San Vito – Humus 55-63

SanVito

Incerottati per le assenze di Bovolenta e Tesolin, i sacilesi tornano con i due punti dalla spedizione triestina e guariti dalla balsamica vittoria. Il referto rosa guadagnato sul parquet del San Vito vale doppio per il roster di Brecciaroli, che pone fine a un lunghissimo periodo di astinenza con una prestazione di volontà prima ancora che di tecnica.

Passivo di apertura di 8-2 che non è certo un esordio lusinghiero per gli humussini ma c’è più vitalità nelle azioni dei triestini, la cui manovra è più disinvolta e a metà del quarto i ragazzi di Hruby veleggiano su un comodo 12-5 grazie alle due bombe iniziali di Dolcetti e Salvador. Poi la precisione al tiro viene meno e i sacilesi accorciano costruendo a difesa schierata alcune buone realizzazioni ed elevando l’intensità difensiva grazie alla pressione di Quitadamo sul palleggiatore. I dieci minuti iniziali si concludono con i liventini dietro di misura, 15-13, puniti da oltre l’arco lungo anche da Minelli.

Alla ripresa il quintetto pordenonese pare più ispirato e riesce nel riaggancio di un San Vito che rifiata ma capace comunque di aprire varchi nella difesa avversaria. Ne risulta una gara fisica anche se non bella, con ripetuti sorpassi e controsorpassi. Nei minuti concessi da Brecciaroli a Quitadamo migliora la circolazione di palla in attacco ma San Vito cattura più di qualche rimbalzo nel pitturato sacilese e mantiene in equilibrio le sorti, ripristinando sul finale quel minimo vantaggio che permette di andare al riposo ancora davanti (28-25).

Hruby rimescola le carte proponendo in avvio di secondo tempo la zona per la sua difesa mentre fioccano le contestazioni, di ambo le parti, al duo arbitrale. I triestini continuano a contestare rimbalzi sotto i due tabelloni costruendo in transizione le cose migliori come la tripla di capitan Salvador del 37-33. Bellinvia sblocca dai 6,75 una serata nera al tiro ma Dolcetti fa lo stesso nell’azione successiva, poi anche Dal Bello entra nel club dei triplisti ma solo per ridurre le distanze di una gara che nei minuti finali di terzo quarto aveva arriso ai padroni di casa. Sulla sirena il punteggio è ancora a favore San Vito, 44-42, ma le due realizzazioni pesanti hanno però dato fiducia ai sacilesi.

É ancora Quitadamo a dare la carica ai ragazzi di Brecciaroli sia con una difesa asfissiante che con un jumper in attacco, mentre Bellinvia perfeziona il suo bottino dalla lunga portando gli humussini anche sul +3. La reattività sulle vaganti dei ragazzi di Hruby è però superiore e in un amen si torna sulla parità. Chiesurin e compagni sono combattivi ma sprecano molti liberi e si mantengono a distanza di aggancio. Poi Fabbro diventa un fattore catturando possessi sotto le plance, Chiesurin trova la tripla del 52-58 a 3′ dalla fine che restituisce la giusta carica agonistica nel quintetto ospite. Dal punteggio non è evidente ma l’inerzia è passata nelle mani dei sacilesi, che riescono a capitalizzare ad ogni azione pur fallendo molti liberi. San Vito  tenta una disperata difesa alta ma Mulato e Fabbro coprono bene gli spazi e con la necessaria lucidità gestiscono i possessi mantenendo il +6. Salvador e Dolcetti accusano il colpo e il contropiede che manda Fabbro a canestro a 42″ dalla fine manda anche i titoli di coda. L’urlo liberatorio del roster humussino sulla sirena è anticipato solo da un antisportivo a Minelli. Poi è festa, sul finale di 55-63.

Comprensibile la gioia al termine dei quaranta minuti degli humussini e dei sostenitori arrivati da Sacile. Il lavoro svolto nella settimana di preparazione si è visto e anche se le percentuali sono ancora lontane dallo standard di stagione è bastato un piccolo miglioramento per avere la meglio su un coriaceo San Vito, combattivo per tre quarti di gara e poi inaspettatamente dissolto nel momento più caldo della gara, quando era logico attendersi lo sfogo finale. L’esperienza ha dunque avuto la meglio sull’energia e fa piacere constatare che un importante impulso al miglioramento in gara è arrivato da un giocatore che ha quasi doppiato l’età dei più giovani in campo.

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Humus – Cervignano 61-75

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Niente da fare nemmeno contro Cervignano: l’Humus è ancora nella fossa e incassa il sesto referto giallo consecutivo della poule promozione.

Cervignanesi che appena si aprono le ostilità dimostrano di non patire alcun timore e siglano un 1-5 che non profila nulla di buono. E infatti poco dopo, prima che la partita scappi di mano, Brecciaroli chiama il minuto di sospensione sul preoccupante 3-12. Alle scorribande di Contin e di Vignuda rispondono Dal Bello e Mulato con due triple che, unite a una buona penetrazione di Fabbro, chiudono il gap. Non c’è lucidità ma gran voglia di combattere nei sacilesi: pur sotto nel punteggio oppongono una buona resistenza difensiva ma sprecano troppo dalla lunetta e dal campo fino a chiudere sul 15-18.

Le troppe perse e i tanti errori da sotto fanno da filo conduttore dell’azione humussina anche in avvio dei secondi 10′. I liventini, in evidente ansia da prestazione, subiscono un nuovo passivo che si consolida intorno agli 8 punti nonostante il contributo di un buon Verardo. Malgrado le difficoltà a difendere sull’uomo si palesano in attacco le principali lacune dei padroni di casa, incapaci di compensare l’assenza del proprio centro di riferimento – ai box per infortunio – e che vanno al riposo con il massimo differenziale (28-38).

Passivo che si allarga a 15 lunghezze nel terzo quarto, poi le intenzioni di rivincita assumono la forma del parziale di 8-0 inaugurato dalla tripla di Bomben che riaccende le speranze. Fabbro, Chiesurin e Dal Bello realizzano non senza fatiche ma ancora Contin e Vignuda puniscono la difesa sacilese dalla distanza, sicché i padroni di casa non riescono a rientrare veramente in partita se non sul -6 in chiusura di terzo quarto (51-57).

I ripetuti errori che hanno condizionato un discreto terzo quarto mandano su tutte le furie il coach sacilese che sente allontanarsi la chance di capitalizzare il miglior momento dei suoi ragazzi. L’intensità c’è ma ancora una volta manca la precisione. Cervignano si affida alle invenzioni di un indomabile Contin, che affetta finemente la difesa avversaria, intanto Fabbro ritorna sui livelli che gli competono anche se con percentuali che non contribuiscono alla causa. Lo sforzo dei padroni di casa si fa sentire nelle gambe e Dalla Pozza trascina i cervignanesi alla riconquista quei due-tre possessi di distanza che permettono di gestire una gara sempre al comando, anche perché sul fronte offensivo il quintetto humussino raggiunge indecenti livelli di spreco. Di fatto la gara si chiude a 2’30” quando il differenziale ritorna oltre la doppia cifra e il tempo che resta serve solo a far cedere i nervi e far maturare il pesante finale di 61-74.

La sintesi della gara è una fotografia sottoesposta nella quale sono troppo pochi gli spunti positivi. Si sono riviste la giusta mentalità della squadra che ha tutto da dimostrare e la voglia di lottare su ogni pallone, ma l’imprecisione nella finalizzazione degli appoggi e l’inesistente assistenza a rimbalzo delle azioni d’attacco hanno spianato la strada alla spavalderia di Contin e compagni, presenti in ogni angolo del campo a conquistare possessi importanti. Si aggiungano a ciò l’inqualificabile performance dalla lunetta e un’anemica percentuale dai 6,75: 40′ di cottura lenta e la ricetta di una sconfitta casalinga è pronta da servire.