Gonars – Humus 62-78

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La trasferta a Gonars dura quattro quarti ma ai sacilesi è sufficiente un ottimo terzo quarto per regolare gli udinesi. Al termine di una settimana piuttosto densa di impegni di campionato, i sacilesi erano impegnati in una trasferta importante per consolidare il primato.

Servono sei punti ai sacilesi per decidersi a giocare perché in avvio è solo Gonars. E comunque arriva subito anche il 10-2 che costringe Brecciaroli a chiamare il minuto di sospensione, intanto Schincariol fa il bello e il cattivo tempo. Anche quando il ritmo si porta su livelli un po’ più elevati Gonars si trova a proprio agio e nonostante un buon Tesolin i padroni di casa continuano a comandare. Solo con il contropiede, sul finire del quarto di apertura, gli ospiti trovano il modo di rientrare e ancora con Tesolin, che trova il fondo della retina dalla massima distanza, persino di portarsi avanti (19-20).

Dopo la prima pausa è ancora Gonars a segnare ma in intensità i sacilesi non sono inferiori. Prende coppia Fabbro, a lungo in panca nel primo quarto, ma arrivano buoni contributi anche da Dal Bello e Verardo. Gli udinesi cercano con insistenza il passaggio in centro area ma la difesa liventina non è d’accordo e Baldo non sfrutta i pochi passaggi che riescono a filtrare. Mack gestisce con discreta padronanza le redini del gioco nei minuti concessigli dal suo coach finché i padroni di casa accennano il pressing sul palleggio. Finalmente Baldo fa fruttare un paio di mismatch con suo marcatore poi, dopo un errore al tiro, anche Mulato si iscrive a referto con tre punti su azione e da lunetta. Sul finire del quarto Gonars gioca in pick-n-roll e trova il mini-break che chiude lo strappo, sfiorando il sorpasso ma centrando il pareggio con Baldo con due liberi a tempo scaduto, quindi tutti negli spogliatoi sul 36-36.

E’ un altro Humus quello che riemerge dagli spogliatoi, evidentemente ha fatto tesoro dei consigli del suo allenatore. Tesolin e Fabbro confezionano un nuovo mini-parziale, sufficiente a Piu per fiutare il pericolo e buttare la palla in corner con un minuto di sospensione, poi Dal Bello con un jumper lancia i suoi verso il loro miglior momento al termine di un’azione perfetta. Problemi risolti in attacco e difesa che ha alzato il ponte levatoio: la partita si spacca e i sacilesi toccano la doppia cifra di vantaggio. L’unico contrasto udinese arriva grazie ai canestri da sotto e da una tripla di Pozzi ma è un fuoco di paglia perché i liventini hanno mollato gli ormeggi. Il definitivo cambio di passo è impresso da Fabbro e Bovolenta, che trovano realizzazioni da ogni punto del campo, e da un solido Dal Bello.

Ancora Dal Bello protagonista dell’ultimo rientro dopo la pausa di cambio quarto con un gioco da tre che ripristina il massimo vantaggio. Bovolenta giganteggia sotto le plance anche se più impreciso del solito negli appoggi a canestro. Ma ormai, a sei minuti dalla fine e con i sacilesi a +17, la gara è virtualmente finita; cedono i nervi alla squadra di casa e fioccano due tecnici. L’Humus ha campo libero per le sue galoppate in contropiede e il divario si allarga fino a sfiorare i venti nell’ultimo minuto, durante il quale arriva solo la giusta espulsione di Tesolin per doppio antisportivo. Saluti finali sul 62-78.

Serata in chiaroscuro per i ragazzi di Brecciaroli, capaci di non giocare (al loro livello) per due quarti e poi di aprire e chiudere contemporaneamente la partita in un solo quarto, il terzo. Diverso il tasso tecnico dei roster: quando l’Humus è riuscito a giocare la differenza è stata evidente e incolmabile. Hanno vinto la maggiore amalgama di squadra e la possibilità di scaricare la pressione dell’attacco su più terminali, ma la svolta è arrivata solo dopo aver registrato i meccanismi difensivi e cambiato mentalità di gioco. Si chiude con il percorso netto il ciclo di incontri preparatori alla fase calda del girone di ritorno, che attende i sacilesi nel mese di Febbraio.

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U16 Humus – Roraigrande 66-50

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Ultima partita per quanto riguarda il girone d’andata. In questa partita l’Humus Basket ha affrontato in casa Rorai.

Partita non inizia nel migliore dei modi poiché il primo quarto vede la squadra di casa sotto per 7-11. Il secondo quarto raddrizza le cose e si va all’intervallo con un punteggio di 22-21.

Al ritorno in campo dopo una bella strigliata da parte dei coach l’Humus si porta subito in vantaggio conquistando punti importanti, giocando con più intelligenza e con intensità maggiore. La stessa cosa si ripropone nel quarto tempo dove gli errori vanno diminuendo e i punti  aumentando.

La partita si conclude con la squadra di casa vincitrice su quella ospite, anche se pur con un cattivo inizio, con il punteggio finale di 66-50.

Alessandro Bazzo

In bocca al lupo Enrico!

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Enrico d’Agnolo giocherà le prossime partite della stagione con l’ASD Basket Club San Vito.

Già nel roster Humus da qualche stagione, Enrico è stato una parte importante del gruppo che lo scorso anno ha conquistato la promozione in SerieD.

Desideriamo ringraziarlo per l’encomiabile impegno e per la costante presenza alle attività della nostra squadra maggiore, di cui è stato parte integrante. Per le sue doti umane, un esempio di integrità e un valido contributo allo spirito di squadra: lo salutiamo augurandogli ogni soddisfazione sportiva e la lunga carriera cestistica che merita.

Enrico, un vero Humus. A San Vito e ovunque andrà a giocare.

“…con grande stima saluto un grande uomo prima che giocatore…in bocca al lupo Enrico… grazie di tutto.” (coach Davide Brecciaroli)

Humus – Portogruaro 71-54

wp_20170124_22_44_34_proLa terza fatica dei sacilesi in sei giorni si conclude con la tredicesima vittoria consecutiva, a spese di un Portogruaro che ne subisce le scorribande per trenta minuti. Una gara speciale per Chiesurin, che incontrava i suoi ex compagni, ma importante per l’intero roster dopo il brutto derby con il Sistema.

La sorpresa di Brecciaroli nel quintetto base humussino è proprio l’ex capitano granata, che non tradisce né emozione né fiducia del suo coach firmando il primo canestro liventino addirittura da sette metri. Ci riprova subito ma il tiro merita miglior sorte, mentre i portogruaresi sbagliano in serie due appoggi in penetrazione e un tiro dalla media distanza. Messi da parte i reciproci errori ci pensano Baruzzo in penetrazione e Chiesurin ancora dai 6,75 a muovere il punteggio, poi sono i sacilesi a prendere il largo e grazie al prezioso lavoro a rimbalzo di Bovolenta, sia in attacco che in difesa, permettendo a Brecciaroli di iniziare subito il turnover dalla panchina con Mack.

Dopo di lui trova spazio anche Verardo che non sbaglia quando riceve un assist sotto canestro in avvio di secondo quarto. Vista la malparata Ostan tenta di rimescolare le carte aumentando la pressione sul palleggiatore, risvegliando tuttavia l’istinto killer dei padroni di casa che trovano la tripla di Bellinvia. E’ Tesolin, poi, a prendere le redini del gioco inanellando un filotto di otto punti consecutivi nonostante le frequenti interruzioni diluiscano lo spettacolo della gara. Le mani già imprecise dei portogruaresi diventano ancora più ruvide al tiro, sia dai 6,75 che dalla lunetta; il solo Nosella si distingue per stile ed efficacia con il canestro su tiro in arresto dopo avvitamento. La fortunosa tripla di tabella di Chiesurin sulla sirena fissa il punteggio di metà incontro sul 40-24.

E’ ancora l’ex portogruarese in forza all’Humus a inaugurare la ripresa, ancora da tre ma stavolta senza tabella. Il rientro dagli spogliatori dei sacilesi è di impatto: un paio di canestri veloci e quasi nessuna concessione in difesa avviano il più bel momento degli humussini, coronato da una nuova tripla di Fabbro e dall’appoggio di Bomben su dai-e-vai con Bellinvia. Il parziale mortifero viene chiuso sul 10-0 da Marcon ma per gli ospiti si è spenta la luce e le pur pregevoli due triple di Labelli sono solo una cura palliativa. La gara è quasi chiusa ma Ostan cerca di rimanervi aggrappato tentando con la zona che però non risulta efficace, anzi spalanca le porte a Fabbro e proietta i padroni di casa sul 60-35.

Con la partita ormai chiusa la concentrazione dei sacilesi cala vistosamente. Il gruarese Fantuz è l’unico a dar lavoro i refertisti alla voce punti, per il resto i giocatori fanno a gara per entrare a referto solo alla voce falli. Si svegliano anche Tamassia e compagni e Portogruaro recupera una parte dello svantaggio con un 10-3 maturato ancora con il pressing: i recuperi a centrocampo dei ragazzi di Ostan sono la cosa più preziosa in serata anche se il distacco è ancora prossimo alle 20 lunghezze a tre minuti dal termine. Nel tempo rimanente ancora triple per Chiesurin e Tesolin, poi tutti sotto la doccia: 71-54.

I sacilesi premono sull’acceleratore nel primo e nel secondo quarto, vivacchiano nel terzo e tagliano il traguardo in folle nel quarto senza grossi patemi. Questa la sintesi di un incontro discreto per intensità e qualità del gioco. Buona la rotazione della panchina, anche sarebbe lecito aspettarsi un maggior contributo in termini di plus/minus.

Humus – Sistema BK 56-51

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L’assioma che le gare più difficili sono quelle in teoria più facili trova conferma nell’esito dell’incontro del Palamicheletto di domenica sera. Il Sistema, imbrigliando i sacilesi per trenta minuti, è quasi riuscito nell’intento di interrompere la striscia positiva dei ragazzi di Brecciaroli.

Nei sacilesi turno di riposo per Bomben e conferma per Tesolin, alla ricerca del ritmo dopo il rientro dal lunghissimo stop. Ma dopo la palla a due le mani dei padroni di casa sono imprecise: sbagliano tiri e passaggi e aprono la via al quintetto pordenonese che si porta sul 7-1 con Migliorini, Tagliamento e Cengarle. I sacilesi non riescono a scandire il loro ritmo preferito, quello del contropiede, e nel tentativo di elevare l’intensità inciampano nel fischietto degli arbitri. Brecciaroli prova a mescolare le carte e concede minuti a Mack che tiene bene il campo riuscendo anche in un buon assist per Mulato. La partita scivola senza grandi invenzioni, l’Humus chiude il gap raggiungendo la parità nell’ultimo minuto e poi mette la freccia negli ultimi secondi con un Bovolenta in netta crescita.

Cresce nei primi minuti del secondo parziale l’attenzione difensiva dei padroni di casa e arrivano i recuperi. Ma i ribaltamenti offensivi non producono dividendi e allora anche Cadoná trova spazio in quintetto, in sostituzione di Mack. Nel Sistema si mette in luce il solito Tagliamento il cui parziale di 4-0 induce Brecciaroli al minuto di sospensione, sul 17-14. La scarsa efficacia in attacco è il sintomo che c’è effettivamente ancora acido lattico nelle gambe dei sacilesi; solo Fabbro riesce a incunearsi e a trovare segnature. Continua a rimanere basso il punteggio di una partita farcita di errori, di perse e di falli. La frustrazione delle due squadre, e quella del pubblico per il poco spettacolo, si scarica sugli arbitri appena arrivano un paio di fischi dubbi. A farne le spese è Fabbro, punito con un tecnico per una protesta nel momento (e nel modo) sbagliato. Intanto i pordenonesi pareggiano i conti sul 21-21 a 90″ dal riposo lungo. Regna il poco anche nel rimanente tempo e si riposa sul 23-22.

E’ il miglior quintetto sacilese quello che Brecciaroli schiera nella ripresa e la qualità si vede in difesa, dove la mossa a sorpresa di disporre gli uomini a zona risulta vincente. I dubbi invece rimangono in attacco, reparto in cui la serata è decisamente sorta per tutti. A metà del quarto le realizzazioni di Bovolenta Fabbro e Dal Bello però sono pareggiate da quelle del quintetto pordenonese, ma almeno alla fine dei terzi dieci minuti si è segnato più che nell’intero primo tempo. Il problema è che non si vede il buon gioco e la gara è continuamente interrotta dai falli. Quando Mack raccoglie dall’immondizia il rimpallo di un tiraccio di Bellinvia e realizza a fil di sirena, il pubblico può esultare come mai aveva fatto sino a quel momento. 46-40 il punteggio parziale.

Il vantaggio di sette lunghezze in avvio di ultimo quarto risulta il maggior distacco della gara dei sacilesi ma la partita non ha un padrone e negli ultimi dieci può succedere di tutto. Ancora una volta si assiste a una girandola di errori, che spesso si verificano ancor prima del tentativo di tiro. La box-and-one che il Sistema organizza da inizio partita, che in altre occasioni si era rivelata un boomerang contro i liventini, è una vera e propria pozza di sabbie mobili. I ragazzi di Brecciaroli sconfessano la teoria del loro coach di attaccare gli avversari cercando la penetrazione, anziché ostinarsi in tiri da fuori. Dal canto loro i pordenonesi tentano il tutto per tutto accorciando la durata delle azioni e puntando sull’uno contro uno ma il solo Tagliamento, capace di sei punti consecutivi, non basta. Fabbro trova la prima tripla per i suoi dall’inizio del match e i complimenti di Spangaro, ma non riesce ad accendere la miccia e si ritorna alla mediocrità dei primi due quarti. Finché arriva l’azione che di fatto chiude la gara: i sacilesi tirano due volte prima di riuscire, al terzo tentativo di Bellinvia, a trovare la seconda tripla di serata. Il canestro pesante e i ben tre possessi concessi ai sacilesi tagliano le gambe agli ospiti, che insistono nel cercare la segnatura veloce con azioni in palleggio senza però riuscire nell’intento. Il mestiere degli humussini nel possesso di palla, nei secondi finali, toglie ogni residua possibilità di riaggancio e le ostilità si chiudono sul 56-51.

Scampato dunque il pericolo di una sconfitta imprevista, per quanto meritata qualora fosse effettivamente arrivata. Non si è vista l’ombra dell’Humus visto nelle precedenti uscite e quella contro Pordenone è stata forse la più brutta partita della stagione. Certo, conquistare i due punti anche in una serata storta è comunque un merito ma lo stesso approccio non porterà allo stesso risultato con squadre abituate alla bagarre, come già Portogruaro fra due giorni.

Humus – Aviano 66-59

Rivincita doveva essere e rivincita è stata: nel posticipo della terza di ritorno ha prevalso l’Humus al termine di una gara emozionante dalla palla a due alla sirena finale. Non si è certamente annoiato il tanto pubblico, sugli spalti nonostante la serata infrasettimanale, che ha assistito ai numerosi tentativi di allungo dei sacilesi sempre rintuzzati dagli ospiti. E, per dare ulteriore enfasi al thrilling della partita, non è mancato nemmeno il giallo sul finale.

Eppure i giochi si erano aperti all’insegna del reciproco timore reverenziale, con le difese sull’attenti pronte a respingere ogni attacco. Sono i liventini a inaugurare il referto, convertendo i numerosi recuperi difensivi e punendo la scarsa voglia di rientrare dei pedemontani con transizioni ben eseguite. Il minuto di sospensione chiesto da Starnoni per evitare ai sacilesi di dilagare è subito seguito dal minuto di sospensione di Brecciaroli preoccupato perché i suoi non riescono a dilagare. In mezzo a tante disattenzioni si fa luce un concreto Bovolenta, autoritario in entrambe le aree. Gli avianesi non sono in grado di produrre buone occasioni di tiro, tantomeno di rendersi pericolosi in penetrazione. Minuti sul parquet anche per Mack fra gli humussini, al termine di un quarto dominato dai padroni di casa che limitano il bottino ospite a soli 8 punti.

La panchina sacilese è autrice di una buona apertura di secondo quarto, quando proprio Mack rifornisce Verardo con un ottimo assist. Ma la scarsa determinazione degli avianesi del primo parziale ha termine dopo un paio di minuti, quando il quintetto di Starnoni decide di entrare in partita. Un paio di centri dal campo di Crestan e Pivetta aprono un break che si allarga grazie alle trasformazioni di numerosi recuperi prodotti con il pressing difensivo e ottenuti per qualche persa di troppo di Bellinvia e compagni per eccesso di sufficienza. Il parziale di 10-2 assestato alla difesa di casa fa infuriare Brecciaroli: i suoi non conquistano più alcun rimbalzo, concedono secondi o terzi tiri, tirano e sbagliano. In pratica, sono in confusione. A tre minuti dalla fine il +14 del momento migliore del primo quarto è diventato -1 per il sorpasso firmato da Galli. A limitare i danni ci pensano Dal Bello, Mulato e Bovolenta che, insieme alla ritrovata intensità difensiva dell’intero quintetto, aggiungono punti preziosi alla causa permettendo di riposare negli spogliatoi sul 32-28.

Un dettaglio che non è certo passato inosservato è il ritorno in campo, in chiusura di secondo quarto, di Davide Tesolin che fa il suo agognato esordio stagionale dopo il grave infortunio al ginocchio. La sua voglia di giocare trascina gli humussini anche in apertura di terzo parziale, quando a segnare è soprattutto l’Humus. Aviano copre le transizioni offensive con maggiore attenzione ma perde efficacia in attacco così prende forma un nuovo allungo, ancora una volta in favore dei sacilesi. Ma quando il divario tocca la doppia cifra l’uno-due dalla lunga distanza del Bomben pedemontano riporta sulla terra il Bomben serenissimo con tutta la sua panchina e fa esplodere la rabbia di Brecciaroli, costretto al minuto. Si torna a navigare sul filo della parità, poi come alla fine del secondo quarto i liventini si riportano avanti con un colpo di reni, questa volta con Fabbro e Bovolenta ma il 49-43 dell’ultimo riposo non è certamente un vantaggio confortevole.

La rotazione del roster sacilese è ancora in favore di Mack che guadagna ulteriore minutaggio. Ma la tensione è palpabile e il play sacilese ne avverte gli effetti, come pure i compagni, così fioccano le perse e i falli a carico. Starnoni azzarda, sotto di tre punti, una difesa a zona che sulle prime i sacilesi non riescono a interpretare. Poi Tesolin inventa la più ignorante delle triple trovando fondo della retina oltre sette metri e l’esplosione del pubblico amico. Gli avianesi beneficiano del bonus falli per oltre metà del tempo ma la loro mira dalla lunetta è da rivedere nel frattempo alcuni buoni recuperi difensivi humussini e un Fabbro ispirato costringono al minuto Starnoni, sul 58-49. Un inopportuno fallo antisportivo di Chiesurin a quattro minuti dal termine scandisce un nuovo cambio nell’inerzia della gara, che Aviano riesce a rimettere in discussione sul 58-55 grazie a Galli e Pivetta. Provvidenziali allora Bellinvia con il suo marchio di fabbrica, il tiro dall’arco, e il forzatissimo jumper fuori equilibrio di Fabbro per il nuovo strattone dei sacilesi: il successivo canestro di Galli in mezzo a troppi errori dei suoi per la fretta suonano come il canto del cigno dei pedemontani: la mazzata finale arriva da Fabbro a 72” dalla fine con un altro tiro forzato, questa volta addirittura dalla massima distanza, che fa alzare dai seggiolini gli spettatori sacilesi. Nel minuto di sospensione chiesto da Brecciaroli le due panchine programmano mosse e contromosse per gestire il punteggio ai fini della differenza canestri che potrebbe, nella seconda fase della stagione, determinare un importante vantaggio. Intanto dal tabellone elettronico del Palamicheletto vengono stornati due punti al punteggio della squadra di casa, non segnati a referto, che segnapunti e scoutisti avevano invece registrato. Si prosegue, arriva la sirena, applausi e soddisfazione dei ragazzi di Brecciaroli. Gli ufficiali di gara completano e depositano il referto che recita 64-59.

Va in archivio una bellissima partita conquistata con lode dall’Humus, in massima sintesi meritevole di aver avuto più voglia di vincere. Per niente scontato il risultato della gara, nella quale i sacilesi sono stati quasi sempre avanti nel punteggio ma nella quale le dimensioni degli strappi sono andati via via riducendosi, segno della capacità di adattamento degli avianesi e della capacità di lettura delle situazioni di coach Starnoni. Il dominio sacilese del primo quarto è stato subito ridimensionato dall’assedio avianese del secondo. I successivi allunghi sono stati frutto di una certa prevalenza difensiva sacilese e di importanti invenzioni individuali: messe da parte le grandi sbandate della prima metà gara è questo che ha fatto la differenza e permesso all’Humus di prevalere. Per la cronaca, il canestro non registrato dagli ufficiali di gara è il forzatissimo jumper fuori equilibrio di Fabbro.

U16 Torre – Humus 50-52

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Ultima trasferta del girone di andata per i ragazzi di coach Stefano Dotta, che trovano l’ostico Torre di coach Diego Colombis. In complesso una partita giocata alla pari, decisa soltanto a 7 secondi dalla fine dal tiro di Andrea Carniel che sigla la vittoria per l’Humus.

Palla a due vinta dall’Humus, da lì inizia la gara che vede il primo tempo concludersi per 7 a 10 per gli ospiti. Secondo tempo piú sottotono giocato dalla squadra di coach Dotta infatti finisce sul +2 per il Torre.

Dopo il ritorno in campo i ragazzi del Torre aumentano il ritmo del gioco e chiudono il terzo quarto in vantaggio. L’ultimo quarto è quello piú teso e avvincente, che viene vinto 9 a 14 dall’Humus; con questo parziale Sacile porta a casa una vittoria sofferta. Risultato finale 50-52 per l’Humus.

Arbritraggio non perfetto e partita abbastanza tesa soprattutto sul piano dei falli, ma i ragazzi di coach Dotta resistono e riescono a portare a casa una partita difficile. Non è stata la miglior prestazione dei ragazzi dell’Humus, ma di sicuro l’esame di maturità è stato superato, anche se con il minimo dei voti. I ragazzi dell’Humus incoraggiati dai loro fedeli e irriducibili sostenitori con carattere e voglia di vincere, nell’ultimo sofferto minuto, recuperano i 5 punti di svantaggio e al cardioalma vanno a vincere una delle trasferte piú insidiose del campionato.

Leonardo Venturato
(foto di Giada Citton)

Rorai – Humus 81-87

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La lunga pausa natalizia terminava con i sacilesi in visita sul difficile parquet di Rorai, preoccupati tanto dal potenziale dei giovani di coach Freschi quanto dall’emergenza influenzale limitata solo grazie al largo uso di paracetamolo e fermenti lattici. Di certo non un rientro morbido e infatti erano numerosi i sacilesi sulle gradinate per assistere alla partita, sorpresi dal rigido clima del palazzetto.

Sembrano non sentire il freddo Lucas e Bellinvia che nella rispettiva prima azione inaugurano il referto, poi sono i sacilesi a prendere il comando portandosi sul 10-3 grazie alle penetrazioni di Dal Bello. I pordenonesi passano subito a zona per mescolare un po’ le carte e tanto basta per abbassare le medie in attacco dei sacilesi, nella cui area però Lucas e compagni non riescono a essere efficaci. Seguono quindi una successione di sterili attacchi e a fare meno peggio di tutti è Gri che approfitta di un paio di contropiedi causati dalla pigrizia degli humussini nel rientro dopo le incursioni offensive. La difesa sacilese non comunica permettendo a Lucas di incunearsi con successo nel proprio pitturato sul finale di quarto, poi lo stesso Lucas commette alcuni banali errori in appoggio che consentono ai liventini di chiudere avanti sul 15-21.

La mossa a sorpresa di inizio secondo quarto è ancora una difesa a zona, stavolta dei ragazzi di Brecciaroli, che allarga la forbice solo finché Valente-Brusadin-Dal Moro trovano il modo di perforarla. Dal Moro sigla anche una tripla pareggiata dal contro-canestro dai 6,75 di Bellinvia, ma i troppi rimbalzi che gli humussini concedono nella propria area ai pordenonesi mettono a rischio il vantaggio di due possessi, faticosamente difeso grazie a provvidenziali centri dalla media ancora di Bellinvia. E quando Lucas trova la tripla allo scadere di 24 secondi, il coach ospite chiede un minuto per rifiatare. La pausa risulta provvidenziale perché alla ripresa Verardo si mette in proprio e conduce i suoi al massimo vantaggio quando è tempo di riposo, 34-44.

E’ ancora un ottimo Humus ad aprire le danze del terzo quarto, con il doppio assist di Chiesurin a Bovolenta, ma Lucas riesce a tenere in piedi la gara. Il tecnico per proteste a Valente inaugura una serie di incertezze arbitrali che rientra quando Bellinvia stoppa Gri, intanto D’Agnolo francobollato a Lucas costringe lo stesso Gri ad assumere il comando delle manovre. In attacco l’Humus guadagna ma non converte appieno molti viaggi in lunetta permettendo a Rorai di accorciare le distanze sul 47-52 di metà quarto. La progressione pordenonese culmina quando un paio di conquiste di Brusadin valgono altrettanti falli di Verardo trasformati con precisione a cronometro fermo. E’ il miglior momento del roster di casa, che mette il naso avanti a 1’24” sul 62-61. Brecciaroli abbandona nuovamente la difesa individuale in chiusura mentre Bellinvia e Verardo ritrovano la marcatura che ripristina in vantaggio degli ospiti sul 62-67 all’ultimo riposo.

I 28 punti accusati dalla difesa sacilese nel terzo quarto e la fatica a costruire azioni di tiro sono un grattacapo da risolvere rapidamente e ci pensa Verardo che per l’ennesima volta si incunea, segnando e trasformando il libero addizionale. La sua partita però termina anzitempo per raggiunto limite di falli: la situazione dei personali è pesante anche per Dal Bello e Bovolenta, intanto l’Humus galleggia sul doppio possesso di vantaggio. Un mini-break riporta avanti di una lunghezza Rorai ma un libero di Fabbro e una tripla di Bovolenta dal centro ricacciano indietro la Nord Caravan che accorcia ancora una volta con Lucas. Anche Dal Bello esce per falli e giunge una nuova parità sull’81-81 a 66” dalla fine. L’ultimo giro di lancette è tutto humussino: assist di Bellinvia per Fabbro, poi Mulato costringe al forzato Lucas, ne recupera il rimbalzo, subisce il fallo e trasforma un libero. Rorai non ha più la lucidità per ribattere e cede definitivamente sull’81-87.

La notevole prestazione di Verardo e la giocata chiave di Mulato coronano una prestazione migliorabile dal punto di vista atletico ma notevole su quello mentale. Non sono certo da trascurare i bottini di Bellinvia o Fabbro, ma nell’era post-Varuzza i contributi della panchina sacilese, comprese la difesa di D’Agnolo su Lucas e la costruzione del gioco di Cancian, sono vere e proprie chiavi di volta. La squadra di Rorai, che non pecca certo in esplosività fisica, ha pericolosi terminali offensivi in Lucas e Gri ai quali si affida però come opzione quasi unica nei momenti topici della gara. Sacile conquista una vittoria per nulla scontata e fondamentale per preparare la prossima e difficile uscita casalinga con Aviano.