U16 Roraigrande – Humus 31-60

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E anche quest’ultima partita per i ragazzi di coach Dotta è andata!

Siamo pronti a sfidare il Roraigrande: il coach prima di scendere in campo ci ha detto di non sottovalutare la partita perché spesso è successo che l’ultima squadra battesse la prima. Quindi subito dal primo minuto iniziamo a giocare a testa bassa e con molti canestri, infatti il quarto finisce 5-19. Il secondo quarto inizia ed è sempre come il primo quarto, compresa la voglia di vincere. Verso la fine arriva la tripla di Alberto Lucchini e grazie a questo canestro si chiude il quarto sull’8-16.

Dopo la scossa che il coach ci ha dato in spogliatoio durante l’intervallo scendiamo in campo giocando come gli altri quarti. Solo che i padroni di casa riescono a vincerlo chiudendo 16-10; manteniamo un buon distacco anche se potevamo fare di meglio. Ed eccoci agli ultimi e decisivi minuti di gioco: scendiamo in campo, noi sapevamo già di vincere, e continuiamo a giocare. Penso che questo quarto sia stato il momento migliore ma anche gli altri quarti non sono stati da meno. Il parziale si è chiuso con un bel 2-15. Il punteggio finale ce lo siamo meritato, anche se con degli errori che potevamo evitare. La partita si conclude con il punteggio di 31-60.

Una bella partita per i miei gusti. Alla fine, dopo aver salutato i padroni di casa, ci siamo messi a festeggiare. Abbiamo prima di tutto ringraziato i genitori per ogni volta che sono stati lì per noi, infine abbiamo fatto delle foto di squadra per ricordarci di questa vittoria. E per concludere la serata siamo andati a festeggiare tutti insieme mangiando una pizza. Adesso aspettiamo ansiosamente cosa si farà dopo la prima fase.

Simone Ragogna

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Humus – CUS Trieste 65-71

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Sconfitta senza attenuanti quella patita dall’Humus nel terzo incontro casalingo della poule promozione. A rientrare dalla trasferta con lo scalpo sacilese questa volta sono i triestini del CUS di coach Trani, capaci di piegare la fiacca resistenza dei liventini a suon di uno-contro-uno come nei migliori oratori di provincia.

Opaco inizio dei padroni di casa che concedono il 4-0 e 4’30” ai triestini prima di inaugurare il referto: ritmo vacanziero e scarsa determinazione alla base di una così lunga astinenza. Quando si sbloccano Bovolenta e Dal Bello si sblocca anche Palazzi che piazza due triple in due azioni, da registrare poi l’espulsione diretta di Zecchin per proteste. Entra Fabbro e aumenta la spinta in attacco dei liventini ma al pareggio 10-10 fa subito eco un buon jumper di Pastor. Tempo in campo per Mack e Verardo e soprattutto per la tripla del sorpasso di Tesolin ma i tanti errori dalla lunetta dei sacilesi tengono i triestini in partita.

Un Fabbro  molto motivato  anche in avvio di secondo quarto si fa sentire sotto le plance in una gara punto a punto. Il ritmo prende quota quando i giocatori si sfidano in duelli individuali nei quali gli ospiti sono superiori. A fare la differenza in favore dei ragazzi di Brecciaroli è la rotazione di palla che consente di smarcare uomini per tiri facili, come nel caso della tripla di Chiesurin che accende il tifo del pubblico amico. Sul 25-20 coach Trani chiede minuto di sospensione perché i suoi sono in sofferenza, interrompendo il buon momento di Bellinvia e compagni che riescono a mantenere un piccolo vantaggio solo finché cedono alle incursioni in palleggio di Mozina, che avvicina il CUS 29-28 a 3′ dal riposo. Bovolenta e Bellinvia fanno lo stesso nei successivi 40″ e ripristinano il +5, ma la chiusura è un assolo dei triestini capaci ancora di recuperare lo svantaggio e pareggiare i conti 33-33.

Il trend si conferma dopo la pausa, con i liventini spreconi in tutte le situazioni e incapaci di prevalere sulle palle vaganti. Il libero di Zanini e la tripla di Mozina ripropongono lo stesso prologo del primo quarto con la differenza che il disavanzo si allarga a 8 punti (33-41) con il contributo di Padovan. Il minuto di Brecciaroli e la zona difensiva hanno come unico scopo di limitare la sbandata, ma emerge nei sacilesi un misto di scoramento e paura che pesano sulle gambe tanto che se non fosse per la tripla di Tesolin a metà quarto il roster humussino sarebbe ancora a secco di punti. La scossa di Tesolin preoccupa coach Trani che sospende il gioco per un minuto per predisporre la zona quale contromisura. Il peggior momento sembra passato ma i sacilesi fanno una gran fatica a concretizzare e a 2′ dalla fine del parziale il CUS è ancora avanti. Una nuova sospensione di Trani cerca di togliere quel po’ di ritmo che i ragazzi di Brecciaroli stanno faticosamente dando alle proprie azioni, permettendo ai suoi giocatori di tenere la testa avanti anche dopo 30’, sul 46-47.

Dopo l’ultima pausa la migliore ripartenza è ancora una volta dei triestini che centrano dalla massima distanza e poi approfittano dell’infortunio alla caviglia di Bovolenta per portarsi sul +4. La perdita del loro centro suscita nei sacilesi un moto di orgoglio ma non il necessario aumento di intensità e l’affondo dai 6,75 di Fabbro è solo un inframezzo tra le continue penetrazioni delle ali alabardate che mantengono un confortante +5 di vantaggio. Bellinvia e ancora Tesolin con due triple ma gli incursori triestini insistono da sotto con il piatto di serata, segnando a ogni tentativo anche con soluzioni suggestive e ciò è da imputarsi alla scarsa attenzione difensiva del quintetto casalingo. Negli ultimi due minuti l’Humus tenta il tutto per tutto portandosi a -3 a 1’30” e poi a -1 a 57″ nella bolgia del Palamicheletto ma Padovan rimanda indietro i sacilesi dall’angolo poi e dalla lunetta, poi Mozina finisce il lavoro dalla lunetta approfittando del bonus falli. Finisce 71-65.

Davvero pochi gli spunti positivi dei sacilesi data la superiorità di Mozina e compagni per determinazione e intensità. Ottimo il tempismo del coach ospite nell’interrompere i momenti positivi degli avversari con opportuni minuti di sospensione ma il merito della vittoria va iscritto in primo luogo ai suoi ragazzi che per quaranta minuti hanno fatto dell’individualità e dell’opportunismo la vera arma vincente contro un quintetto, più volte rimescolato da coach Brecciaroli, che non ha mai adeguatamente contrastato le folate offensive triestine. Partita persa quindi principalmente in difesa benché anche l’attacco non abbia brillato per lucidità: troppi i possessi gettati alle ortiche e ancora insufficienti le percentuali realizzative, specialmente dei tiratori. Il momento no degli humussini quindi prosegue in un percorso che si fa sempre più intricato alla vigilia dello confronto esterno con Dinamo Gorizia, soprattutto considerato l’infortunio di Bovolenta in questo momento forse il migliore del roster sacilese. Una sfida che si può definire, senza ombra di dubbio, impossibile.

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U16 Humus – Torre 60-45

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Siamo ormai alla penultima giornata di campionato e noi ragazzi dell’Humus siamo pronti a sfidare un ostico avversario come la squadra di Torre. La partita bisognava vincerla a tutti i costi per continuare a stare in testa alla classifica e anche per assicurarsi di giocare la seconda fase del campionato.

Inizia la partita e coach Stefano non è molto soddisfatto perché stiamo sbagliando troppo da sotto e stiamo anche commettendo troppi falli.Tutto sommato però la partita sta andando per il verso giusto infatti il primo quarto si conclude con il punteggio di 14 a 6 per i sacilesi. Comincia il secondo quarto e il Torre ha tanta voglia di recuperare lo svantaggio nonostante l’infortunio del loro playmaker.La partita continua ad andare bene infatti si va alla pausa lunga con con l’Humus in vantaggio di 11 punti.

La partita ricomincia benissimo con l’Humus che in pochi minuti riesce a collezionare 8 punti subendone 0, striscia che viene fermata da due punti del Torre causati da una disattenzione difensiva molto grave. Comunque l’Humus si trova sul punteggio di 44 a 31. Il Torre continua a combattere ma non fa abbastanza durante il quarto quarto perché i ragazzi dell’Humus consentono agli avversari di segnare solo 10 punti.

La partita termina 60-45 per i sacilesi che mantengono il primato in classifica: ciò basta per superare l’ultima della classe nell’ultima giornata di campionato e accedere alla seconda fase come prima del girone.

Andrea Carniel

Sokol – Humus 89-86

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Arriva un altro referto giallo dalla trasferta triestina ma i due punti sono l’unica privazione sofferta dai ragazzi di Brecciaroli che hanno dimostrato di valere la posizione di classifica al cospetto di una formazione, il Sokol, che ha prevalso di un possesso solo al termine di un tempo supplementare.

Buono l’approccio dei sacilesi alla gara nonostante il troppo spazio concesso alle penetrazioni e Gallocchio, che ne approfitta a man basse, mentre le prime scelte di tiro degli ospiti non sono affidate alle mani dei giocatori più pericolosi. Slavec imita Gallocchio e organizza svariate scorribande nel pitturato avversario che solo grazie alle bombe di Chiesurin e Bellinvia l’Humus contrasta restando attaccato alla gara e chiudendo i primi dieci minuti sotto di minima misura (19-18).

Nell’azione di apertura di secondo quarto una tripla di Babich a eloquente dimostrazione delle capacità balistiche di Sokol e che induce al minuto di sospensione a Brecciaroli, perché in soli 80” la sua squadra ha incassato di 7-0 che rischia di costare caro. C’è una maggiore attitudine ad attaccare nei ragazzi di Vatovec, che accompagnano il tiro andando in cinque a rimbalzo. Sokol é l’essenza del basket: 1vs1 difficile da contrastare e quando la difesa chiude la porta arriva lo scarico per il tiro da tre eseguito con sistematica precisione. A metà del quarto l’Humus è un pugile suonato sotto di 12 lunghezze. Sacile è attaccata a Bovolenta come a una flebo, il centro è l’unico a catturare rimbalzi e a penetrare con profitto l’area d’attacco, dove i ragazzi sacilesi non si presentano mai a rimbalzo. É solo sul finale di quarto che i pordenonesi ritrovano il bandolo, attaccando il ferro e difendendo con intensità nel tentativo di tornare in gara e il distacco ritorna a 8 lunghezze solo grazie al tiro sulla sirena di Bovolenta. 31-39 quando le squadre rifiatano negli spogliatoi.

É ancora Bovolenta l’animatore sacilese nelle prime fatiche di terzo quarto ma dall’altra si continua a macinare dalla media distanza con Strle che ripristina la doppia cifra di vantaggio. Sacile è cresciuta rispetto alla prima parte di gara, giocando più di squadra, Sokol non ne ha bisogno perché veleggia da tempo su livelli considerevoli. La partita è fisica, molto tecnica ed emotivamente coinvolgente: sul 49-43 a 4’30” Babich e Bellinvia si sfidano dalla lunga per la gioia del pubblico. Anche Fabbro dà il suo contributo alla causa facendosi sentire dentro l’area e a cronometro fermo, insieme a Bomben, riduce a 5 le lunghezze di svantaggio. Il ritmo sostenuto, più congeniale ai triestini, diventa l’arma vincente degli humussini che con la tripla di Tesolin ritornano in partita sul 55-54. Poi Fabbro firma il sorpasso dalla linea della carità. Sokol ha perso la misura delle parabole e agevola il lavoro di Bovolenta che cattura rimbalzi a profusione. Dopo 30′ si sente di nuovo polso nei sacilesi, che sono addirittura avanti 56-58.

Bellinvia riprende da dove i compagni erano rimasti e dà una nuova gioia da tre punti in avvio di ultimo quarto, spingendo gli ospiti sul +5. Poi i liventini rifiatano e subiscono quasi il riaggancio ma una tripla di Tesolin e un jumper di Chiesurin producono il massimo vantaggio (63-70). La situazione falli si fa pesante per il roster di Brecciaroli quando Sokol realizza un provvidenziale 5-0 anche frutto del bonus a favore. Comincia ad affiorare la stanchezza ma l’adrenalina scorre a litri e quando Bovolenta firma anche la bomba del 70-75 il lungo sacilese esplode in un urlo liberatore, ma mancano ancora 2’30”. L’Humus beneficia di importanti viaggi in lunetta ma non tutti i liberi si trasformano in oro e quando Gallocchio segna la tripla del 74-76 sembra profilarsi il peggio. Infatti a 23″ dalla fine Gallocchio fa il bis e impatta sul 77-77. Minuto di sospensione per la panchina ospite, dopo il quale l’Humus brucia la rimessa concedendo il possesso ai padroni di casa. Con 17″ e il possesso, Vatovec opta per il tiro della vittoria ma questa volta Gallocchio, francobollato, non trova il giusto equilibrio e nemmeno il ferro. Servono altri cinque minuti di fatiche.

Supplementare che si apre ancora dai 6,75 a favore di Sokol che allunga 83-79 grazie ai suoi cecchini. Arriva il quinto personale di Bovolenta su una stoppata sufficientemente chiara che però gli arbitri considerano fallosa e il +6 sul susseguente viaggio in lunetta a 80″dalla fine. I sacilesi sembrano aver finito la benzina e sono incapaci di attaccare il ferro, poi inaspettati arrivano due affondi consecutivi che mandano fuorigiri Sokol e che, complice la tripla di Tesolin, riportano a -1 Sacile. Mancano 12″ e Seno sigla il +2 dalla lunetta e sul successivo possesso Fabbro compie, in palleggio, un’azione considerata fallosa e perde il possesso, con 6″ ancora da giocare. Il risultato è acquisito, a meno di un ulteriore e definitivo libero di Strle che sancisce l’89-86 finale.

Comprensibile la delusione della terza sconfitta consecutiva, questa volta a fronte di una diretta pretendente al titolo, maturata sia per la capitale imprecisione ai liberi nei momenti critici sia, soprattutto, grazie alla mentalità vincente della squadra di casa. Ma Bovolenta e compagni non hanno nulla di che rammaricarsi avendo raddrizzato una gara che nel secondo quarto aveva già preso la piega sbagliata e messo alle strette la (probabilmente) più forte squadra del campionato. Si sono viste la determinazione, la fisicità, la concentrazione e le cose migliori i ragazzi di Brecciaroli le hanno mostrate quando sono riusciti a giocare insieme. Fra le tante note positive, lo spirito di gruppo è forse la più importante perché restituisce al roster la consapevolezza del proprio valore.

U16 Humus-Azzano X 66-54

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E anche questa ce la siamo portata a casa: ma che fatica!

Inizia malissimo la sfida contro l’Azzano, Humus completamente concentrata, difesa dell’Azzano pressante e anche l’attacco non scherza, tant’è che mettono ben 4 triple che li portano, a fine del primo quarto, sopra di 11.

Nonostante la strigliata e l’invito di coach Dotta al risveglio, il secondo quarto non è sufficiente per il recupero. L’Humus tentenna ancora un po’ durante il terzo quarto, ma finalmente la voglia di vincere esce fuori e riusciamo nel sorpasso molto sudato. L’ultimo quarto è nostro, Azzano molla un po’ (ma erano stati bravissimi fino ad allora) e l’Humus trova lo spazio per imporsi e allungare la distanza.

Finisce 66 a 54, 66 punti che sono costati tanta fatica ai giocatori, tanta voce ai coach e al pubblico che ci ha sempre sostenuto. Ma questa vittoria sofferta ci ha insegnato, ancora una volta, che insieme, credendoci sempre e senza mollare possiamo farcela.

Alberto Lucchini

Humus – Monfalcone 61-63

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Molto atteso dal roster humussino, il turno infrasettimanale era l’occasione giusta per lasciarsi alle spalle il passo falso contro San Vito e ritrovare le giuste vibrazioni. Invece è arrivato il secondo sgambetto, ancora di stretta misura ma egualmente doloroso per l’umore dell’intero roster, che certo non agevola il lavoro di preparazione della più ostica trasferta di fine settimana in casa di una delle protagoniste del girone Gorizia-Trieste.

L’apertura di gara è già in salita per i ragazzi di Brecciaroli che concedono un parziale di 7-0 a Monfalcone infallibile al tiro con Facchini e Bartolini nei primi tre giri di lancette. Ospiti che sbagliano i primi tiri solo dopo il dodicesimo punto, quando per i sacilesi sono più gli errori che i centri. Bovolenta e Fabbro ci provano da sotto ma l’ago non trova la vena e, come già nella precedente partita, si susseguono errori in appoggio. Alla difesa liventina occorre metà del quarto per trovare la quadra ma poi arrivano i sospirati recuperi che permettono di ridurre lo svantaggio, almeno finché Monfalcone ritrova precisione al tiro e ripristina il massimo vantaggio sul 13-21. I sacilesi non battono chiodo e alla fine si riposa sul 17-24.

Dopo la pausa Brecciaroli inserisce Verardo e l’ala piccola si registra subito a referto con uno step-back e nello scout con due rimbalzi. Il ritmo è forsennato ma la spinta liventina non produce gli effetti sperati e dopo lo sfogo iniziale si rifanno vivi i tiratori monfalconesi. Brecciaroli ricorre alla zona, che non viene letta dall’attacco avversario, permettendo importanti recuperi anche grazie al livello dei decibel prodotto in difesa, ma in attacco l’Humus ha le armi spuntate e i numerosi tentativi non sortiscono grossi effetti così si galleggia sui 5/7 punti di distacco. Anche Mulato è buttato nella mischia ma è dalle mani di Dal Bello che arriva la scossa, fino al pareggio proprio di Mulato sul 29-29. Monfalcone non solo sporca le sue perfette percentuali ma si blocca del tutto difronte all’alternanza di assetti difensivi contro cui si trova ad attaccare e gli ultimi tre minuti sono a senso unico. Al riposo l’Humus conduce 34-31 con gli ospiti autori di soli 7 punti.

La buona l’intensità difensiva sacilese continua anche dopo la pausa, con gli ospiti ancora alle prese con la scelta dello schema d’attacco. Uno scatenato Bellinvia autografa i primi 10 punti dei suoi: la transizione veloce coglie Monfalcone scoperta e i padroni di casa toccano anche le 8 misure di vantaggio. Bovolenta commette il suo terzo personale nel momento in cui il quintetto in campo ha un passaggio a vuoto che aiuta Bartolini e compagni a ricucire lo svantaggio. Anche Monfalcone ci prova con la zona: l’adeguamento sacilese è pressoché immediato ma i cecchini liventini sbagliano la mira e consentono ai pari ruolo di tornare in attivo e riportarsi in scia. 47-45 alla fine del terzo quarto.

E’ pareggio alla prima azione dell’ultimo parziale, poi arrivano una tripla per parte a stretto giro (la seconda delle quali, di Facchini, con libero addizionale). L’avvio è a dir poco entusiasmante: nei primi due minuti piove una gragnola di tiri e il pubblico applaude a schiere alterne. Monfalcone si affida a soluzioni individuali mentre l’Humus è più organizzata ma nessuno dei due copioni prevale sull’altro. Si rischia di scivolare sul testosterone in una gara comunque sempre correttissima, in cui sul 58-57 e 2’36” da giocare non segna più nessuno, ma si spinge come in un ruck rugbistico. Monfalcone guadagna un piccolo vantaggio dalla lunetta con Cherubin a 90” e lo consolida a 70″ dalla fine sul 58-61 grazie a Rorato poi gioca col cronometro, concede la tripla del pareggio a Dal Bello ma nei 20″ rimanenti conquista un viaggio in lunetta che l’infallibile Cherubin trasforma in due lunghezze di vantaggio. L’ultimo possesso è ancora dei sacilesi che con 6″ a disposizione disegnano, nel minuto di sospensione, lo schema che porta Bellinvia alla conclusione ma il suo difficile sottomano non trova il centro e i sacilesi consegnano la vittoria per 61-63 ai monfalconesi.

La seconda battuta d’arresto casalinga è una nuova doccia fredda, anche se maturata in modo meno doloroso che contro San Vito e al termine di una gara comunque bella. Fasi di gioco con ottime percentuali al tiro si sono alternate a passaggi a vuoto per la troppa frenesia, ma l’incertezza nel punteggio ha alimentato l’adrenalina nel pubblico che ha goduto, nel complesso, di uno spettacolo piacevole. Peccato mortale dei sacilesi nell’aver lasciato scappare l’occasione di rompere la partita nel terzo quarto, arrotondando il massimo vantaggio sulla striscia di Bellinvia, e permettendo a un solido Monfalcone di capitalizzare le ottime doti individuali. Una sconfitta, in ogni caso, dalla quale i liventini escono a testa alta.

Humus – San Vito 76-77

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C’era attesa a Sacile per l’inizio della seconda fase di campionato ma l’epilogo di una gara bella solo nella seconda parte non ha riservato il lieto fine per il pubblico di casa. Succede tutto nell’ultimo quarto: fatale alla squadra di Brecciaroli la bassa percentuale ai liberi e la pessima serata in difesa.

Dopo la palla a due è Bellinvia ad aprire le ostilità con il suo marchio di fabbrica, ma il benvenuto ritorna al mittente sottoforma di canestri in penetrazione, specialità che vedrà gli ospiti dominare nei primi due quarti. I sacilesi sopravvalutano l’importanza di ogni possesso e sbagliano semplici appoggi con Mulato e Bovolenta, che fanno e disfano tenendo comunque il quintetto liventino in partita. Gli ospiti operano indisturbati nella metà campo di attacco dimostrando di avere non solo fondamentali in palleggio ma anche buone doti di tiro e buon per i liventini che sopraggiunga la sirena a decretare la fine del parziale di apertura, sul 16-16.

Bellinvia e compagni faticano a individuare linee di passaggio per tagliare la difesa avversaria e allora ci provano dalla distanza, ma non è serata: non bastano tre possessi consecutivi in avvio di secondo quarto a smuovere il punteggio. Dall’altra parte San Vito si butta su ogni pallone e continua nell’esercizio di sfidare uomo contro uomo i giocatori sacilesi, che non riescono a contrastare le ficcanti offensive in palleggio. Brecciaroli cerca in panchina qualcuno che possa invertire il trend ma nessuno si dimostra in grado di mettere in campo la necessaria intensità, così i triestini prendono le redini della gara. Un opaco Fabbro timbra il cartellino con un 2+1 trasformato con un giro di ritardo grazie al turno supplementare in lunetta per un fallo. Anche Bomben cerca di mettersi in luce ma il suo avvitamento in palleggio con conclusione sottomano merita miglior sorte e sul capovolgimento di fronte arriva una tripla di Saldador, che vale il 19-23. Svantaggio che tocca i 7 punti poco dopo, ancora con le penetrazioni delle ali triestine che gli humussini non sono in grado di limitare perché la fisicità degli ospiti è di altro livello. Arriva sul -7 la reazione casalinga, esito di qualche azione a doppia velocità in cui si vede il potenziale dei ragazzi di Brecciaroli: Bovolenta fa un gioco di prestigio in area e segna, poi arriva la recuperata difensiva e l’Humus rientra a un’incollatura con il punteggio che si mantiene sul filo della parità fino alla pausa lunga.

Ma la concentrazione dei giocatori liventini non migliora al rientro dagli spogliatoi e si registrano ulteriori errori che permettono a Suzzi e Dolcetti di ripristinare un congruo vantaggio. Quando tutto è da rifare per gli humussini è Tesolin a suonare la sveglia e a migliorare il personale plus/minus e insieme a Bovolenta scuote i compagni. L’incitamento del pubblico sottolinea il buon momento e aiuta il resto della panchina sacilese a elevare l’intensità e quindi la qualità del gioco. Lo svantaggio viene prima pareggiato e poi rovesciato grazie alle triple di Bellinvia e Tesolin, ma San Vito non ci sta e senza scomporsi più di tanto riesce a contenere la fiammata chiudendo il terzo quarto 55-50.

Di nuovo a partire meglio sulle prime di un nuovo quarto sono i sanvitesi, prima che i padroni di casa ritocchino il nuovo massimo vantaggio, 60-54, grazie a Tesolin servito da Bovolenta dai 6,75 e a un bellissimo contropiede che induce coach Hruby al minuto di sospensione. Al momento migliore degli humussini partecipa anche Fabbro, lungamente in panchina, ma Viller strozza l’urlo in gola. I sacilesi hanno trovato la chiave per chiudere l’area difensiva e occupare con profitto quella d’attacco, così anche Dal Bello dà il suo contributo alla causa costringendo San Vito ad arroccarsi a zona. Un nuovo errore in appoggio di Bovolenta da sotto sembra costare poco visto che a 2’54” il punteggio è di 71-66 e le cose sembrano essersi messe bene per l’Humus, specialmente perché poco dopo arriva la miglior azione della partita: palla che tocca le mani di tutti e cinque gli humussini e viene servita da Bovolenta nelle mani di Fabbro, smarcato da solo sotto canestro. Invece bastano quattro secondi a Crasso per portarsi in area avversaria e conquistare due liberi per accorciare le distanze. Le 5 lunghezze di vantaggio dei sacilesi a 80” dalla fine sembrano un’inezia a fronte della mira dei tiratori triestini, infatti ci pensa ancora Crasso con un altro viaggio in lunetta a ridurre il gap (saranno 9 i punti consecutivi del n.15 triestino) e quando Tesolin, sempre a cronometro fermo, firma il 74-70 mancano solo 59”. Si continua a giocare e ogni contatto è sanzionato con il fallo, in pratica si segna solo a cronometro fermo. A 40” dalla fine l’Humus è avanti 74-72 e ha il possesso ma Fabbro fa 0/2 ai liberi mentre invece Crasso, infallibile, pareggia. Gli ultimi 30” sono da infarto: Fabbro fa 2/2 ai liberi e lascia 15 secondi all’azione avversaria, ma sul rovesciamento Minelli tira dall’arco lungo in equilibrio precario e segna il canestro del sorpasso. Nei 5” rimanenti l’Humus riesce a portarsi in attacco ma Tesolin non trova il canestro della disperazione: finisce 76-77.

Matura così una sconfitta sul filo di lana che pareva scongiurata solo due minuti prima, dopo una gara all’inseguimento, e che accresce la delusione del roster sacilese e del pubblico amico. Due brutti quarti di apertura, trascorsi da Brecciaroli nel vano tentativo di risvegliare nei suoi la voglia di vincere, bastano a consegnare meritevolmente i due punti ai triestini. La gioia dei ragazzi di coach Hruby sulla sirena di chiusura descrive da sola il livello di intensità messa in campo, pari e inversa alla delusione dei sacilesi acuita dall’illusione di vittoria alimentata sino a 20” dalla fine. Il buongiorno dei playoff per gli humussini è una doccia ghiacciata.

U16 Maniago – Humus 42-60

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Terza partita della sesta giornata del girone di ritorno per l’Humus di Sacile, che in casa affronta la squadra di Maniago.

Dopo il discorso d’incoraggiamento del coach Dotta, i ragazzi scendono in campo vogliosi di vincere la partita ottenendo un vantaggio rispetto al Maniago con un risultato di 8-15 per il primo quarto. Riscesi in campo nonostante un canestro in meno rispetto al primo quarto ottengono un parziale di 9-12. Nel terzo quarto le cose non cambiano, l’Humus continua ad essere in vantaggio con il parziale 8-14. L’ultimo quarto è quello con più canestri per entrambe le squadre, il Maniago rimonta di poco con un parziale 17-19, ma non è abbastanza per riuscire a portarsi a casa la vittoria. L’humus finisce la partita vittoriosa con il punteggio di 42-60.

Vittoria che da all’Humus fiducia e voglia di migliorarsi nelle prossime partite.

Omar Abdel Samad

L’errore più grande

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Quello che sembrava impensabile è successo. Lo ammettiamo: abbiamo fatto l’errore più grande della nostra storia. All’inizio del campionato il nostro obiettivo era la salvezza…ma abbiamo sbagliato in pieno!

Ci sono voluti un po’ di tempo e un po’ di partite per capire la portata del lavoro estivo della nostra dirigenza e il ringraziamento va allo staff tecnico e ai giocatori che insieme hanno portato a casa risultati bellissimi.

Abbiamo vinto il girone Borsoi del campionato di SerieD e che ci crediate o no questa è la più grande soddisfazione che l’Humus abbia mai conosciuto. Il campionato non è finito e tutto quello che in più arriverà sarà un piacere ancora più grande. Ci scuserete se noi siamo già felici così!

E mentre festeggiamo vorremmo dedicare un pensiero di affetto a Giovanni Borsoi, che alcuni di noi hanno avuto come compagno o come amico.

Il nostro errore più grande è per lui.

ASD HumusBasket Sacile

Tricesimo – Humus 73-70

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Costa cara in termini di energie, oltre che per i due punti, la trasferta di Tricesimo per il roster sacilese. Bellinvia e compagni rientrano dalla provincia udinese dopo una gara che non aveva nulla da dire in termini di classifica, con i sacilesi già vittoriosi nel loro girone e i tricesimani tagliati fuori dalla poule promozione, ma dopo una prestazione insufficiente per determinazione.

L’attacco tricesimano organizza da subito l’attacco con azioni in isolamento Aleksic ma i sacilesi rispondono punto a punto. Una tripla di Bellinvia e un centro di Mulato vengono ribattuti dalla schiacciata in contropiede di Clemente, poi sale in cattedra Gozzi con due precisissimi jumper dalla media. Intanto Mulato comanda a rimbalzo e guadagna un gioco da tre ma è ancora Gozzi a mostrare il miglior basket. Le difese non sono certo il piatto forte di serata, ne approfitta Chiesurin per siglare una bomba sul finire del quarto che non vale il vantaggio perché sulla sirena arriva il canestro del pareggio di Cascin (20-20). Un bel movimento spalle a canestro di Chiesurin inaugura il secondo quarto, poi un bel gioco di Fabbro per Tesolin vale un nuovo gioco da tre (non convertito) per i sacilesi, dove è Mack il play designato. Ma anche i padroni di casa timbrano il cartellino con Stojanovic dall’angolo anche se poi perdono Gozzi per infortunio muscolare. La gara prosegue con numerosi capovolgimenti di fronte che però non vengono capitalizzati per i numerosi errori, in un confronto in cui i grigi optano per un metro arbitrale estremamente permissivo. Poi i sacilesi registrano il polso e convertono due transizioni portandosi sul +4 a metà del quarto ma Ellero dai 6,75 ferma il tentativo di fuga. Si gioca a corri e tira, le percentuali realizzative risultano penose, sicchè lo spettacolo risulta di bassa qualità: difese a maglie larghe e attacchi spuntati non offrono motivi di interesse per il pubblico. Brecciaroli butta nella mischia anche Cadonà e il neo-maggiorenne produce subito un canestro in arresto e un assist per Verardo. Poi tutti al riposo sul 34-33.

Al rientro il quintetto ospite è quello delle grandi occasioni ma è Tricesimo a segnare per primo. L’Humus, invece, costruisce poco e sbaglia molto. Nonostante la costruzione una costruzione di manovra lenta e macchinosa Fabbro pesca il jolly del pareggio dai 6,75 allo scadere dei 24 secondi. Entrambi gli scout registrano una sequenza di tentativi falliti di tripla, Bovolenta si divora due appoggi da sotto canestro ma per fortuna la sua difesa prende giri ed eleva il livello di intensità recuperando importanti possessi. Poco dopo anche l’attacco sale di livello e con Tesolin e Bomben i liventini costruiscono un piccolo vantaggio, 43-47, che però viene immediatamente recuperato da un mini-parziale di Tricesimo firmato da Stojanovic, Del Fabro e Martignon. Ma il buzzer-beater stavolta è di Chiesurin, autore della bomba che dopo il centro di Dal Bello porta i sacilesi in vantaggio 52-49 all’ultimo riposo.

Finalmente la gara si è fatta interessante, se non altro per l’intensità del gioco. Il metro arbitrale è ancora molto permissivo e le poche interruzioni per fallo, combinate alla difesa altra schierata da coach Andreotti, imbrigliano l’attacco degli ospiti che non riescono a esprimere il proprio potenziale. La partita non ha un padrone e quando Bellinvia si macchia il fallo antisportivo che determina, in sequenza, due liberi, minuto per l’Humus, possesso a Tricesimo e tre falli dei sacilesi e, infine, ancora due liberi, l’inerzia sembra finalmente a favore della squadra di casa. Che si porta ciononostante solo sul 57-54. Intanto si stappano i fischietti degli arbitri e comincia la girandola di tiri a gioco fermo. A colpi di liberi Tesolin riaggancia Tricesimo ma Ellero offre al suo pubblico un canestro dalla lunghissima che vale il nuovo sorpasso. Brecciaroli allora richiama in campo Fabbro, a lungo tenuto a riposo, ed è proprio il lungo sacilese a produrre le cose migliori per il suo attacco: segna e costringe al tecnico di frustrazione Ellero, poi segna anche nel proprio canestro con tocco involontario su azione di rimbalzo. Un altro tecnico per Clemente pare sistemare le cose per gli humussini, in vantaggio 64-66 a 1’44” ma nelle fasi concitate di fine gara prima Cascino pareggia dalla lunetta, poi i due attacchi sprecano l’ultima rispettiva occasione e la sirena coglie le squadre sul 66-66. Overtime.

Nel supplementare le cose si mettono subito bene per i padroni di casa grazie alla tripla ancora di Cascino che Bovolenta, dopo due liberi di Bomben, ricambia con la stessa moneta. Seguono brutte selezioni di gioco frutto della stanchezza e della tensione per il risultato, in una gara finalmente ricca di pathos. Una nuova parità, 70-70, lascia strada alla sensazione che un supplementare non basterà ma un fischio dubbio su Dal Bello (passi) e il giusto antisportivo ancora di Dal Bello nel tentativo di fermare il tempo condannano gli humussini, perché Bravin e Stojanovic non sbagliano dalla lunetta e trascinano alla vittoria i tricesimani, sul 73-70.

Matura così una vittoria meritatissima per i ragazzi di Andreotti, che hanno saputo reagire all’esclusione forzata del loro giocatore più esperto mettendo in campo una gran voglia di vincere e riuscendo a limitare i tiratori sacilesi con una difesa appiccicosa in tutto il campo. Rivedibile invece l’approccio dei liventini che non hanno saputo riprogrammare l’approccio mentale alla gara nel momento in cui era necessario cambiare marcia e far valere il proprio potenziale. Lo si può certo concedere, considerando che si trattava dell’ultima di campionato e di una gara senza significato, ma questo lusso non sarà certo possibile dal prossimo incontro.