Humus – Casarsa 73-64

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Nella partita di cartello della nona di andata si confrontavano i due coach più vincenti del campionato: De Stefano alla guida di un roster ancora imbattuto e Brecciaroli alla guida dei neopromossi sacilesi. L’esordio contro l’esperienza, l’emozione contro la gestione. In pratica: Humus contro Casarsa. Tanto è bastato per convincere il pubblico delle grandi occasioni a riempire il Palamicheletto, per un evento che ha ridato vita ai ricordi del Basket che conta a Sacile, sopiti nelle memorie di molti autorevoli convenuti.

Ritmo sostenuto nelle primissime azioni porta scelte affrettate di tiro e un paio di perse per parte. Al comando però vanno i sacilesi grazie a tre canestri in transizione di Varuzza, Bovolenta e Dal Bello nonostante Cristofoli abbia scaldato la mano dalla lunga. Varuzza beneficia del prematuro esaurimento del bonus falli degli ospiti sostando per vari turni di tiro dalla lunetta mentre in difesa funziona l’interdizione sul palleggiatore in fase di costruzione del gioco. Il quintetto di casa fallisce qualche facile soluzione ma è tenuto a galla da Fabbro e Bovolenta che catturano rimbalzi importanti trasformando i secondi possessi. Il pubblico apprezza anche lo spettacolo di un assist dietro la schiena di Varuzza per Bovolenta. Sirena di fine primo quarto sul 17-12 per i sacilesi.

La trama offensiva di Casarsa ricorda lo schema base della pallamano: play e ali a ruotare senza palla nelle posizioni alte fuori area, alla ricerca del pertugio per bucare in verticale la difesa. Il principale terminale è Cristante, che tuttavia non produce danni nella difesa a uomo. Chiesurin toglie l’intonaco dai muri con una tripla in una fase di difficoltà del suo quintetto contro la difesa schierata. I sacilesi non pungono nemmeno in contropiede, per l’eccessiva pigrizia degli esterni, ma è ancora Fabbro a produrre le cose più belle in penetrazione. La partita sembra mettersi bene per i liventini, che pur sprecando molte occasioni riescono, con l’efficace difesa sul play di Bomben, a ostacolare la costruzione delle azioni. E anche quando il pallone arriva nelle mani di D’Angelo (uno dei più forti nel suo ruolo) ci pensa Bovolenta a sventare la minaccia. E’ fase difensiva la chiave della partita: gli humussini hanno elevato il volume della loro intensità, anche grazie a un ottimo Verardo, mandando in secca l’incrociatore casarsese, ma il break del roster di Brecciaroli prende forma con la tripla Bellinvia che spella le mani del pubblico casalingo e scava il solco: 31-16. Un paio di fischi dubbi indispongono la panca sacilese e in particolare Bellinvia, che colpevole di fallo tecnico per proteste. Sugli scudi a fil di sirena anche Dal Bello, che sfonda la retina con la tripla che segna il nuovo massimo vantaggio: 38-18.

Il pubblico sacilese sostiene il buon momento dei propri beniamini anche in avvio di terzo parziale, quando Bovolenta riprende a seminare panico in area avversaria. Le percentuali ai liberi del roster humussino, maturato con ottime prestazioni già nella prima parte di partita, trasforma il solco in voragine nel peggior momento dei casarsesi e culminato con la crisi nervosa di Pignaton, colpevole di fallo intenzionale e, sulle successive proteste, di fallo tecnico. Sul 48-25, a poco più di metà terzo quarto, De Stefano chiama minuto per spezzare il ritmo e rilassare le tensioni.  Al rientro è invece l’Humus a rilassarsi e a sporcare le percentuali realizzative ai liberi pur continuando a dominare a rimbalzo. Gli ospiti ci provano anche abbozzando il pressing sulla rimessa dal fondo ma in attacco trovano la strada sbarrata da Bovolenta. Il linguaggio del corpo della panchina ospite trasmette un apparente messaggio di resa, anche perché in campo Cristante non trova il centro né con numerosi tentativi in penetrazione né da tre. Intanto il metro arbitrale consente qualche carezza di troppo sotto canestro, a vantaggio del maggior peso dei sacilesi, e vista la malparata D’Angelo e compagnia provano con l’artiglieria da lontano riuscendo, almeno, a fermare l’emorragia. L’inversione termica della partita avviene nelle ultime azioni del terzo quarto, quando un fallo di Dal Bello su Cristofoli per il gioco da tre e alcune perse in palleggio dei sacilesi mandano su tutte le furie Brecciaroli. Il vantaggio dei suoi potrebbe essere di molte più lunghezze, invece è di 18 punti: 53-35.

Certamente un congruo vantaggio, se non fosse che era stato anche di oltre 20 punti e che anche l’ultima ripresa si apre all’insegna del buon momento dei casarsesi. De Stefano opta per la ricerca di soluzioni veloci per moltiplicare le occasioni di tiro quindi aumentare le chance di rientro. Un contropiede in solitudine di Bellinvia su lancio baseball di Varuzza riaccende la luce dei liventini, ma le maglie di entrambe le difese si sono allargate e i casarsesi continuano la loro lenta erosione del vantaggio avversario. Lo spettro dei 10 punti di vantaggio si fa più nitido e azione dopo azione anche riemerge anche la capacità realizzativa di Cristante e compagni, specialmente con la tripla di Cristofoli sulla sirena dei 24 secondi. Il linguaggio del corpo osservato nel terzo quarto non era un segno di resa, ma l’impronta   compassata di De Stefano, che anche nel momento di maggior pressione ed efficacia dei suoi non perde il controllo. Il buon uso del corpo di Verardo ritarda il rientro dei casarseri, ma una nuova tripla di Cristante e le ripetute incomprensioni di Varuzza con Bellinvia e Verardo cominciano a preoccupare davvero. Il play humussino si rifà subito con un canestro pesante poi Cristante, prima a cronometro fermo e poi con un gioco da tre, riporta in gioco i suoi, sul 69-60 a 1’41”. Il limite psicologico dei 10 punti è stato infranto e i sacilesi rischiano grosso. La paura comincia a pesare nelle gambe, la stanchezza è visibile, ma Fabbro stoppa Cristante in penetrazione e guadagna il possesso, poi nuova stoppata ancora su Cristante producono i due possessi più importanti della gara, preludio ai due liberi di Varuzza che chiudono la contesa, lasciando il tempo ad azioni che non cambiano l’esito della gara. Finisce 74-63.

Va in archivio una serata di Basket indimenticabile per l’Humus, che incassa una meritata vittoria e l’onore di affiancare proprio i casarsesi in cima alla classifica. Discreto il livello di gioco dei rispettivi attacchi, evidentemente condizionati dalla tensione per il risultato, buona invece l’intensità difensiva. Migliore lo stato di forma dei ragazzi di De Stefano, più esplosivi nei duelli uomo contro uomo e tuttavia più imprecisi, ma alla fine ha prevalso la maggiore concentrazione dei padroni di casa. I lunghi sacilesi hanno avuto la meglio sugli omologhi avversari ma la strategia di Brecciaroli di rallentare la costruzione dell’azione ha determinato più di tutto l’esito della partita. Cristofoli e Cristante hanno una volta ancora dimostrato di essere in grado di ribaltare l’esito della partita partendo anche da pesanti passivi, per questo il principale merito del roster sacilese è di aver impedito un tale epilogo. Dopo tanti anni si può finalmente affermare che il Basket che conta è tornato stabilmente a Sacile.

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Cussignacco – Humus 50-65

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Una serie di turbolenze sono annunciate prima della discesa verso il giro di boa di metà del campionato, la prima delle quali era la trasferta di Cussignacco. La squadra udinese, fra le principali preoccupazioni di coach Brecciaroli dopo l’assenza di Bellinvia, si presentava all’incontro con i sacilesi in striscia positiva da quattro giornate.

E infatti l’avvio di gara è di segno udinese, anzi di Andrea Gabai, che sfruttando gli iniziali errori sacilesi piazza un parziale di 4-0. Ci vuole la grinta di Bomben per rompere il ghiaccio fra ospiti, che si tengono a ruota con Mulato e Bovolenta, poi si abbatte la tegola che condiziona la partita degli humussini: l’infortunio di Varuzza che lo toglie definitivamente la partita (caviglia fuori uso). Ci pensa Fabbro a togliere le castagne dal fuoco: dopo essersi scaldato le mani dal campo il centro liventino trova una preziosa tripla, solo temporaneamente ribattuta dalla distanza da Tomat. La sua striscia di nove punti consecutivi, insieme alla tripla di fine quarto di Bovolenta, confezionano il break che chiudono il parziale di apertura sul 9-17.

L’inerzia è nelle mani dell’Humus, che trova con Dal Bello buoni recuperi, ma il quintetto di Brecciaroli non riesce ad allungare. Intanto Paolo Gabai inaugura il più buon momento dei padroni di casa prima di passare il testimone a Lauzana: con un misto di soluzioni dalla media e di penetrazioni i ragazzi di Stradolini accorciano e si portano a -2. Lauzana sigla otto punti consecutivi, che insieme ai cinque consecutivi di Feruglio mettono alle corde gli humussini. I liventini concedono troppi secondi tiri e si fanno sorprendere in transizione, mentre in attacco inanellano una serie troppo lunga di errori da sotto. Sono Dal Bello e Bovolenta a reggere da soli il peso dell’attacco, ma il bottino a fine quarto sarà in tutto di 12 punti contro i 22 degli avversari, che negli ultimi 7 secondi trovano due liberi per un intenzionale di Mack e sul successivo possesso anche una tripla di tabella con Paolo Gabai, esattamente sulla sirena.

La ramanzina di Brecciaroli durante la paura deve essere stata severa, perché al rientro il piglio dei suoi è diverso. La difesa riesce nell’importante lavoro di recupero di possessi ma la messa fuoco dell’attacco continua a non funzionare. Anche Lauzana e compagni non combinano più di tanto e la tripla di Dal Bello in un quarto dal bassissimo punteggio vale oro colato. L’alley-oop di Bovolenta su assist di Chiesurin in un momento cruciale meriterebbe miglior sorte, intanto anche Fabbro brucia facili occasioni. Ma la determinazione del quintetto ospite è decisamente maggiore e alla lunga i tentativi di penetrazione producono l’effetto di caricare di falli la difesa di Cussignacco. Il sorpasso arriva a metà tempo, 32-34, poi i sacilesi si mantengono in vantaggio di un paio di possessi in una gara zeppa di errori e dalla bassa qualità del gioco. La tensione è palpabile ma a subirne gli effetti sono più i padroni di casa che gli ospiti, che trovano in Quitadamo un buon appoggio nella rotazione di palla. Al termine dei dieci di gioco ancora una cattiva gestione del possesso di palla rischia di costare caro ai sacilesi, ma la tripla a suon di sirena trova solo il ferro.

La grande incertezza prima dell’ultima pausa viene spazzata via in avvio del quarto di chiusura dal nuovo gioco da tre punti di Fabbro e da tre sontuosi recuperi difensivi di Bomben e Quitadamo. Dopo due minuti i sacilesi sono avanti di cinque punti mentre Cussignacco deve ancora inaugurare il referto. Un’altra lacrima di Fabbro in mezzo ancora a tanti errori e a metà dell’ultimo parziale l’Humus sembra aver trovato la quadratura. In effetti il duo Fabbro-Bovolenta confeziona la bellezza di 19 punti il che è sufficiente a decretare la fine della partita con un paio di minuti di anticipo. Feruglio, Lauzana e Paolo Gabai ci provano ma le energie sono al lumicino, soprattutto sono alla frutta dal punto di vista mentale: allo spunto finale dei sacilesi non hanno saputo dare ulteriore contrasto, finisce 50-65.

Grande prova di orgoglio di Fabbro e compagni, che trovano un importante successo in una serata in cui il gioco non si è praticamente visto. L’assenza di Bellinvia e il vuoto lasciato dall’infortunio di Varuzza erano evidenti ma la volontà è stata determinante per chiudere le falle e condurre in porto la nave. Importante prestazione di Fabbro, nonostante i numerosi errori, e considerevoli contributi di Dal Bello e Quitadamo. Particolare nota di merito per Bovolenta, in serata di grazia al centro in difesa e autore dei canestri più importanti nelle fasi delicate della partita.

Il risultato maturato fuoricasa, difronte a un’avversaria in striscia positiva e con formazione rimaneggiata, è un segnale molto importante per coach Brecciaroli: se accanto alla determinazione i suoi ritroveranno anche il gioco il prosieguo del campionato si farà molto interessante.

Superata la turbolenza di Cussignacco si preannunciano forti scossoni la prossima settimana, quando al Palamicheletto farà tappa l’imbattuta capolista.

Humus – Geatti Basket Time 81-56

Geatti.jpgSocietà da anni in bilico fra la SerieD e la CSilver, l’USD Basket Time Udine si presentava a Sacile dopo la sconfitta di misura nel derby udinese, ospite di un Humus imbattuto al Palamicheletto che recuperava in extremis alcuni componenti del quintetto.

Partenza sprint dei sacilesi che stordiscono a suon di triple gli udinesi, con Bellinvia Varuzza e Bovolenta sugli scudi (il centro sacilese catturerà ben 13 rimbalzi). Sul parquet si fa largo anche Dal Bello, che timbra il cartellino con buone soluzioni da sotto. Difronte allo strapotere dei padroni di casa non possono molto Lubian Gelsomini e Bellina, che assistono da comprimari al parziale che chiude di fatto la partita. La pur corale prova d’attacco degli udinesi fattura 17 punti, insufficienti difronte ai 31 degli incursori humussini.

Nel secondo quarto i giocatori di coach Brecciaroli aumentano l’intensità difensiva e con Dal Bello in serata e un Bomben normalmente indiavolato arginano le velleità offensive di Sandri e compagni che trovano pochi punti dal campo e molti ai liberi. Chiesurin e Verardo approfittano del minutaggio per iscriversi a referto nel frattempo Antoniolli trova la misura dai 6,75 in ben due occasioni, ma alla fine del quarto i sacilesi hanno nuovamente la meglio e il divario a metà partita è ormai di 22 punti.

Nel terzo quarto Brecciaroli affida il lavoro a rimbalzo a Mulato, che pur senza sfondare mette a frutto la fiducia con alcuni recuperi. Lo schema offensivo degli ospiti è unicamente asservito ai tentativi di tripla di Antoniolli e il quintetto di coach Di Leo apre un break di 5-0. Ma non basta, il basso ritmo della gara è un favore ai padroni di casa che pur sbagliando mantengono il controllo. Il quarto scivola via con pochi spunti di rilievo, eccezion fatta per un tripla di Feruglio in faccia a Bovolenta e nel successivo contrattacco del lungo sacilese che prima recupera una vagante su tiro sbilenco di Varuzza e poi segna con un tiro in arresto. Di Leo tenta di scompigliare i capelli dei liventini chiedendo ai suoi di difendere alti sulla rimessa, ma un approccio ancora una volta poco convinto determina la reazione dei sacilesi ai quali basta aumentare di poco l’intensità per togliersi il fastidio di dosso. Prima della fine minuti d’aria anche per Mack e il tempo per coach Di Leo di allargare le braccia in segno di resa dopo una bomba di Varuzza. Feruglio ci prende gusto e segna una seconda tripla ma anche il terzo quarto è di marca humussina, con un parziale di 20-16.

Nel quarto di chiusura gli humussini mettono la gara sottovuoto. Statistiche invernali registrano una picchiata delle percentuali al tiro e una pioggia di palle perse; punti se ne vedono pochi. Ci vogliono addirittura tre minuti per assitere al primo canestro di Bellinvia per i sacilesi e un altro minuto per vedere il secondo; gli humussini fanno accademia senza essere cadetti, perdendosi in lente transizioni. Per loro fortuna, o forse grazie a questo, nemmeno Versolato e compagni brillano di luce propria sicché un orrendo quarto parziale consegna il finale di 81-56. Nelle tenebre si accende la luce dell’esordiente under16 Vincenzo Maiorana, il cui ingresso in campo è accolto dall’entusiasmo del pubblico amico.

Troppo pochi i centimetri e i chili del roster udinese per impensierire i sacilesi in casa loro, così un dimesso Basket Time rientra dalla trasferta con pochi spunti positivi. Una prestazione finalmente brillante del roster di Brecciaroli va certo a loro discolpa, ma Sandri e compagni hanno impensierito solo sulla carta. Superlativa per almeno due quarti la prestazione degli arancio-blu e di Bovolenta, alla sua miglior prestazione dall’inizio del torneo. La modalità “cruise control” dell’ultimo quarto non giova allo spettacolo ma quello che conta è il controllo della gara, mai venuto meno, e se ciò lascia spazio alle sperimentazioni allora tutto torna a posto.

Humus-Gonars 70-62

Correva il mese di maggio quando Gonars e Humus si contendevano l’accesso alla finale regionale, la sesta giornata non era dunque la prima volta delle due società. Ancora al palo in classifica, Gonars sbarcava in riva al Livenza dopo aver quasi fermato i capoclassifica e con sufficiente determinazione per riuscire nello sgambetto ai padroni di casa.

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Le prime azioni della gara sono favorevoli al quintetto di casa che, approfittando del ritmo blando concesso alle azioni dagli avversari, mettono a segno alcune buone transizioni. Si mette in mostra anche Mulato, prima di lasciare spazio a Fabbro. Il buon inizio fa calare subito la concentrazione e sopraggiungere una certa sufficienza al tiro e così Pozzi, Menon e Baldo, per nulla scomposti dall’avvio dei sacilesi, ne approfittano per tenersi a debita distanza. Ritmi per nulla elevati per entrambi i quintetti, che sembrano risparmiarsi quando si tratta di difendere. Varuzza calibra la mira e dopo due triple fortunose ne mette altre due in uscita dal blocco, ma la superiorità sacilese è solo sulla carta: alla fine del primo quarto il vantaggio è risicato, 26-22.

Nel secondo quarto Brecciaroli si affida ai suoi gregari e dà spazio a Bomben e a capitan Verardo, ma nei primi tre minuti di ostilità succede poco o nulla. Difronte alla scarsa concentrazione dei suoi, chiede allora un minuto di sospensione ma al rientro l’inerzia è cambiata: la loro difesa concede troppi secondi tiri ai gonarsesi che perfezionano il riaggancio con un bel canestro in reverse di Pozzi. Una bomba di Bellinvia è subito contraccambiata da Zanzaro, poi termina un brutto secondo quarto, con gli humussini avanti di un solo possesso: 40-37.

I ragazzi di Brecciaroli rimangono però idealmente negli spogliatoi perché il terzo quarto è il parziale dei ragazzi di coach Stroppolo. Oltre a non elevare la qualità della propria difesa i sacilesi crollano sul piano delle statistiche per i troppi errori sia nel controllo di palla sia nel tiro. E’ aperto un parziale di 5-0 quando Padovani e Schincariol costringono Brecciaroli a passare a zona ma subito Pozzi, addirittura dai 6,75, caccia ancora più giù gli humussini che dopo 5 minuti devono ancora violare la retina nonostante le occasioni ai liberi. Poca motivazione e distrazione sono alla base della lunghissima serie di errori e in un amen i liventini sprofondano a -9. I ragazzi di Stroppolo, continuando a giocare con calma e lucidità, mettono in scacco i sacilesi che solo sul finale di quarto trovano il modo di contenere l’emorragia. All’ultimo riposo sono sotto 47-54.

Retine inviolate per oltre un minuto a inizio di ultimo quarto, complici numerosi falli in attacco su blocchi irregolari. Bomben e Verardo non esitano a gettarsi a terra pur recuperare ogni pallone, segno che il livello della difesa sacilese si è finalmente alzato, ciononostante Versolato trova il modo di segnare in faccia a Fabbro. I gonarsesi sembrano un po’ a corto di energie e sotto pressione la loro capacità realizzativa comincia a scricchiolare. Brecciaroli mischia ancora una volta le carte ritornando a zona mentre in attacco i corpo a corpo generano svariati viaggi in lunetta, che in regime di bonus consentono a Chiesurin e compagni di rosicchiare via via punti, fino al 54-56 a 6’30 dalla fine. Le cose sembrano mettersi finalmente bene e il pubblico gradisce ripagando con un rumoroso sostegno. L’aggancio è opera di Verardo in appoggio, poi l’ala firma anche il sorpasso con un libero. Gli ospiti sono in debito di ossigeno e indugiano in prolungati palleggi e senza trovare utili linee di passaggio sono costretti anche al tiro dagli 8 metri. Si prosegue punto a punto fino al 60-59 quanto mancano 4’ alla fine: i recuperi difensivi e i contropiede di Fabbro Bellinvia e Verardo tornano a far male. Sul 64-59 con meno di tre giri di lancette l’inerzia è tutta a favore dei liventini, e quando la ragnatela difensiva ordita da Chiesurin e Fabbro produce un nuovo recupero che dà il “la” ad una nuova azione d’attacco la partita sembra segnata. E lo è effettivamente perché sul ribaltamento di fronte gli humussini confezionano l’azione che manda in visibilio i loro tifosi: Bellinvia trova una linea di passaggio su Chiesurin, in taglio sulla linea di fondo, che prima di concludere scarica un ottimo assist per Verardo che trasforma. Per gli ospiti è l’epilogo: il black out offensivo li condanna definitivamente e la tripla Pozzi serve solo a rendere meno pesante il passivo. Finisce 70-62.

Il confronto fra le due neopromosse arride quindi al roster di Sacile che incamera la terza vittoria consecutiva: gioca bene nel primo quarto e domina nell’ultimo, nonostante nei due quarti centrali si sia fatto metter sotto dalla calma determinazione dei ragazzi di Stroppolo. I favori del pronostico rischiano di costare cari all’Humus che dopo un avvio positivo si scioglie come neve al sole, proseguendo il trend che lo ha visto ridurre di partita in partita l’aggressività in campo. La reazione arrivata, permettendo di rimettere in piedi una gara giusto in tempo, ma nel prosieguo del campionato non andrà sempre così. Un complimento a Gonars, che certamente non merita l’attuale posizione di classifica, per aver messo alla frusta i sacilesi dopo aver quasi compiuto l’impresa con Casarsa: i risultati delle ultime giornate di campionato mostrano una certa inversione di tendenza nella scala dei valori ed è probabile che nelle prossime domeniche arriverà qualche risultato a sorpresa. Fra questi, sicuramente ve ne sarà uno a favore dei ragazzi di Stroppolo.

Portogruaro – Humus 59-74

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Casarsa di misura a Gonars, Aviano come un rullo a Rorai. Alla vigilia della trasferta in terra veneta, le avversarie dirette di classifica dei sacilesi avevano già segnato il passo. Ma il turno infrasettimanale di campionato non presentava insidie solamente dagli altri campi: la principale era indubbiamente il roster portogruarese alle prese con un inizio di torneo non del tutto soddisfacente e desideroso quanto prima di rifarsi.

Partita condotta da subito dai sacilesi, che si impadroniscono del primo quarto con una solida prova corale e ben sei giocatori a referto. I quintetti si affrontano a viso aperto, con abbondante energia e difese a uomo. Altissima in alcuni casi quella di Portogruaro, arma però a doppio taglio perché se pur riesce a rubare qualche possesso dall’altra si espone – complici difettosi raddoppi difensivi – allo smarcamento dell’attaccante avversario. La squadra di coach Ostan è troppo dipendente dall’asse Fantuz-Nosella e non basta una buona tripla di Visentin per tenersi in scia dei sacilesi, che chiudono avanti 16-23 il primo quarto.

Le difese aumentano di intensità nel secondo quarto e il punteggio ne risente (13-16 il parziale dei dieci minuti) con i sacilesi a distribuirsi occasioni di tiro e punti mentre i portogruaresi si affidano ancora agli assoli di Nosella e Fantuz. Si apre una falla nello scafo portogruarese ad ogni perdita di possesso offensivo – la velocità di Varuzza e Bomben è doppia rispetto a quella del quintetto di casa – e solo una cronica imprecisione nelle conclusioni degli esterni arancio-blu tiene a galla i padroni di casa. E’ proprio la propensione allo spreco dei liventini a tenere in piedi la gara, sul 29-39 quando suona la sirena del riposo.

All’inizio della ripresa i ragazzi di Ostan giocano il tutto per tutto con il pressing difensivo che produce alcuni recuperi convertiti ancora dal duo Nosella-Fanton. Il distacco si fa di un paio di possessi, quanto basta a Brecciaroli per chiamare un minuto di sospensione e riorganizzare la difesa. Gli humussini riprendono le redini del comando grazie anche alle provvidenziali triple di Bellinvia e Fabbro e quello che sembrava un brutto momento per il quintetto di Varuzza diventa invece il quarto definitivo, che pone fine alla gara e proietta i sacilesi a +17 (42-59).

Ma i portogruaresi non sono ancora domi e a dispetto del distacco nel punteggio continuano a imbastire il loro gioco anche nel quarto di chiusura. Il talento certo non manca, mancano piuttosto le opzioni alternative, e lo si vede a referto: nella seconda metà partita il solo canestro non firmato dalla premiata ditta Nosella-Fanton è di Baruzzo e risale ancora al terzo quarto. Poi Brecciaroli spegne ogni velleità di recupero con la difesa a zona, concedendo comunque ai portogruaresi l’onore delle armi e di fare proprio il parziale dell’ultimo quarto (17-15).

La terza trasferta consecutiva dei sacilesi si conclude dunque nel migliore dei modi e con alcuni segnali positivi: l’ambientamento di Varuzza in una categoria in cui le “carezze” nei riguardi dei portatori di palla non sono considerate fallose, la conferma di solidità a tutto campo di Fabbro e Verardo e soprattutto la ritrovata carica energetica di Bomben. Degne di nota anche l’intensità difensiva e la costruzione di gioco di Dal Bello, febbricitante, nei momenti di rifiato di Varuzza e la tenuta del campo del giovane Mulato.

La serata che chiude il ciclo di tre trasferte e che ha visto un emozionato capitano portogruarese di lungo corso – Chiesurin – rientrare in patria come avversario, tira la volata alla prossima battaglia nel derby casalingo delle neopromosse con Gonars, compagine ancora al palo ma che ha dato ultimamente importanti segnali di recupero.