Humus – CBU 78-65

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Il primo parziale è quello che conta: nei primi tre giri di lancette l’Humus piazza la zampata e poi si limita a controllare per il resto della gara. Questo, in sintesi estrema, il resoconto di un incontro che doveva servire ai sacilesi per cancellare il passo falso di Casarsa e a poco o niente agli udinesi, invischiati nelle parti basse della classifica e tagliati fuori dalla poule promozione.

Il quintetto base sacilese sa di novità: Cancian, Chiesurin, Tesolin, Mulato e Verardo. A uscire meglio dai blocchi è proprio l’Humus che con Mulato applica bene la teoria della transizione e impartisce un parziale di 7-0 nei primi 100 secondi. Dopo il minuto di sospensione chiesto da coach Seclì non cambia nulla, anzi Chiesurin e Tesolin trascinano i sacilesi sul 16-1 prima di metà del quarto. Gli udinesi dei primi cinque minuti sono non pervenuti: tiri sbilenchi e nessuna penetrazione. Bon segnerà 9 dei 14 punti totali per i suoi ma ormai i padroni di casa hanno preso il largo e quando finiscono i primi dieci minuti nel referto compare anche Citton, il primo dei due U16 portati in campo da Brecciaroli.

La difesa della CBU torna a uomo nel secondo quarto dopo qualche minuto di zona nel primo parziale mentre il rientro i campo dei liventini non è dei migliori, complici i molti cambi. La partita è sotto controllo ma Vitale sigla quattro punti consecutivi a dimostrazione che il quintetto di Seclì comincia a carburare. Entra l’Humussino Fabbro e, coincidenza, arrivano due ottimi contropiede che riportano il testimone nelle mani dei suoi. La nuova disposizione degli udinesi a zona e la contemporanea riduzione di intensità dei sacilesi riporta gli ospiti a -10, 35-25, a 3’35” dalla fine. Poi ancora Mulato, autore di qualche errore di troppo con la difesa schierata, trova la realizzazione che, insieme a quelle di Bovolenta, portano al riposo lungo sul vantaggio per 44-30.

La partita non offre grande spettacolo anche perché il divario, evidente più in campo che nel punteggio, toglie ogni ombra di suspense. I sacilesi rientrano e mettono in campo una maggiore determinazione, ne è la dimostrazione la stoppata di Chiesurin su Vitale, ma poi svanisce l’abbrivio e la CBU tocca nuovamente il -10 dopo 7’di gioco. L’arrocco in difesa è abbastanza evidente ma è la strategia giusta e permette a Tesolin di mettere in evidenza prima le doti di difensore, subendo uno sfondamento, poi quelle di attaccante e di passatore fino a segnare l’importante tripla a fil di sirena che vale il 63-47.

Capitan Del Bianco e i suoi non ci stanno a fare da comprimari e costringono a due falli in 30” gli avversari, poi Vicentini trova la tripla e a breve distanza Londero lanciato in contropiede induce Bomben al fallo antisportivo. Ma il mini-parziale udinese si ferma sul 5-0 perché Mulato trasforma un viaggio in lunetta, poi la difesa sacilese ritorna a farsi viva con lo schema a zona che somiglia più a un modo per risvegliare l’istinto killer che una reale necessità. Poi dinuovo riflettori su Tesolin che fa sua l’area d’attacco e firma 5 punti di fila. La CBU sembra avere tirato i remi in barca mentre i sacilesi ritrovano la rotazione di palla dei momenti migliori e metà del quarto finale è già trascorso. Tesolin viene richiamato in panchina ed esce fra gli applausi del pubblico per dare spazio ancora a Citton che subito cattura un rimbalzo. Resta il tempo di vedere in campo anche Gava, l’altro U16 sacilese, di assistere a due bombe consecutive di Del Bianco che alleggeriscono il passivo, poi arrivano i titoli di coda sul 78-65.

A giudicare dal poco entusiasmo del pubblico si potrebbe dire che la stagione è già finita e a Sacile non si vede l’ora di passare alla seconda fase. In realtà la scarsa competizione in serata, che non invogliava certo a batter le mani, è stata più dovuta a un evidente squilibrio delle forze che alla poca motivazione delle squadre. Coach Seclì aveva dalla sua le molte assenze, in primis quella di Maran per infortunio e a referto per onor di firma, e con soli sette giocatori in panchina è difficile trovare tattiche di gioco adatte a ogni situazione, ma lo schema corri e tira dei suoi giovani atleti poco ha potuto contro la difesa sacilese. Il piano di gioco di Brecciaroli, per contro, era di premiare i gregari e ci si poteva anche aspettare qualche grattacapo, invece il break definitivo è arrivato proprio con il quintetto base più anomalo di sempre e questo è decisamente un buon segno per la panchina liventina.

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U16 Humus – Tarcento 62-22

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Terza partita del girone di ritorno per i ragazzi di Coach Stefano Dotta che in casa si ritrovano ad affrontare la squadra Tarcento.

Dopo la carica pre-partita del coach l’Humus scende in campo concentrato e con molta fame di vittoria; infatti il primo quarto finisce 20-5. Nel secondo quarto nonostante una piccola ripresa del Tarcento il quarto finisce 13-9 anche se molto più equilibrato del primo. Nel terzo quarto le cose non cambiano, l’Humus continua ad allungare sul Tarcento indovinando anche qualche tiro da fuori; il quarto finisce 16-6. Nel quarto quarto si assiste alla vittoria della squadra di casa che con un parziale 13-2, batte il Tarcento con un punteggio complessivo di 62-22.

Una vittoria importante che da all’Humus fiducia per le prossime partite.

Marco Buglino

Casarsa – Humus 69-52

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Arriva nella trasferta di Casarsa lo stop alla serie positiva di vittorie in campionato, dopo una gara in bilico solo per metà del tempo e conclusasi con un dominio del roster di De Stefano che fa sua la rivincita ribaltando anche la differenza canestri con la gara di andata. Nulla da fare in una partita decisa dalla migliore organizzazione dei padroni di casa superiori in tutti i settori del campo e, soprattutto, sul piano mentale.

Che sia un braccio di ferro nervoso lo si percepisce sin da subito se si considera che ci vogliono tre minuti per violare la prima retina. Le difese assorbono la buona parte delle energie così gli attacchi non riescono a farsi strada poi, mentre i muscoli cominciano a scaldarsi e i nervi a sciogliersi, si mette in evidenza Dal Bello con un filotto di 8 punti in favore dei sacilesi. Non è comunque una partita spettacolare dal punto di vista tecnico ma la contesa non trova un padrone perché Casarsa ribatte punto su punto con i contributi di ben cinque giocatori. Brecciaroli allora mette in campo Fabbro per Chiesurin nel tentativo di accelerare e l’ingresso dell’ala apporta l’effetto desiderato ma Pignaton e Franzin non ci stanno e piazzano un 7-0 che ristabilisce gli equilibri. La bomba sul finale di Tesolin vale il nuovo sorpasso, quello del 16-18 alla fine del quarto di apertura, che però non basta a tranquillizzare i sacilesi.

Nei secondi dieci dalla panchina sacilese si alzano Verardo e Mulato per dare fiato alla prima linea. L’intensità difensiva è ancora alta, specialmente quella sacilese, ma si segna sempre poco e per lo più dalla lunetta. Le azioni di attacco sono ragionate, al limite dei 24 secondi, ed è praticamente assente il contropiede: la fase difensiva è ancora la principale preoccupazione dei due coach cosicché si gioca sempre a quintetto schierato. Nel punteggio il vantaggio è alterno prima di Casarsa sul 26-25 con la tripla di Franzin e poi con l’Humus che capitalizza svariati turni di tiro a gioco fermo approfittando del regime di bonus. Il riposo è su un provvisorio 30-33.

La svolta arriva al rientro dagli spogliatoi, quando le due triple a stretto giro di lancette di Bondelli e Costantini crepano il muro della difesa sacilese a sorpresa disposto a zona. In attacco i ragazzi di Brecciaroli si affidano a Fabbro che però produce inefficaci soluzioni uno contro uno e a Bellinvia che trova l’unica tripla di una serata, per lui ma anche per il resto della truppa, molto negativa al tiro. E’ un’illusione perché Franzin suona la carica ancora dalla lunghissima battezzando il più bel momento dei suoi. I padroni di casa prendono possesso della gara con un gioco più fluido ed efficace: la tensione in un attimo svanisce e si trasforma in euforia, per la gioia del pubblico amico, e lo spettacolo è davvero piacevole. Tranne che per capitan Verardo e compagni, che invece cedono mentalmente e assistono impotenti all’assolo dei rossi interrotti dalla sirena sul 48-41 (risultato che non rende ancora conto di quanto l’inerzia sia in loro favore).

L’ultima pausa non serve però alla panchina ospite per riordinare le idee e organizzare la contraerea, così quando Tesolin si macchia di un antisportivo (veniale il fallo ma doveroso il fischio) i casarsesi hanno via libera per scatenarsi nuovamente. E lo fanno con Pippo D’Angelo che trasforma un gioco da tre e costringe alla sospensione coach Brecciaroli perché il differenziale è di 13 punti. Predica calma e fiducia l’allenatore ma i suoi giocatori, ancora storditi dagli assalti degli elicotteristi avversari, non fanno tesoro dei consigli e tornano in campo suonati quanto prima. Ogni minimo segnale di vita viene sopito da una bella giocata di Franzin e compagni, davvero in serata di grazia, sospinti da una carica emotiva sconosciuta ai sacilesi che dal canto loro tentano il tutto per tutto dall’arco lungo, ma l’anello è più stretto del pallone. La chiave della partita, già dal terzo quarto, sono i rimbalzi sui quali i ragazzi di De Stefano sembrano avere l’esclusiva facendo proprio ogni spiovente. Il dominio a questa voce di traduce in occasioni tolte ai sacilesi e in secondi tiri nelle rare volte in cui il primo tentativo non trova il bersaglio. L’ultimo evento degno di cronaca è il tecnico fischiato a Bovolenta per proteste, anzi per frustrazione, poi encefalogramma piatto fino alla fine, che arriva sul 69-52.

Una bellissima serata di basket in un palazzetto gremito in ogni ordine di posti con un pubblico corretto e divertito si conclude non certo positivamente per i liventini, che rientrano alla base con l’amarezza di aver subito la voglia di vincere dei casarsesi. Rammarico per non avere espresso appieno il proprio potenziale ma con la consapevolezza che il livello di concentrazione e determinazione da qui alla fine, e specialmente nella prossima poule promozione, dovrà essere sempre di altro livello rispetto a quanto visto a Casarsa.

Humus – Cussignacco 76-62

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Più facile del previsto la vittoria dei sacilesi contro un Cussignacco in piena lotta per il terzo posto in classifica. Con un sontuoso secondo quarto tutto difesa e tiro dalla lunga scongiurano il pericolo di un confronto punto a punto e portano a casa il sedicesimo referto rosa, in preparazione della più difficile partita del torneo: lo scontro diretto di Casarsa.

Partono in punta di piedi gli humussini, che battezzano il referto con una tripla di Bellinvia e poi subiscono un break di sette punti. Non si scompongono, giocano come nulla fosse e con le triple di Bovolenta e Dal Bello richiudono il solco scavato da un ispirato Oggian. Il pallino del gioco rimane a lungo in mano a Cussignacco, che nelle fasi di costruzione appare più presente e costringe a numerosi falli una difesa sacilese ancora in fase di riscaldamento. E mentre il quarto sembra scivolare loro di mano arrivano le due importanti triple di Mulato e Tesolin per l’inaspettato sorpasso di fine primo parziale (21-20).

Un sonnacchioso primo quarto lascia il campo dieci minuti di tutt’altra risma. Il mini-break che costringe subito alla sospensione coach Stradoloni è opera di Bellinvia, Bovolenta e Fabbro, ma l’inerzia si conferma in mano ai padroni di casa che al rientro strappano ancora di più la tela della partita. Sono di Fabbro e di un poderoso Dal Bello le tre realizzazioni dai 6,75 che spellano le mani del pubblico di casa, con un David Mack in regia nel momento più importante della gara. Il vantaggio si fa pesante, la panchina sacilese ruota che è una meraviglia e intanto gli udinesi sono alla deriva: Oggian trova il primo canestro dopo cinque minuti di gioco. Sono i minuti di Dal Bello e Verardo, che tengono a bada le due triple di Iannizzaro e Oggian, e di Bovolenta che mette il guinzaglio al Gabai lungo. Il riposo lungo ferma le squadre sul 47-30.

La tattica di Cussignacco per tornare in partita è il tiro da fuori anche nella seconda parte di partita, ma i tentativi di trovare il centro non sono coronati dal successo. L’Humus, ancora appagato dal quarto precedente, tira i remi in barca e smette di giocare anche giudicando dal progredire del punteggio la cosa non si direbbe. Mack continua a scandire il ritmo dei suoi che però sbagliano qualche appoggio al tabellone, poi si mette in evidenza con una pregevole penetrazione che taglia in due la difesa. Gli udinesi fermano l’emorragia ma non riescono nella trasfusione di punti per rimettere in piedi la gara: Feruglio e Lauzana si dannano in attacco e la tattica di Cussignacco di disporsi a zona in difesa sortisce buoni risultati solo per tre azioni, poi perde di efficacia. I sacilesi hanno perso il ritmo delle segnature ma questo non basta a rimettere in discussione il risultato, perché quando Bellinvia e Oggiaro si rubano la scena del più bravo dall’arco lungo è tempo di rifiatare e il punteggio è ancora su un comodo 61-47.

L’ultima carta messa sul tavolo da Stradolini è il pressing sulla rimessa sacilese, combinata a uno schieramento ancora a zona in difesa. Ma Fabbro non perdona da sotto (anche se per segnare quattro punti in due azioni deve tirare quattro volte) e le triple di Feruglio servono solo a evitare il tracollo. L’ultimo quarto non riserva grande spettacolo, né sorprese al punteggio: la partita è virtualmente chiusa ma è apprezzabile constatare che i liventini ci mettano più voglia nel cercare i recuperi sulle vaganti, nonostante l’ampio vantaggio. Coach Brecciaroli continua la rotazione dei suoi uomini, dando spazio anche al giovane Gava, e la striscia di sette punti di Verardo è l’ultimo impulso dei sacilesi che poi lasciano via libera agli udinesi per ridurre il distacco sul definitivo 76-62.

Buono quindi l’atteggiamento degli humussini che concedono poco o nulla alle chance di vittoria di Cussignacco. La scarsa pericolosità in area degli ospiti non è il sintomo di basso potenziale offensivo, considerata la posizione di classifica degli udinesi, ma l’effetto dell’amalgama del roster liventino che ha fatto buona guardia al proprio canestro e abbassato il tiro in attacco solo nella seconda parte di partita, a risultato acquisito. Il miglior viatico alla prossima e più impegnativa trasferta.

U16 Humus – Cordenons 62-59

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Seconda partita del girone di ritorno, molto bella ed equilibrata: in campo alle ore 20 giocano l’Humus basket e il 3S Cordenons!

La gara inizia e i padroni di casa sono più concentrati e hanno più voglia di vincere, coach Celotto è quindi costretto a chiamare time out dopo soli tre minuti di gioco. Il primo quarto si chiude in pieno equilibrio 16 pari! Questo sta a dimostrare il livello e la difficoltà di questa partita.

Inizia il secondo quarto e per più di tre minuti entrambi i canestri rimangono inviolati, poi i padroni di casa riescono a prendere qualche punto di distacco. Un calo di concentrazione consente agli avversari di rimanere in partita ma nonostante ciò il quarto lo chiude in vantaggio l’Humus 33 a 30.

Nella pausa lunga in spogliatoio i due coach ci hanno detto le cose da correggere, specialmente di stare attenti a non perdere l’uomo in difesa ma la cosa più importante era quella di rimanere lì con la testa! Inizia il terzo quarto e in entrambe le squadre si sono viste delle belle giocate sia difensive sia offensive. Il Cordenons ha recuperato qualche punto a causa di troppi errori sotto canestro da parte dell’Humus ma nonostante ciò il parziale risulta ancora positivo per la squadra di casa infatti il quarto finisce 51 a 44.

È giunta l’ora degli ultimi dieci minuti di gioco, quelli più importanti e decisivi al termine dei quali una squadra si dichiara vincitrice. L’Humus parte molto bene e si mantiene avanti con un vantaggio di 9 punti, poi nel finale a causa di un grosso calo di energia il Cordenons si avvicina fino ad arrivare sotto di due punti. Alla fine, grazie ai tiri liberi segnati, la partita si conclude col punteggio di 62 a 59 per l’Humus!

È stata una grandissima partita  con un livello di intensità molto alto e si può dire che è stata vinta da chi aveva più voglia di vincere!

Enrico Gava

U16 Humus – Fagagna 60-45

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Prima partita di ritorno per l’Humus Basket che affronta il Fagagna, che all’andata ha vinto di due punti contro di noi.

La partita non inizia nei migliori dei modi e il primo quarto finisce 10-18 per loro. Dal secondo quarto abbiamo preso in mano la partita e abbiamo chiuso il primo tempo 28-25 per noi. Nel secondo tempo abbiamo preso il ritmo, soprattutto Gioele Citton che chiude la partita con 28 punti.

La partita l’abbiamo vinta 60-45 grazie alla voglia e al coraggio, contro una squadra che ci aveva già battuti e che abbiamo superato anche in classifica, dimostrando che in questi mesi ci siamo allenati meglio di loro.

Filippo Maguolo

Geatti – Humus 64-68

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Rientrano con una forte carica emotiva i sacilesi dalla trasferta udinese, vittoriosi al termine di un incontro molto difficile e raddrizzato solo sul finale con una prova di forza. Che fosse un appuntamento difficile si sapeva, considerata la necessità della Geatti di ribadire il sesto posto valido per la poule promozione, ma l’epilogo è andato oltre le aspettative.

In apertura di ostilità sono i sacilesi a uscire meglio dai blocchi di partenza e con una buona intensità si portano avanti di qualche lunghezza, merito di un gioco collettivo che porta diversi giocatori a canestro. Il quintetto humussino comanda i giochi mantenendo alta la concentrazione, poi pecca di sufficienza e concede agli avversari qualche possesso di troppo. Geatti prova due triple consecutive ma non riesce ad assestare il colpo e comunque alla distanza risponde tenendo bene il campo. Una tripla di Tesolin accende l’entusiasmo e scava un piccolo solco di sei punti ma una sciagurata amnesia difensiva allo scadere mette nelle mani di Gelsomini una palla che vale il canestro con fallo. La successiva trasformazione vale il provvisorio 15-18.

L’indirizzo della panchina sacilese è di ritrovare concentrazione e comunicazione in difesa, dove gli spazi sono troppo ampi. Le squadre mettono in campo una discreta intensità anche nel secondo quarto, in particolare Bovolenta e Versolato che ingaggiano un duello fisico nelle due aree. In difesa i sacilesi reggono la spinta dei lunghi avversari solo inizialmente, finchè ulteriori leggerezze difensive danno il via al recupero e al sorpasso udinese. La ritrovata incertezza del punteggio fa aumentare la già buona fisicità e la partita diventa ruvida e le segnature più difficili. Nessuna squadra riesce a prevalere, poi nel braccio di ferro la spuntano gli udinesi che riescono a garantire frequenti rifornimenti sotto canestro a Versolato e Bellina, che dettano legge. L’attacco humussino non funziona più, insiste fino all’eccesso con penetrazioni inutili che muoiono nelle mani degli udinesi dando lo spunto alla Geatti per prodursi nel suo miglior momento. Feruglio è un vero trascinatore: firma ben dieci punti nel parziale, esalta il pubblico di casa e porta i suoi al riposo avanti di otto lunghezze, 40-32.

Vantaggio che tocca la doppia cifra in avvio di secondo tempo, nonostante il diverso piglio dimostrato dai sacilesi e l’abbozzo di difesa a zona bucata da una tripla di Lollo. La situazione non cambia dopo quattro minuti di lancette costringendo Brecciaroli a richiamare i suoi; in uscita dalla sospensione una bomba di Tesolin e la schiacciata di Fabbro, involatosi dopo una rubata, spengono l’entusiasmo degli udinesi che improvvisamente perdono in sicurezza e lucidità. Nonostante il vantaggio ancora di cinque lunghezze i ragazzi di Di Leo accusano il colpo ma poi rientrano in campo Versolato e Bellina a contrastare le due ottime giocate di Dal Bello. Al settimo minuto gli attacchi si bloccano e il punteggio non cambia più fino alla fine del terzo quarto, sul 55-51.

L’ultimo quarto si apre con un nuovo ma precario equilibrio, durante il quale Bovolenta commette il suo quarto fallo e la Geatti si schiera a zona flash. Un ottimo Bomben detta il ritmo e trova un paio di ottime linee di inserimento nella difesa di casa, guidando al sorpasso i suoi sul 59-58 a 6′ dalla fine. La Geatti sembra alle corde ma riesce ancora a catturare qualche prezioso rimbalzo offensivo. La difesa sacilese però non concede più nulla, nemmeno sotto le plance, poi in attacco arriva la tripla di Bellinvia che sa di liberazione. E quando Bomben riesce in una ulteriore segnatura in penetrazione, che vale il 58-64 a 3’50” dalla fine, sembra fatta. Invece Mamprin e Sandri riescono a siglare il mini-parziale di 6-0 e arriva l’aggancio sul 64-64 a 90” dall’ultima sirena. Profumo di overtime durante la sospensione chiesta dall’Humus, che disegna lo schema d’attacco e porta alla segnatura Fabbro. Overtime scongiurato perché gli udinesi non riescono controbattere con il successivo possesso e anzi mandano in lunetta Bovolenta che fissa il punteggio sul definitivo 64-68.

Comprensibile la soddisfazione di Brecciaroli nel post partita per aver sbrogliato una matassa molto intricata: il terzo quarto, solitamente terra di conquista del roster sacilese, non ha portato i frutti sperati ma il coach ha saputo modificare il suo piano gara e tirare fuori dai suoi la necessaria voglia di vincere. Il cambio di passo è arrivato insieme alla ritrovata voglia di difendere e gli importanti recuperi difensivi, benchè non sempre premiati con successive realizzazioni, hanno tolto energie nervose a capitan Sandri e compagni. La squadra di coach Di Leo ha dimostrato di essere pari, e a tratti superiore, a quella sacilese e certamente la posizione di classifica, per quanto visto in campo, non è consona al potenziale espresso. La sconfitta, maturata negli ultimi 90”, ha privato di due punti importanti il suo roster ma non toglie il merito di una gara veramente ben giocata, specialmente sul piano mentale. Per i sacilesi una vittoria che vale molto più di due punti in classifica.