Un saluto dal Presidente

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Cari amici,

alla vigilia della pausa di Natale desidero dedicarvi un pensiero di auguri e condividere con voi alcune riflessioni sulla nostra attività.

Il progetto tecnico al centro del nostro lavoro sta producendo risultati al di là delle mie più rosee aspettative. Non mi riferisco solamente alla posizione di classifica della squadra maggiore, i cui risultati sono giustamente sulla bocca di tutti, ma soprattutto alla squadra Under16 che costituisce il nostro principale motivo di orgoglio: dopo un iniziale e comprensibile tentennamento i giovani hanno trovato la giusta armonia e dimostrato voglia di lavorare insieme, per noi il primo traguardo.

Desidero ringraziare gli allenatori, i tecnici, gli accompagnatori, la preparatrice, il medico, ogni amico e genitore che si spende ogni giorno per aiutarci a raggiungere i nostri obiettivi.

Il progetto Humus é agli inizi, nonostante gli ormai 20 anni di attivitá, ma senza fattive collaborazioni con altre società sportive e con l’amministrazione comunale della nostra città non sarà possibile raggiungere traguardi di lunga scadenza: i miei sforzi sono intesi ad accrescere la reputazione della nostra societá e permetterle di migliorare ancora. Ringrazio i miei amici dirigenti senza i quali oggi non potrei essere così soddisfatto.

Voglio infine dedicare un pensiero agli sponsor, mai abbastanza numerosi, perchè gli impegni economici legati alla nostra attività non potrebbero essere onorati senza di loro.

Siamo prossimi al Natale e alla pausa dalla scuola e dal lavoro. Auguro a voi e alle vostre famiglie un periodo di serenità e riposo: che il 2017 ci porti ancora successi e soddisfazione!

Forza Humus!

Il presidente

Massimo Marletta

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Buon Basket Matteo!

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Varu andrà nel Veneto per aiutare Oderzo a salire in SerieB!

Sembrava impossibile vederlo in maglia Humus, eppure Varu ha creduto al progetto tecnico della nostra società e il sogno è diventato realtà.

Matteo è entrato nel nostro mondo in tempo per la preparazione pre-campionato unendosi al gruppo con umiltà, lavorando seriamente e contribuendo in modo significativo ai risultati conquistati fino a oggi. Il suo talento è davanti agli occhi di tutti, basta guardarlo giocare: è stato bello vederlo in maglia Humus su un parquet sacilese, ma siamo felici che possa esprimersi in un palcoscenico più nobile del nostro.

Poche parole – imitando in questo il suo stile – per ringraziarlo del ricordo che lascia di sé.

La dirigenza Humus Basket

U16 Azzano Decimo – Humus 50-62

Subito dopo la palla a due Azzano comincia a correre in contropiede mettendoci subito in difficoltá, dopo cinque minuti coach Dotta chiama minuto e riesce a risvegliarci un po’ facendoci fare un buon gioco. Il primo quarto si conclude sul 13 pari.

Nel secondo quarto noi guidiamo la partita in attacco ma, soprattutto, in difesa e il parziale si conclude sul 22-35.

Dopo la pausa lunga lasciamo la testa negli spogliatoi e si nota per il gioco sottotono tanto che Azzano pian piano erode punti e ci sta alle calcagna. 

Nell’ultimo quarto Azzano continua a correre e a realizzare arrivando a -3 a quattro minuti dal termine. Ma poi l’inerzia del gioco cambia e finalmente ritorna nelle nostre mani: segnando canestri anche in contropiede riusciamo a portarci sul +12 e a vincere la partita 50-62.  

Al di lá della preparazione fisica abbiamo visto cosí che è importante rimanere concentrati e uniti in ogni gara altrimenti si rischia una brutta figura.

Gioele Citton

Humus – Tarcento 76-47

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Con la gioia della trasferta di Tarcento di inizio stagione ormai lontanissima la prima di ritorno nascondeva qualche insidia dati i preoccupanti segnali delle ultime uscite e la capacità dei ragazzi di Andriola di sfoderare buone prestazioni. Bastano invece meno di cinque minuti a metà del terzo quarto per mettere al sicuro il risultato e per rilassare i muscoli in vista della pausa natalizia.

Partita inaugurata dai due numeri 14, Mulato e Osuji, che sfruttano i centimetri per iscriversi a referto poi i tarcentini si affidano al duo Moznic-Guadagni per impedire ai sacilesi di prendere il largo con le bombe di Bellinvia e Bovolenta. Un primo quarto sotto ritmo finisce in parità, sul 16-16.

I due coach si affidano alla panchina e si mettono in mostra capitan Martinelli fra gli udinesi e Chiesurin fra i liventini ma a guidare la gara sono sempre gli ospiti che con l’asse portante Moznic-Guadagni danno più di qualche grattacapo al quintetto di casa, che opta per discutibili scelte di tiro e che pare visibilmente fuori concentrazione. La squadra di Brecciaroli non trova più la strada del canestro dal campo o forse punta troppo sul tiro di Bellinvia che in effetti trova il centro dai 6,75 ben due volte ma che non basta a produrre fatturato. L’Humus passa alla difesa a zona e riesce ad arginare le folate offensive di Tarcento che comunque va al riposo avanti 32-28.

Non giunge immediatamente la reazione sacilese al rientro in campo dopo la sosta lunga: occorrono 4’ di alterne fasi per suggerire a Brecciaroli il minuto di sospensione. Il momento è propizio per il riaggancio, che si concretizza con una serie di affondi di Fabbro e grazie alla ritrovata verve difensiva dei padroni di casa, che spingono sul limite dei 24 secondi e all’errore i tarcentini. Dal Bello e Bovolenta si alzano sui pedali e tirano la volata a Bellinvia che con una tripla al termine di una serie smarcante di passaggi di fatto spacca la partita. Poi arriva il momento di Bovolenta, già nel gruppetto dei fuggitivi a metà gara, che nel momento topico stacca i compagni e va in fuga solitaria: recupero difensivo, canestro dalla media, capitalizzazione di un viaggio in lunetta e infine tripla. Il pubblico di Sacile è in estasi e il break del +14 pare definitivo. Ma non è finita: i sacilesi lavorano in mezzo al gruppo per contenere i tentativi di riaggancio, conquistando recuperi di palla e potenziali azioni da tre punti con Fabbro, Dal Bello e Bellinvia. Il terzo parziale è una Caporetto per gli udinesi (31-9) la cui difesa a zona nel momento migliore dei sacilesi non ha sortito alcun effetto collaterale al prodigioso attacco humussino.

Il parziale di chiusura è una passerella per i ragazzi di Brecciaroli che dall’ammiraglia dà spazio ai gregari Bomben Mack e Mulato. Buon contributo anche del solito Verardo, intanto Fabbro costringe alla foratura del quinto fallo Osuji e poi rifinisce una monumentale prestazione difensiva con una rubata in attacco dalle mani di Guadagni. Rientra anche Varuzza, sinora regista nel gruppo degli inseguitori, che scardina un pallone e trasforma in contropiede. Poi, innervosito dalle attenzioni a gioco fermo, perde lucidità e costringe gli arbitri al tecnico. Per lui rottura della catena e cambio della bici. Intanto i sacilesi tagliano il traguardo in solitaria e a braccia alzate, 76-47. Tarcento non pervenuta.

Ottimi segnali dunque per il roster sacilese, capace di vincere una gara con una prova di squadra. Nella serata in cui Bellinvia ha tirato nove volte da tre segnando però meno della metà delle volte, in cui Varuzza dalla massima distanza è stato del tutto innocuo e in cui Fabbro ha trasformato solo metà dei tentativi in area, l’Humus ha vinto di prepotenza. Grazie alle selezioni di tiro di Bellinvia, alle invenzioni di Varuzza e alla bivalenza attacco/difesa di Fabbro. In pratica se i punti deboli sacilesi sono anche i punti forti e bastano per guidare il resto della truppa anche in serate così così, e se a questo si aggiunge un monumentale Bovolenta e una ritrovata intensità difensiva allora è possibile dedicarsi con tranquillità al taglio del panettone. Serata in chiaroscuro invece per i ragazzi di Andriola, le cui zone 3-2 e 2-3 bastano solo finché i sacilesi sonnacchiano ma poi risultano anacronistiche e inadeguate a respingere gli assalti.

Humus-Tricesimo 73-66

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Reduce dal brillante successo casalingo nel derby contro Tarcento, la formazione di coach Andreotti si presentava in riva alla Livenza con i bioritmi al massimo per incontrare un Humus ancora privo di Varuzza.

Le fasi iniziali di gioco lasciano subito intravvedere in quale solco si incanalerà la partita: Clemente e Mulato ingaggiano alcuni duelli uno contro uno, inizialmente favorevoli all’ala sacilese. A referto, nei primi minuti, vanno solo giocatori in maglia bianca in virtù di percentuali altissime di realizzazione e di una difesa che non permette ai Tricesimani di bucare la retina nemmeno in appoggio a tabellone. Il 15-0 dei primi quattro minuti racconta di un dominio humussino che in realtà è solo statistico, poiché sul campo il divario tecnico non è affatto evidente. Una tripla fuori equilibrio di Sandrini e un contemporaneo errore di Mulato segnano, dopo quasi cinque minuti di azioni, il vero inizio partita degli ospiti che già alla fine del quarto si sono rifatti sotto, sul 19-12.

Un primo quarto spumeggiante lascia spazio a un secondo parziale antiestetico in cui la notizia è l’esordio del giovane Cadonà fra le fila sacilesi. Il resto è una sagra di errori da ambo le parti, favorita da difese permissive e attacchi altamente imprecisi. Il quintetto di Andreotti, indemoniato in attacco, recupera rimbalzi e si costruisce ripetute seconde occasioni di tiro ma le mani ancora tremano e il parziale prosegue con punteggio da minibasket. Nell’economia di una partita con pochi canestri anche una sola realizzazione può risultare determinante, è così che quando Brecciaroli rimette in campo Bomben e Bellinvia il loro pur minimo contributo a referto, insieme alla tripla di Chiesurin, permette ai sacilesi di portarsi a una decina di punti di vantaggio. Gli ospiti reagiscono ancora con l’1vs1 e con Zanchetta ed Ellero infilano la vena giusta. Anche Clemente entra in coppia e si rifà con gli interessi nei riguardi di Mulato prima che questi, con un ottimo taglio in area, trasformati in sottomano un bel canestro. Finalmente entra in partita anche Gozzi, che trascina Tricesimo sul 36-31 di metà partita.

Brecciaroli sembra aver infuso rinnovata aggressività nei suoi ragazzi ma la reazione alla ripresa è un fuoco di paglia e l’inerzia del gioco, passata in mano agli ospiti già prima della pausa, rimane appannaggio dei Tricesimani anche alla ripresa. Il sacilese Bovolenta è l’unico a emergere in mezzo alla confusione del suo attacco, incapace di ferire in transizione ma anche di costruire buoni tiri. La carenza di idee e di esplosività nelle gambe sono il viatico al recupero degli udinesi, guidati da un ispiratissimo Gozzi, che a metà tempo impattano il risultato. La sensazione è che l’attacco sacilesi sia invischiato nei ritmi lenti del palleggio di Boaro e compagni e che tanto basti per mandare al tappeto l’anemica squadra di casa. I Tricesimani sono padroni del campo e il rumoreggiare del pubblico per un paio di chiamate arbitrali dubbie sono sintomo di frustrazione per una prestazione insoddisfacente. E quando Fabbro divora un bell’assist che lo libera da solo sotto canestro Brecciaroli cerca in panchina qualche idea utile e trova ancora una volta in Verardo l’uomo giusto, capace di mettere in fila quelle due cosette di poco conto che fanno però molto bene alla gestione della gara. E’ suo il canestro su tiro in arresto che permette ai liventini di chiudere avanti anche il terzo quarto, benché di minima misura, sul 49-47.

E’ suo anche il canestro che apre l’ultimo tempo, fatica che però è subito vanificata dal bersaglio di Ellero. La velocità delle azioni è sempre bassa e si gioca per i post bassi alla ricerca di una soluzione spalle a canestro o di uno scarico per il tiro dalla breve distanza. Sono proprio i jumper dalla media a scandire la partita, il cui risultato di mantiene sul filo della parità, fatta eccezione per una transizione capitalizzata da Dal Bello. La ricerca di velocità e di contropiede costa qualche possesso di troppo ai sacilesi, che vanificano con lanci lunghi i preziosi recuperi difensivi. Il tiro dalla grande distanza non funziona non solo perché a Bellinvia trema la mano ma perché trema a tutti i tiratori, compresi Bravin e compagni. E’ così che sale in cattedra Bovolenta, già in evidenza in precedenti fasi della partita, che confeziona il mini-break a 4’33” che porta l’Humus sul 59-55 e costringe Andreotti a fermare il gioco per un minuto di sospensione. L’idea del coach udinese è di mettere la bavaglia al centro sacilese, l’unico veramente in palla, raddoppiandolo appena riceva palla. Al rientro la misura funziona e sul rovesciamento di fronte Bravin trova la bomba del 63-60 a 3’00”. Questa volta è Brecciaroli che corre ai ripari con la sospensione decidendo di puntare tutto sul suo lungo principale. Ma al rientro è Dal Bello a proseguire il lavoro, poi Bovolenta trova un altro favoloso fade away che taglia le gambe ai Tricesimani. Gli udinesi tentano il tutto per tutto nell’ultimo minuto ma trovano una vigorosa stoppata di Fabbro su Clemente a sancire, prima di ulteriori inutili segnature, la vittoria dei liventini che in definitiva la spuntano per 73-66.

Matura così una delle vittorie più sofferte dei sacilesi che riescono a tenere in piedi una gara nonostante l’evidente carenza di ispirazione. Il trend delle ultime tre uscite non è rassicurante se il riferimento è alla pressione difensiva e all’accuratezza al tiro, ma anche a fronte di una tale tendenza sono arrivati segnali positivi nella capacità di gestire punto a punto le gare.  Termina con un bilancio oltremodo roseo il girone di andata: un capitale di punti prezioso per il raggiungimento dell’obiettivo minimo di stagione, la salvezza.

U16 Humus – Basket Maniago 56-51

 

6^di campionato e finalmente prima partita casalinga per i ragazzi di coach Dotta. Una partita non facile per i sacilesi che devono affrontare il maniago, battuto solo dal Collinare.

La partita è inizialmente statica ma dopo un primo time out da parte dei padroni di casa si inizia a giocare in maniera più decisa.

Quaranta minuti molto intensi a parte qualche calo di concentrazione di  entrambe le squadre ma nonostante ciò é stata una partita molto equilibrata.

La pressione difensiva del Maniago porta solo problemi di falli visto che l’Humus riesce ad impostare le sue azioni senza troppi problemi. Tempo solo per l’uscita per raggiunto limite di falli di Gioele Citton e la gara si conclude con il massimo vantaggio di 5 punti per i sacilesi.

Christian Mariotto

U16 Fiume Veneto – Humus 57-74

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Partita numero 4 della nostra squadra a Fiume Veneto, iniziata non nel migliore dei modi ma neanche nel peggiore infatti eravamo sopra di qualche punto.

Nel secondo quarto siamo migliorati rispetto al primo e il vantaggio si è ancora più allungato, grazie anche a tiri entrati di fortuna (come detto dal Coach); è proprio alla fine del secondo quarto che la retina va in fiamme grazie a un tiro all’ultimo secondo di Vincenzo Maiorana.

Rientrati in campo abbiamo iniziato a svegliarci e ad aumentare il distacco di 23 punti; alla fine dell’ultimo quarto ci hanno recuperato e abbiamo rischiato il pareggio, per fortuna è andata bene ed abbiamo vinto.

Una bella partita molto combattuta da tutte e due le squadre ma ne siamo usciti vincitori noi!

Matteo Giust

CBU – Humus 66-72

WP_20161202_21_26_38_Pro.jpgSmaltite le tossine della partita contro Casarsa la decima di campionato portava i sacilesi in terra udinese contro una formazione sulla carta più abbordabile dei casarsesi, la CBU, per un incontro in cui le insidie principali risiedevano nel livello di motivazione dei giocatori ospiti dopo la soddisfazione dell’ultima partita casalinga.

Il testimone in partenza è in mano ai tiratori, che si sfidano dalla linea dei 6,75, con Kos e Bellinvia a inaugurare il referto. Ritmo da riscaldamento nelle prime fasi di gioco e surreale silenzio nei momenti di pausa fanno da teatro di uno strano fallo intenzionale fischiato a Maran dopo una persa in attacco, che manda Bovolenta in lunetta e concede un possesso addizionale ai sacilesi. La strategia difensiva organizzata da coach Seclì che intende rallentare la costruzione del gioco sacilese raddoppiando i palleggiatori sul vertice dell’area meriterebbe miglior sorte, invece si trasforma in un harakiri poiché libera importanti linee di passaggio sotto canestro per Dal Bello e Mulato che portano avanti i liventini. In attacco i padroni di casa scelgono come prima opzione il tiro da fuori ma la mira è imprecisa; poi uno spunto di Bon che capitalizza un gioco da tre e un piazzato dalla media permette alla CBU di contenere lo svantaggio e il quarto si chiude, dopo un batti e ribatti da tre di Codutti e Dal Bello, sul 17-21.

I sacilesi sembrano aver scaldato i muscoli e ripartono con maggior determinazione nel secondo quarto ma il principale terminale offensivo, Fabbro, brucia una facile occasione e reagisce con un fallo di frustrazione. Poi si fa perdonare centrando il canestro dai 6,75. I tiratori CBU non sono ancora in vena, allora ci prova Maran dal vertice centrale dell’area a sfidare in isolamento il marcatore avversario, lasciando intravvedere il nuovo copione offensivo degli udinesi: l’1vs1. Intanto Brecciaroli avvicenda il suo quintetto dando minuti a Verardo, Chiesurin e Mack: dopo un paio di passaggi a vuoto, Maran sfrutta il mismatch su Verardo e segna tre canestri consecutivi con movimenti spalle a canestro. Anche i sacilesi cambiano approccio offensivo e, ispirati da un ottimo Chiesurin, inseriscono il pilota automatico nei contropiedi mandando a referto Fabbro, Bellinvia e Dal Bello. Il loro buon momento culmina con il 31-43 di metà partita.

Nella ripresa i primi segnali sono di confusione, come se non ci fosse un chiaro piano di gioco, e per metà tempo il gioco risulta poco gradevole. Gli udinesi puntano ancora sull’1vs1 mentre i liventini si sforzano di organizzare un attacco schierato ma Mulato, al quale sono indirizzati gli assist migliori, spreca troppe occasioni e solo una preziosa tripla di Chiesurin consente agli humussini di mantenere un minimo di inerzia. La sequenza di tre centri dai 6,75 inaugurata proprio da Chiesurin e completata a stretto giro di cronometro da Londero (da oltre 7 metri) e Bovolenta è il preludio a un’ottima penetrazione di Fabbro e al conseguente minuto di sospensione per il quintetto di Seclì, preoccupato dalla fuga dei sacilesi. Aumenta la pressione difensiva degli udinesi ma ancora una volta la manovra dà vantaggio ai sacilesi, che trovano nelle accelerazioni con partenza dalla difesa il miglior linguaggio per esprimere il loro potenziale.

Il solco è oramai prossimo ai venti punti, e la partita virtualmente chiusa, quando inizia l’ultimo parziale. L’idea di elevare l’intensità difensiva di coach Seclì comincia a produrre qualche effetto quando Fabbro e compagni inanellano una sequenza di errori e palle perse. Kos e compagni vedono la luce e, passo dopo passo, mettono la basi della rimonta. Nonostante le preghiere, i ragazzi di Brecciaroli impazziscono come una maionese amalgamata male, offrendo al pubblico un campionario di inqualificabili selezioni di tiro. Una tripla di Bon e un Londero in formato supereroe firmano il poderoso parziale che prima porta la CBU a meno di dieci lunghezze e poi a un paio di possessi di svantaggio. La progressione culmina con il 64-68 quando mancano ancora tre giri di lancette: durante l’ennesimo minuto di sospensione, il coach sacilese riesce a risvegliare l’orgoglio dei suoi giocatori, che rientrano con rinnovata motivazione e ritrovano la difesa aggressiva che nella prima metà partita aveva permesso la fuga. Un paio di recuperi e due canestri di Bellinvia e Dal Bello sono sufficienti a produrre il colpo di reni necessario a tagliare per primi il traguardo, sul 66-72.

Scampato il pericolo resta la considerazione che per la seconda partita consecutiva la presunzione di aver chiuso i conti rischia di costare cara. La catalessi in cui cadono i giocatori sacilesi, che trasforma bellissime prestazioni di squadra in brutte figure che solo l’abbrivio del grande distacco assicura i due punti, è un trend che nel prosieguo del torneo potrebbe causare dei dispiaceri se il gruppo non troverà le adeguate contromisure; la precauzionale assenza di Varuzza nella partita contro la CBU non costituisce attenuante al caso. Buona la prestazione di Kos e Londero non basta al roster udinese, che paga il dazio di una panchina corta nel bilancio dei quaranta minuti.