinito. La difesa di cuore e di esperienza di Simonluca è un’emozione nelle emozioni. Dopo dieci minuti: 22-20 loro.

Ma non abbiamo i loro tiratori e dobbiamo giocare nel pitturato. Non approfittiamo delle occasioni e ancora dalla distanza loro danno ritmo alla partita. Si invertono i ruoli: noi a tirare e loro a puntare l’uomo, così Gorizia costruisce il break (31-22). Il mandato a Belli é chiaro: colpire da tre. La missione viene compiuta e passiamo da -11 a -4. Poi, di cuore e muscoli, sorpassiamo. Alla fine di un bellissimo quarto tutto è da rifare: 44-44.

Si riposa, poi si riparte a razzo, poi si rifiata: avanti loro di una incollatura. Siamo meno affamati dei primi 20′. E come nel primo tempo lasciamo per strada quintali di liberi. Anche il terzo quarto passa: 58-57 per loro. Ultimo quarto, la resa dei conti. Con la testa ci siamo, ma andiamo sotto. Belli ci tiene a galla non solo con la sua specialità. I troppi tiri che fanno il giro intorno al ferro e poi escono sono un presagio. Ma Chiesu mette la tripla del sorpasso 67-68 a 4’10”. Accade tutto negli ultimi 3 minuti. Il +3 dalla lunetta di Nanut, il +5 sempre Nanut in penetrazione, noi che sbagliamo i liberi, il quinto discutibile fallo di Bovo, il sanguinolento +6 sulla di Gorizia sulla sirena, ancora Nanut a cronometro fermo, i nostri airball da tre, la fine. 82-75.

Ci abbiamo creduto ma abbiamo perso, onore alla Dinamo Gorizia. Bellissima partita: la delusione è proporzionale allo sforzo che i ragazzi hanno profuso in campo ma la bellezza di vedere un gruppo così coeso dare tutto (e anche di più) non solo ci riempie orgoglio ma dà grande valore al risultato dei nostri avversari. Grazie amici sostenitori che avete spinto i nostri giocatori oltre il limite, grazie soprattutto ai giocatori e ai coach: ci avete fatto vivere una stagione indimenticabile! Non male come inizio…

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ABC Cervignano- Humus 65-67

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La truppa di coach Brecciaroli rientra vittoriosa dalla difficile trasferta cervignanese, con l’ulteriore soddisfazione della conquista del quarto posto assoluto dopo quella della qualificazione alle final four di Tolmezzo. I sacilesi scalzano proprio i basso friulani dalla posizione che implica l’accoppiamento con la Dinamo Gorizia nella semifinale di sabato 27 Maggio.

Inizio gara in chiaroscuro per gli ospiti, che nei primi quattro minuti segnano solo da tre con Bellinvia e Tesolin. Gli humussini stentano nella costruzione di tiri dalla media distanza mentre i padroni di casa puntano sulle soluzioni individuali e sulla pressione difensiva su rimessa. Ma è una coperta corta, gli esterni di Brecciaroli trovano linee di passaggio in area e contrastano le efficaci sortite offensive di Buzzin grazie a un Fabbro molto ben ispirato nei duelli individuali. Alla prima sirena gli ospiti sono avanti 19-16 poi ancora difesa alta per l’ABC e turnover sulla panca sacilese, finché una tripla di Tesolin imprime un primo mini-allungo immediatamente rintuzzato dai centri pesanti di Buzzin e Contin abili a sfruttare i possessi omaggio concessi dai liventini. Si mette in luce Mulato con un paio di rilasci in semi gancio e nel frattempo la difesa azzecca alcune chiusure in raddoppio che, insieme a due preziose triple di Bellinvia e Chiesurin, fruttano il provvisorio +9. Un nuovo mini black out difensivo propiziato dalla tripla di Della Pozza e da una aumentata aggressività da il via al recupero udinese, completato dal quarto centro dai 6,75 nei dieci minuti di gioco firmato Deana. Le sorti sono nuovamente in bilico e solo con colpo di reni i liventini si portano sul 40-36 quando è il momento di riposare a metà partita.

Nei primi tre giri di lancette della ripresa si assiste a schermaglie ed errori più che a canestri. La surplace dura ben più a lungo, come a voler conservare le energie per il quarto finale, con il punteggio che vede sempre i pordenonesi avanti di un paio di possessi ma mai padroni del gioco. Sul finale Cervignano riprova a intensificare la pressione sul palleggiatore ma la strategia viene vanificata da una puntuale tripla di Chiesurin che riporta a +9 alla vigilia dell’ultimo quarto (55-46). Le ridottissime distanze difensive comandate da coach Miani consentono ai suoi di ridurre il debito poi i sacilesi adattano il loro gioco, francobollano Bomben a Contin mentre Dal Bello inventa un assist di altra categoria per Fabbro che firma il nuovo massimo vantaggio (+11). Ma lo stesso Contin non ci sta e arrotonda il bottino personale con otto punti consecutivi, sicché a metà del quarto il risultato è ancora incerto. Eroso il massimo vantaggio esagerando in superficialità, Bellinvia e compagni rischiano la débâcle con una sciagurata gestione dei possessi che sfocia, a 98″ dalla fine, nel pareggio di Buzzin a quota 64. Ma come sette giorni prima è ancora Chiesurin a mettere la firma sulla giocata che decreta la vittoria, un canestro con fallo trasformato poi dalla lunetta, che i ragazzi di Miani non riusciranno più a controbattere e che consegna il referto rosa agli ospiti per 65-67.

Vittoria in chiaroscuro per i ragazzi di Brecciaroli, in grado di costruire un vantaggio in doppia cifra nel momento topico della partita ma al tempo stesso incapaci di mettere il risultato in cassaforte. Il primato dei centimetri di Bovolenta, Fabbro e Mulato non è mai stato un vero fattore tanto che i sacilesi hanno concesso ai più dinamici cervignanesi alcuni rimbalzi di troppo. Dal canto loro gli udinesi sono parsi eccessivamente Contin-centrici, con il portatore di palla cervignanese a denotare lacune al tiro nelle azioni in cui la marcatura di Bomben risultava più stringente. Nel bilancio complessivo i sacilesi hanno meritato di spuntarla, se non altro per aver condotto per l’intera partita, e adesso possono concentrarsi sulla preparazione del weekend più importante della stagione.

Humus – Dinamo Gorizia 58-55

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Non ancora certi della qualificazione alle Final Four di fine Maggio, Fabbro e compagni ospitavano i forti goriziani della Dinamo, privi dello squalificato Nanut, con l’obiettivo immediato di staccare il pass per la due giorni decisiva e con quello secondario di agganciare un eventuale quarto posto nell’ultima uscita dei playoff.

Non brillantissimo il loro avvio di gara, ma nonostante lo 0-4 delle prime azioni è tangibile l’impatto del rientrante Bovolenta che spinge i suoi sul 12-4 catturando rimbalzi e segnando dalla lunga distanza. Buona la circolazione di palla liventina, buone anche la percentuale realizzativa e l’attenzione in difesa. Tre ottime soluzioni di Chiesurin, Bomben e Bellinvia permettono ai ragazzi di Brecciaroli di strappare la partita con un perentorio 26-9, sperimentando giochi su tutti terminali d’attacco. A funzionare davvero è l’attacco all’uomo che stacca la Dinamo dalla ruota e il 28-9 è il sigillo a un sontuoso primo quarto.

Gli humussini attaccano ancora il pitturato caricando di falli i goriziani, che reagiscono elevando la frequenza di tiro pur segnando ancora poco. Con una estemporanea tripla Bellinvia arrotonda a 20 le lunghezze di vantaggio, imitano poi da Dal Bello e Bovolenta. Sul 37-12 entra Quitadamo che costringe al fallo in attacco Bullara sr.; il canestro per i goriziani è una chimera, Quitadamo incassa un altro recupero per fallo in attacco e induce al tecnico di frustrazione gli avversari. Poi la partita si sfilaccia e ad approfittarne sono gli ospiti che interrompono il digiuno e riducono lo svantaggio. Brecciaroli dà minuti a Cadoná ma è Bovolenta a ridare ritmo ai sacilesi. La dinamo si aggrappa alla tripla di Bullara sr. e non vede l’ora che arrivi la sirena di metà partita per rifiatare. All’intervallo lo score è di 43-22.

Nei primi due minuti dal rientro si vede solo il jumper di Dal Bello ma la Dinamo sembra più determinata e infatti arriva il gioco da tre di Bullara jr. e, sulla successiva persa humussina, il minuto per Brecciaroli. Bullara jr. è poi autore di una tripla che riporta lo svantaggio a meno di 20 lunghezze e che sembra invertire l’inerzia della gara. La partita scende di ritmo e i sacilesi si addormentano, incapaci di violare il canestro come in precedenza, merito anche della spigoli difensivi goriziani. Per loro sfortuna la precisione al tiro da lontano degli ospiti è molto migliorata, tanto da causare un’emorragia, così a sperare nella sirena stavolta sono proprio i sacilesi che quando finisce il terzo quarto si svegliano sotto la doppia cifra di vantaggio (47-39).

Effettivamente l’inerzia è passata nella mani degli ospiti. Rientra Bovolenta dopo un lungo riposo ma produce effetti dirompenti nel pitturato ospite solo inizialmente, poi la difesa sacilese dimentica Bullara jr. sulla linea da tre e il goriziano ringrazia. Gli humussini non riescono più ad attaccare l’area, la palla circola solo sul perimetro e non si vede l’ombra di una transizione. Intanto i goriziani rosicchiano ancora qualcosa e a metà dell’ultimo quarto il tabellone recita 51-45. Lo spartito è lo stesso del primo tempo ma a ruoli invertiti e con qualche sbavatura arbitrale di troppo. La soffice tripla di tabella di Bullara sr del 51-49 sembra l’epilogo e mancano ancora 180″. Nei tre giri rimanenti Fabbro, Dal Bello e Chiesurin ci provano, attaccando finalmente il difensore e mandando Bullara sr. in panchina per raggiunto limite di falli ma ai liberi sono gli ospiti a fare meglio pareggiando prima a 52 e poi riuscendo nel sorpasso. Chiesurin segna una forzatissima tripla e riporta i suoi sul +1 a 50″ dalla fine, poi un dubbio fallo in attacco di Bellinvia concede un possesso gratis ai ragazzi di coach Malfatti con 25″ da giocare. Sulla rimessa, sontuoso recupero in anticipo di Bovolenta e subito girandola di falli per fermare il tempo. In lunetta tremano le mani: a 15″ dalla fine, sul 58-55, minuto di sospensione per gli ospiti che probabilmente disegnano lo schema per il tiro da tre. Non si potrà saperlo, perché sull’azione di rimessa un nuovo intervento di Bovolenta genera il recupero definitivo che congela anche il risultato.

Una prestazione che valeva la lode nel primo quarto e declassata a ottima valutazione fino alla pausa lunga rischiava di trasformarsi in un incubo se non fosse arrivato il decisivo colpo di reni. Al rientro dagli spogliatoi l’Humus ha sfruttato l’abbrivio ma non ha più costruito, subendo anzi il continuo martellamento al tiro dei goriziani. Eppure rimane una grande soddisfazione, quella di avere resistito contrastando gli avversari nel loro miglior momento, costruendo con la tripla di Chiesurin e i recuperi di Bovolenta le due cose che sono bastate per navigare in porto. E conquistando, a fatica ma con merito, l’agognata qualificazione per le Final Four.

Grazie U16! – Pt.3 – Lo staff

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Quando Massimo Rigoni ha lanciato l’idea di scrivere alcuni pensieri e considerazioni sull’annata cestistica degli under 16 e in particolare sulle finali regionali di Gorizia, ho pensato: qua ci vuole un libro!!! No, tranquilli tutti. Gli allenatori già parlano troppo durante gli allenamenti e le partite, quindi oggi cercherò di non scrivere troppo. Ricordo bene che le prime idee estive che abbiamo condiviso con Fausto, Irene, Breccia, Davide erano state: come facciamo a farli diventare squadra? Come facciamo a far giocare assieme questi ragazzi? Alla prima domanda devo dire che avete/hanno fatto tutto i ragazzi. Mi pare non ci sia dubbio che ci sia stata subito un’ottima “chimica”  tra di voi/loro (non so se rivolgermi ai ragazzi o a tutti in generale) senza che vi siano state prevaricazioni o personalismi eccessivi. Ognuno ha mantenuto le proprie peculiarità, senza snaturarsi, ma contemporaneamente cercando di integrarsi in un gruppo di persone quasi completamente nuovo. Bravi ragazzi. Relativamente all’aspetto tecnico il gruppo di allenatori ha cercato, riuscendoci in certi momenti, meno in altri, di trasmettere alcuni idee e principi  da considerarsi cardine. Il primo si può riassumere nel concetto che il basket, a qualsiasi età e per tutti, deve essere un divertimento, una gioia, ma va fatto seriamente. Impegno, costanza, rispetto delle regole, entusiasmo, umiltà, tenacia, agonismo, altruismo (e potrei dilungarmi ancora molto), sono tutti elementi che devono caratterizzare un gruppo di persone che gioca a basket. Un secondo principio che ha abbiamo voluto caratterizzasse quest’annata cestistica è stato quello di “fare un passo indietro”. Abbiamo scelto cioè di lavorare su aspetti tecnici  che i ragazzi ancora non avevano compreso e assimilato e che, contemporaneamente, rendevano ingestibili altri aspetti del gioco. E quindi partenze in palleggio, terzi tempi e palleggio con entrambe le mani, gioco senza palla, arresti e tiro, passaggi, posizione fondamentale, attacco del canestro, occupazione degli spazi, lettura delle situazioni. Tutti aspetti fondamentali del gioco e che devono essere compresi, eseguiti e gestiti al meglio. Anche dal punto di vista fisico la “Proff” Irene ha lavorato su aspetti basilari ma imprescindibili per qualsiasi attività motoria e sportiva ma in particolare necessari per il nostro basket. Sempre nell’ottica che bisogna partire dalle fondamenta per costruire una casa solida. A queste nostre proposte i ragazzi hanno risposto sempre positivamente, senza mai tirarsi indietro, cercando di superare dell’indolenza e pigrizia, tipiche della loro età. Ultimo aspetto tecnico e mentale che ha caratterizzato l’annata è stato quello di far capire a voi ragazzi (ma indirettamente anche a tutti noi adulti) che non ci si può accontentare di “vincere qualche partita o qualche campionato”, ma l’idea deve essere quella del miglioramento continuo e costante. Avete/abbiamo visto alle finali regionali che basta uscire dai confini della Provincia affinché ci siano maggiori difficoltà, avversari più forti e che c’è ancora molta strada da fare. Non dobbiamo accontentarci…e in funzione di ciò, dopo una breve pausa, si continua a lavorare nei prossimi mesi!!!! Riguardo a Gorizia, personalmente, sono stati tre giorni bellissimi. Soprattutto ricorderò le facce dei ragazzi che, anche se loro non lo ammetteranno mai per comprensibile orgoglio giovanile, trasmettevano gioia, paura, idee, concentrazione, voglia, rabbia per non poter giocare quando si è “scavigliati”…e tanto altro. Se voi ragazzi avete provato tutto ciò, allora lo sport ha fatto il suo dovere! Stesse sensazioni penso abbiano provato le famiglie. A tutto ciò ritengo si debba aggiungere, tutti noi adulti, l’orgoglio di aver visto i “nostri” ragazzi impegnarsi al massimo delle loro possibilità. Vedere poi i genitori saltare, urlare, sbracciarsi, sacrificare altri impegni pur di esserci, incitare, rammaricarsi, è stato veramente impagabile. Per noi tecnici e sicuramente anche per i ragazzi è stato bellissimo pensare basket di continuo per 72 ore. Viaggiare, giocare, tornare a casa tardi, dormire, lavorare e studiare, ripartire, rigiocare, ma sempre pensando alla pallacanestro. Una bolla di tre giorni, con la nostra squadra tra le protagoniste. Emozionante anche per noi over 40 che di partite ne abbiamo giocate, allenate e viste proprio tante. Il risultato delle finali è giusto. Hanno vinto i più forti e la nostra terza posizione è corretta. Chi l’avrebbe mai detto ad inizio anno…terzi in regione!!!!!! Ma questo non servirà a nulla, sarà fine a se stesso, se tutti lo considereremo come un punto di arrivo invece di vederlo solo come una tappa del percorso di miglioramento di tutti noi. Un applauso particolare va ai ragazzi che hanno avuto meno spazio durante le finali o nelle partite durante l’anno. Tutti i giocatori, anche quelli più giovani, sanno valutare le proprie personali capacità e potenzialità e quindi è logico che il minutaggio di campo sia diverso tra chi è più avanti nel percorso di miglioramento e chi è uno scalino sotto. Sempre durante l’anno e nei prossimi mesi il pensiero di noi allenatori è stato quello di coniugare le esigenze di squadra con quelle di ogni singola persona. Speriamo di esserci riusciti ma, in ogni caso, garantiamo che ce l’abbiamo messa tutta per raggiungere questo equilibrio di squadra ed individuale. Concludo ringraziando tutti i ragazzi, gli allenatori Irene, Fausto (mitico campione provinciale), Breccia, Davide con cui abbiamo condiviso molto tempo non solo in campo ma spesso al telefono o in occasione delle partite della SerieD parlando della under 16, Luca, Gigi, MaxR, MaxM, Cico e tutti i componenti societari dello staff, i genitori e qualsiasi persona che anche per una sola volta è venuta a vederci giocare. Ci si vede in palestra. Un abbraccio. Stefano. CAMPIONI DEL MONDO!!! (Piero Dotta)

Come prima cosa vorrei ringraziare tre persone, per me fondamentali nella vita e nel commino di questa avventura iniziata ancora qualche anno fa con il mio amico DAVIDE all’HUMUS. E sono LIA che mi ha sempre sostenuto in questa avventura da allenatore (vice) sopportando anche le mie crisi, Alberto che mi ha sopportato al quale ho rubato tanti week da passare insieme per andare alle partite e Adele che invece mi ha sempre dato un sorriso anche quando ritornavo a casa arrabbiato dopo un partita anche se vinta. Per quanto riguarda gli UNDER o come li chiamo io l’ARMATA BRANCALEONE spero che di questa avventura iniziata ancora a settembre e terminata a GORIZIA ne abbiano fatto tesoro, soprattutto delle sconfitte e che capiscano che solo con il sacrificio in palestra si possono ottenere dei risultati. A Basket non si inventa niente bisogna solo applicarsi avere concentrazione e costanza; è fatto solo di meccanismi sui qual bisogna lavorare e lavorare, come in tutti gli sport, forse nella pallacanestro ancora di più. Io mi fermo qui anche se vorrei scrivere tante e tante cose ma i segreti che ho imparato giocando a basket con gli anni glieli darò in palestra. Non l’ho mai fatto ma lo faccio adesso e gli dico BRAVI RAGAZZI! (Fausto Colombera)

Cari ragazzi, potrei spendere tante parole per descrivere la vostra annata…ma non lo faccio. Giada ha già detto tutto su di voi. Mi sono sentito dire che non abbiamo fatto una grande impresa perché’ eravamo già forti…si certo…io sorrido davanti a questi commenti. Lasciatemi spendere due parole di sincero ringraziamento ai vostri allenatori…Stefano (nonostante la sua fede calcistica) e Fausto…in questa avventura hanno sacrificato tanto tempo a se stessi ma soprattutto alle famiglie…ma voi li avete ripagati. Un ringraziamento pure a tutto il gruppo di genitori. CUORE SACRIFICIO E TANTA VOGLIA DI STARE INSIEME GRAZIE RAGAZZI. RICORDATEVI CHE QUESTO È SOLO IL PUNTO DI PARTENZA E NON D’ARRIVO…UN GRUPPO COSI’ SPECIALE COSI’ PAZZO NON POTEVA ESSERE MIGLIORE DI VOI E SOPRATTUTTO AVETE PERFETTAMENTE RISPECCHIATO IL VERO SPIRITO HUMUS…N.B. dedico personalmente questo terzo posto a Grabriele…con lui saremmo probabilmente stati ancora più forti. Ma tornerai caro Gabriele più forte di prima. GRAZIE RAGAZZI (Davide Brecciaroli)

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Che posso dire…a settembre, quando li ho incontrati, confesso di aver messo le mani nei capelli…potevano solo migliorare…Non è successo solo questo…sono diventati bravi, lavorare con loro è stato facile, e soprattutto hanno costruito in breve tempo un gruppo di amici partendo da un assortimento di personalità, di esperienze e di provenienze molto vario. Quanto a me…era da qualche anno che non partecipavo a finali e devo dire che ne avevo bisogno. Di questo li ringrazio. (Irene Cover)

Sacrificio, impegno, umiltà e divertimento. In pieno spirito HUMUS. Fiero del gruppo e di tutto lo staff. Ora sotto! Continuiamo a portare avanti il nostro progetto. (Gigi Omiciuolo)

E’ stato bello organizzare (io sono quello che ha fatto meno…shhh) un giovane gruppo di ragazzi sani e intelligenti, che hanno la passione del più bello sport del mondo. Qualche anno fa abbiamo puntato sul ringiovanimento del gruppo, e voi anagraficamente siete il più bel successo. I risultati contano e non contano, ciò che importa veramente è aver seminato (da parte degli allenatori) e coltivato voi con gli allenamenti il seme della passione per la pallacanestro. Il tutto in un clima sereno e di amicizia. Bravi ragazzi, e CAMPIONI DEL MONDO! (Guido Ortolan)

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Bravi un par de balle! Dovevano giocare e divertirsi, hanno giocato e si sono divertiti quindi hanno fatto solo il loro dovere. Tradotto: sono talmente soddisfatto dei ragazzi U16 che non trovo le parole per esprimermi. Per i dettagli vi spiegherò in silenzio, come faccio di solito. (Cico)

Grazie U16! – Pt.2 – Le famiglie

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Iniziati i primi allenamenti a Luglio 2016 con pochi elementi e poi proseguiti a fine Agosto col rientro dei vacanzieri, il nuovo gruppo ha iniziato a prendere forma. Le prime amichevoli avevano denotato (anche a detta degli esperti dell’Humus) molte lacune che solo il tempo e la volontà dei ragazzi avrebbero potuto colmare. Proprio per questi limiti tecnici, ma anche fisici, la squadra sembrava destinata a rimanere relegata almeno a metà classifica al termine del campionato. Mai pronostico fu più sbagliato! La volontà della squadra, la capacità degli allenatori, mettendoci il cuore ad ogni allenamento e a ogni partita hanno fatto sì che questo gruppo, rafforzandosi nell’amicizia giorno dopo giorno, potesse arrivare primo nel girone provinciale e andare alle final four regionali. Esperienza esaltante per i nostri figli ma anche per noi genitori, e non poco! In questi mesi ci siamo confrontati con molti di loro e quasi tutti sono concordi con noi, per un genitore infatti generalmente al di sopra di tutto è vedere il proprio figlio contento ed entusiasta e questo, dopo un avvio un po’ sconfortato dovuto a una fase di adattamento, si è avverato. Inoltre secondo noi è stato bello vedere che ad ogni partita c’è sempre stato presente qualcuno della dirigenza dell’Humus Basket, cosa che da dove provenivamo non è mai successa. Il fatto poi che qualcuno di loro si sia potuto inserire con la prima squadra è motivo di orgoglio. Bisogna anche sottolineare che i “grandi” li hanno accolti nel gruppo senza far pesare la differenza di età e di esperienza cestistica. Un grazie anche a tutta la “D”, nessuno si senta escluso! Insomma, non abbiamo parole sufficienti per descrivere questa nuova esperienza “baskettara” con l’Humus e auguriamo solo di proseguire su questa strada per far sì che questa sia stata solo una partenza elettrizzante e non solo un traguardo. Grazie “fioi”. (Fabio e Laura Citton)

La sirena sancisce la fine della partita, l’ultimo sforzo, l’ennesimo ansimante respiro di una corsa lunga un anno. Un inseguimento dietro una palla a spicchi che spingono fin dentro il canestro e quando scoccano il tiro non guardano più…chiudono gli occhi e aspettano quel ciuff che libera l’anima, che, seppur stremati, li ritempra e regala mille nuove energie. La sirena è suonata domenica sera a Gorizia per l’ultimo giro di questa nuova avventura. Il tempo sul tabellone ha esaurito il countdown, i numeri non sono stati a nostro favore. E’ vero!! E di questo ultimo match mi piace ricordare la reazione che i ragazzi hanno messo in campo nel terzo quarto, quando, guardandosi in faccia dopo la sosta, si sono resi conto che gli avversari di quel pomeriggio erano nettamente più forti, sia tecnicamente che atleticamente. Non poteva esserci storia! Ma proprio lì, i nostri eroi, si sono ricordati che avevano un compito da svolgere: giocare e divertirsi. E così hanno messo in piedi una rimonta insperata, a suon di difese, rimbalzi, uno contro uno e contropiedi. Hanno giocato da squadra così come poche altre, in questo campionato, hanno saputo fare quest’anno. Non ci hanno illuso: ci hanno regalato emozioni e adrenalina che a qualcuno fan star su anche le ‘rece, ad altri li ripaga dei chilometri macinati…ma a tutti, sono certo, rallegra il cuore nel vedere i propri figli sani, sorridenti, stanchi al punto giusto per avercela messa tutta, per un obiettivo, per loro stessi e per aver provato, anche per gioco, come si può affrontare se stessi, gli altri e la vita. (Papà di Vincenzo Maiorana)

I ragazzi di questa squadra si sono conosciuti a Settembre per la preparazione atletica, provenendo da un sacco di società diverse dove non si trovavano bene. C’è un ragazzo diabetico, uno celiaco, uno con un “soffio” al cuore, uno che a causa di un’operazione mal riuscita al ginocchio ha saltato tutto il campionato, uno che si è fatto male la caviglia e ha saltato le ultime partite della regular season e tanta altra gente fuori di testa. Credevamo che questa squadra riuscisse a raggiungere a malapena la metà classifica. Ci siamo sbagliati di brutto. Dopo aver perso le prime due partite questi ragazzi si sono rialzati, vincendo tutte le partite successive della regular season e classificandosi primi a livello provinciale e terzi a livello regionale, oltre ogni aspettativa. Questi ragazzi ci hanno insegnato cosa vuol dire restare uniti in ogni caso, nella vittoria e nella sconfitta, e non li cambierei con nessun’altra squadra. (Giada Citton)

Non possiamo che rendere onore al merito di questa variegata “armata Brancaleone”, giunta da ogni dove, che alla guida di due temerari allenatori e accarezzata dai preziosi unguenti della magica “l’Irene” ha saputo bucare il bozzolo per spiccare il volo e inseguire un sogno. Grazie per averci ricordato che davvero nulla è impossibile. (Mamma di Leonardo Venturato)

Siamo arrivati in questa realtà cestistica per caso. Matteo arrivava da un campionato dove aveva perso quasi tutte le partite…ed oltre a quelle aveva perso anche anche la voglia di giocare. Pian piano si è integrato e ha riacquistato la grinta di una volta. Per noi e stata una grande soddisfazione vederlo migliorare di partita in partita arrivando con questa squadra fino alle inaspettate finali regionali. Per questo ringraziamo innanzi tutto i coach Stefano e Fausto per aver trasmesso a Matteo e agli altri ragazzi la grinta e la tenacia necessaria a questo sport e ad aver creduto in loro; insieme ringraziamo Irene, Luca, Breccia, Gigi, il Pres. Marletta e tutto lo staff Humus per averli sempre seguiti e sostenuti. Queste finali sono state secondo noi la ricompensa al lavoro fatto durante tutta la stagione…e non importa se non sono arrivati primi…è stata comunque un’esperienza bellissima!!! Ma diciamolo…sono stati sostenuti anche da un numeroso gruppo di accaniti tifosi di cui siamo onorati di far parte: I GENITORI!!! (Silvia e Maurizio Giust)

 

Grazie U16! – Pt.1 – I giocatori

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L’avventura delle finali regionali è stata molto emozionante, la carica di adrenalina era al massimo. E’ stato bello affrontare squadre a noi sconosciute e di livello molto buono. Credo che farò tesoro di quello che ho vissuto, per il futuro, e spero che in qualche modo prima o poi potrò rivivere queste emozioni così forti che non dimenticherò mai. (Gioele Citton)

È difficile ancora adesso capire bene cosa sia successo in quei tre giorni. 3 partite. Una dopo l’altra, avendo sempre lo stesso obbiettivo: vincere. Tutto ciò che contava, come diceva Fausto: una volta usciti da quella porta, la porta della spogliatoio, avremmo dovuto dare tutti il massimo sia per noi che per la squadra. Era una scalata, pur non vincendo dovevamo rientrare negli spogliatoi nello stesso modo nel quale ne eravamo usciti, con onore e rispetto l’uno verso l’altro. Beh così è stato: non saremo arrivati primi, ma le lacrime e il rammarico per la sconfitta si annullano o quasi difronte a ciò che siamo riusciti a fare in un anno. Un gruppo nuovo che arriva in una società senza giovanili va a vincere il campionato provinciale. Titolo da giornale. Ma tutto ciò fin dall’inizio non era dovuto e non è stata tutta opera di noi giocatori, bensì anche di due coach Stefano e Fausto che rompendoci le palle a ogni sbaglio e a ogni palla persa ci hanno insegnato, prima del basket, principi di vita: il rispetto, la forza di volontà, la determinazione e a non mollare mai, neanche nei momenti più difficili, nemmeno quando sotto di 10/15 punti. Siamo arrivati dove siamo arrivati anche grazie alla nostra prof. Irene che ha preparato al meglio noi e il nostro fisico ad affrontare tutte le partite. Grazie anche a Breccia, Guido, Massimo, Gigi, Cico, Luca e al Pres. che ci hanno motivati in tutti i modi possibili e in tutte le situazioni ci hanno spronati a dare del nostro meglio. Non saremo arrivati dove siamo arrivati questo sia in senso letterale che non grazie ai nostri genitori che ci hanno supportato in ogni posto contro ogni squadra gioendo e soffrendo con noi. SU COE RECE sempre e fino alla fine. (Alessandro Bazzo)

Che dire, quest’anno è successo di tutto. Mi sono ritrovato in un nuovo ambiente (nuovi compagni, nuovi allenatori, nuova società) e dire che l’inizio è stato duro perché ci mancava quell’intesa che caratterizza tutte le squadre forti. Infatti si puntava a un campionato tranquillo per creare quell’intesa che ci avrebbe reso una squadra migliore; però quell’intesa è arrivata prima del previsto, e da lì tutto è cambiato. Abbiamo assunto consapevolezza in noi stessi fino ad arrivare a un traguardo che all’inizio sembrava solo un sogno: vincere il campionato provinciale e accedere alle finali regionali. Giocare con le 3 migliori squadre della Regione a quella intensità, quella voglia di vincere e di dimostrare a tutti cos’è l’Humus è stato fantastico. Arrivare terzi in regione è stata la ciliegina sulla torta di un anno memorabile. (Marco Buglino)

È stata un’esperienza che sicuramente ci ha formato e ci ha fatto maturare soprattutto dal punto di vista cestistico. Ma non solo. Questo ovviamente vale anche per me che non ho avuto la possibilità di giocare e credo di aver sentito l’ansia prima dell’inizio della partita, quanto il resto della squadra. Ansia probabilmente dovuta al fatto che è la prima volta che arrivo fino a questo punto e per me che vengo da due stagioni disastrose è strano vedere che con questi mesi di impegno e dedizione si può arrivare a questi risultati. Sono stato alquanto di merda per non aver dato il mio contributo alla squadra durante questa fase finale. (Christian Mariotto)

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Intanto direi che è stato un bel gruppo anche se ci siamo conosciuti quest’anno siamo andati sempre alti. E che dire, sono soddisfatto di questo gruppo che abbiamo creato tutti assieme e penso di aver dato tutto quello di cui c’era bisogno. I miei compagni di squadra sono stati amichevoli fin dall’inizio, abbiamo legato subito e spero di rincontravi l’anno prossimo…ringrazio Stefano e Fausto per averci supportato e soprattutto sopportato durante questo’anno…grazie per avermi fatto crescere sia mentalmente sia fisicamente. 🏻😤✌🏻😤✌🏻😤 Grazie ragazzi di tutto 😁🏀🏀❤ (Simone Ragogna)

Questa splendida avventura è iniziata giusto l’estate scorsa, quando ci siamo visti per la prima volta giocare con la stessa maglia. Prima molti di noi nemmeno si conoscevano, qualcuno visto di sfuggita (non con la nostra stessa maglia…ma con quella avversaria!) È stato bello conoscerci e creare subito un gruppo molto unito e con una passione in comune…quella di giocare a basket! Inizialmente nessuno si aspettava grandi risultati visto che la squadra era appena formata e c’era molto da lavorare tecnicamente! Questa cosa non è stata vera perché anche se non avevamo grandi capacità tecniche avevamo molta voglia di giocare, di aiutarci e di vincere, quindi i risultati sono arrivati ugualmente! Dobbiamo utilizzare questa stagione ormai conclusa come partenza per la prossima nella quale dobbiamo fare ancora meglio!…FORZA HUMUS!! (Enrico Gava)

La cosa più bella di questi 3 giorni è stata la passione che ho percepito appena superata la soglia della porta. Non so ben descrivere questi 3 giorni bellissimi, ma so per certo che è stato un finale di stagione fantastico. E questo non sarebbe mai successo senza una squadra e una società così in gamba. Un ringraziamento particolare va anche ai genitori che ci hanno sostenuto per tutta la stagione. GRAZIE A TUTTI! (Filippo Maguolo)

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Incredibile e spettacolare. Sono le uniche parole che mi vengono in mente pensando all’esperienza appena vissuta. Siamo partiti come una squadra che con molte probabilità non sarebbe arrivata neanche a metà della classifica. E invece dopo le prime due sconfitte abbiamo ingranato bene e con spirito di squadra e volontà siamo arrivati in testa al campionato. Dopo una pausa abbiamo giocato le finali regionali e siamo arrivati terzi. E anche se non siamo arrivati primi siamo comunque contenti perché sappiamo che ci abbiamo messo anima e cuore in quel campo. Ringrazio i miei compagni che mi hanno sostenuto durante questo campionato e i coach per la loro pazienza con noi ragazzi. (Leonardo Venturato)

Siamo arrivati fino a qua, credo che nessuno si sarebbe mai aspettato un risultato da questo gruppo di ragazzi che è nato appena ad Agosto 2016. Abbiamo combattuto sempre col coltello tra i denti per una intera stagione e infatti i risultati si sono visti. Siamo arrivati alle finali e abbiamo dato sempre il massimo, non è stato sufficiente però non importa…siamo comunque una della poche squadre che può dire: “Noi c’eravamo”. (Andrea Carniel)

…e chi l’avrebbe mai detto!!! A Settembre neanche ci conoscevamo, non avevamo mai giocato insieme ma siamo riusciti lo stesso a raggiungere un traguardo così importante: le finali regionali. Un’esperienza fantastica, che forse non avverrà mai più (o forse sì, speriamo) grazie alla quale abbiamo imparato, conosciuto, “masticato” un basket diverso, più intenso, più duro, più…bello. Un terzo posto che presume per il prossimo anno un’altra stagione piena di partite importanti. Un particolare ringraziamento va rivolto ai due coach, ai dirigenti, all’Irene e a tutti i genitori, che ci hanno supportato e sopportato in questi tre giorni pieni di emozioni, nella vittoria e nella sconfitta, orgogliosi di noi e di quello che abbiamo fatto. Un’ultima cosa…FORZA HUMUS!! (Vincenzo Maiorana)

Penso che questo gruppo/squadra che è stato creato quest’anno abbia dato soddisfazioni a tutti e penso che abbiamo fatto tutti una grande crescita. Anche se io sono entrato dopo rispetto agli altri credo di aver dato il massimo mirando all’obiettivo….Campioni del Mondo! (Omar Abdel Samad)

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Sicuramente le finali regionali sono state una bella esperienza sofferta fino alla fine, da quando abbiamo attraversato quella porta e siamo entrati in campo abbiamo messo tutti noi stessi per vincere fino al suonare dell’ultima sirena contro le migliori squadre dell’altro girone a noi sconusciute, per noi era già un bellissimo traguardo arrivare primi in provincia con una squadra appena nata. Nata nell’agosto del 2016 da una gran parte di una ex squadra, all’inizio tanti pensavano che non ce l’avremmo fatta ma io non mi sono dato per vinto e fin dall’inizio c’è lo messa tutta fino a questo bellissimo traguardo. Ringrazio i miei compagni per aver giocato con loro, i due allenatori, Dotta e Fausto, per averci sopportato e insegnato fino alla fine, grazie a Brecciaroli che cercava sempre di essere presente ai nostri successi e grazie all’Irene e al resto della società per il supporto dato. (Simone Ambrosio)

Il weekend del 21-22-23 aprile abbiamo svolto le finali a 4 per il titolo regionale. Pur non essendo arrivati primi abbiamo cercato di dare il massimo, vincendo 1 partita su 3. È stata una esperienza bellissima e molto divertente, inoltre è stata anche la mia prima finale. (Matteo Giust)

Mi hanno detto di scrivere qualcosa su quest’anno e quindi che dire, che secondo me è stato un campionato tosto che noi ci siamo giocati fino all’ultimo, ogni partita per noi non era mai finita finchè non suonava l’ultima sirena e per fortuna, a parte i primi due passi falsi, abbiamo sempre potuto festeggiare la vittoria. Chi l’avrebbe detto che saremo arrivati a questo punto: ci eravamo conosciuti fra luglio e settembre ma subito siamo diventati un gruppo molto unito, parlando del più e del meno, parlando di scuola, di basket e di calcio, delle partite dei più grandi. Durante le partite e gli allenamenti abbiamo riso, parlato molto e a volte sono volate anche parole grosse se qualcuno faceva qualche errore, ma poi siamo sempre stati amici, perché in fondo tutti volevamo non commettere errori ed essere migliori e anche gli errori servono e anche viverli insieme. A ogni partita o allenamento si entrava e si usciva dallo spogliatoio con un bel sorriso stampato in faccia anche se l’esito poteva essere una sconfitta perché noi avremmo messo tutti noi stessi. Anche durante l’ultima partita del campionato, quando tutti pensavano che avremmo affrontato una partita facile, noi abbiamo giocato concentrati impegnandoci, anche per rispetto dei nostri avversari (io mi ricordo quanto è brutto  perdere tutte le partite di un campionato!). Quando è suonata la sirena però abbiamo guardato il tabellone, iniziato tutti a saltare di gioia, ridevamo, qualcuno forse piangeva di gioia, ci siamo abbracciati andando, come fanno i giocatori forti a festeggiare con il pubblico, che al solito era lì a sostenerci, il pubblico più bello, i nostri genitori e molti dirigenti e collaboratori dell’Humus. E’ stato bellissimo tornare poi in centro del campo abbracciati, insieme ai nostri compagni che non avevano potuto giocare e festeggiare tutti insieme in spogliatoio, ridere ancora, dandoci pacche amichevoli…perchè raccontare di questa partita riassume secondo me la bellezza di quest’anno: aver giocato in una squadra con uno spirito grande così! Un mio grazie speciale va ai nostri tifosi (i nostri genitori) per il loro sostegno e supporto, Stefano e Fausto, Irene e Davide che ci hanno insegnato molte cose fra cui lo spirito di squadra, Max, Luca e tutti gli altri che ci sono stati vicini anche durante gli allenamenti. Ma soprattutto io voglio ringraziare i miei compagni-amici che fra risate, docce fredde, pure docce vestito, ai quali ho voluto bene e portato rispetto, perché loro mi hanno voluto bene e rispettato sempre per quello che potevo dare alla squadra. Grazie di cuore. (Alberto Lucchini)