Sistema BK – Humus 68-83

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Dopo la sconfitta avianese, l’occasione della rivincita per capitan Chiesurin e compagni andava ricercata nuovamente fuori casa, nel confronto con i giovani di coach Spangaro. La trasferta che per molti giocatori sacilesi evocava ricordi più o meno lontani, e contrastanti sentimenti, ha consegnato alla cronaca anche l’esordio di un under16 Humus: Gioele Citton. Una prima volta che non ha lasciato traccia sul punteggio a referto ma che è stata salutata con orgoglio e soddisfazione dalla dirigenza Humus, per la quale questo piccolo evento ha contato forse più del risultato della partita.

L’avvio di gara dei sacilesi non è dei più brillanti: dopo un buon canestro di Bomben arrivano subito tre errori consecutivi. Colombo e Mio ne approfittano portando la loro squadra avanti nel punteggio, mentre le incursioni in palleggio di Migliorini mettono alla frusta lo scivolamento laterale dei difensori di Brecciaroli, troppo rigidi sulle gambe. Brecciaroli ha optato per un quintetto “operaio” che però scarseggia in reattività e nonostante Mulato catturi importanti rimbalzi la conversione in punti riesce solo in parte. L’intera panchina di Spangaro pare stimolata dalla temporanea assenza di capitan Tagliamentoe praticamente tutti i giocatori schierati in campo contribuiscono alla buona performance complessiva. Feletto con una tripla accende l’entusiasmo di suoi mentre sull’altra sponda si susseguono errori banali al tiro anche da sotto canestro. Il ritmo è piuttosto basso e Brecciaroli decide di inserire Bovolenta e Dal Bello per aumentare la trazione, ma sull’ennesima penetrazioni di Migliorini Dal Bello commette un fallo e Bovolenta protesta meritandosi un tecnico. In attacco il solo Varuzza sfida l’uomo in penetrazione ma la transizione offensiva del resto della truppa è sempre troppo leziosa e non porta fatturato. La fortunosa tripla di tabella di Bevilacqua che vale il 24-19 dei padroni di casa sulla sirena di fine quarto fa saltare definitivamente i nervi a Brecciaroli, che fa piovere sui suoi ragazzi una considerevole gragnola di improperi.

Nel frattempo si è aggiunto alla panchina pordenonese anche Tagliamento, in ritardo per motivi familiari. La sua presenza sortisce il duplice effetto di scaricare la pressione sulle spalle dei compagni, in apparente sovraccarico nervoso, e di risvegliare le attenzioni sacilesi data la considerazione sulle potenzialità del capitano avversario. La difesa humussina inizia a ingranare recuperando alcuni palloni, ma l’attacco è sempre molto impreciso e ancora una volta perde lucidità nella ricerca della soluzione veloce. Lo spettacolo visto dalle tribune non è certamente all’altezza della categoria, con i sacilesi a litigare con sé stessi e con il canestro e i pordenonesi a litigare col pallone che schizza troppe volte dalle mani come una saponetta. Mentre si gioca a chi fa meno Varuzza centra il canestro del sorpasso, 25-26, e coach Spangaro chiede il minuto di sospensione. Fra i sacilesi entra Verardo che inizia la sua silenziosa partita perfetta arpionando un lancio lungo e trasformandolo con abile uso del perno. Subito un altro minuto per Spangaro. Alla ripresa un nuovo recupero difensivo e nuovo centro di Verardo. Il gioco dei pordenonesi gravita intorno a Tagliamento ma la sua presenza ha finalmente ridestato dal torpore la difesa sacilese il cui il quintetto scioglie i muscoli anche in attacco quando Varuzza confeziona un elegante canestro, smarcandosi in avvitamento su palleggio e appoggiando da sotto. La partita si è spaccata: il Sistema non segna più mentre l’Humus, pur senza scaricare a terra tutti i cavalli, sta facendo il vuoto. Entra Mack, per il suo esordio stagionale, in un momento piuttosto delicato nonostante il break. I liventini provano a chiudere prepotentemente la partita dai 6,75 ma la mira è imprecisa, in ogni caso chiudono a metà gara con un confortante vantaggio (27-38).

Al rientro Brecciaroli sperimenta la difesa a zona, che sembra funzionare. Bovolenta fa il Bellinvia dalla lunghissima trovando un’interessante tripla dal centro dell’arco, mentre i pordenonesi non sembrano ancora usciti dagli spogliatoi. Le basse percentuali dalla lunetta degli ospiti (50%) impediscono la chiusura anticipata della partita e l’imprecisione nei tiri da sotto fa nuovamente perdere la pazienza a coach Brecciaroli. Intanto Tagliamento, francobollato da Chiuesurin, costruisce con il supporto di Cengarle, Pasquali e Nava un buon fatturato in punti. Poi arriva l’azione della serata, con Bovolenta che trasforma la parata in volo su un lancio troppo lungo in un favoloso assist sotto canestro per Bellinvia. Anche Spangaro gioca la carta della difesa a zona – i sacilesi sono tornati alla marcatura individuale già da qualche azione – per la gioia dei tifosi di casa che finalmente assistono a un break dei loro beniamini. L’attacco sacilesi batte in testa e Brecciaroli ferma il gioco quando, dopo una serie troppo lunga di errori, il vantaggio dei suoi è tornato sotto la doppia cifra. Il buzzer beater di Fabbro sancisce il 51-62 del finale terzo quarto.

Nel quintetto humussino gioca Verardo e a inizio dell’ultimo quarto si vede. E’ suo il primo canestro ed è importante perché ai suoi serviva un segnale di vita dopo un quarto preso sottogamba. Quando Feletto con un canestro dal campo e Colombo con una tripla fanno la voce grossa, il segnale emesso da Verardo viene raccolto da Bovolenta e da Chiesurin autori delle triple che ricacciano indietro i padroni di casa. La gara non è aperta nel punteggio ma lo è nel gioco: Tagliamento e compagni cercano la soluzione individuale alla disperata riuscendo anche a tenere alte le percentuali realizzative pur con scelte forzate, ma una nuova tripla di Chiesurin chiude definitivamente i giochi. Sul finale Brecciaroli concede ancora minuti a Mulato, che ringrazia e segna, e l’esordio assoluto a Citton, fra i giovani più promettenti del vivaio sacilese. Poi finisce, 68-84.

Contava vincere e l’Humus ha vinto. Sarebbe stato bene convincere ma la prestazione non è stata convincente: ancora evidenti alcune lacune del roster sacilese spesso vittima della troppa sufficienza nel contrasto con gli attaccanti. Eccessivamente numerose le palle perse in fase di costruzione della manovra, per apparente per mancanza di concentrazione, e di finalizzazione da sotto l’anello. Ma in una serata storta per molte cose il fatto più importante è stato di tenere a bada la scuderia dei ragazzi di Spangaro, partiti all’arrembaggio e rimasti in partita solo per un quarto. Ammirevole il progetto di costruire una SerieD con giocatori per lo più under18, in grado comunque di competere con avversari ben più esperti nonostante la distanza nel punteggio. Nel prosieguo della stagione anche la loro esperienza andrà aumentando ed è verosimile attendersi qualche vittima illustre al Palacrisafulli.

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Aviano-Humus 80-73

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La terza di andata era anche la settimana dei derby pordenonesi: Rorai in visita al Sistema e i sacilesi impegnati ad Aviano, questi ultimi per decidere chi resta in testa alla classifica. Un nuovo test per la squadra di Brecciaroli, senza dubbio il più difficile fra quelli affrontati sinora, a fronte di una delle squadre annoverate fra le candidate alla categoria superiore.

Alla fine ha avuto la meglio la squadra con più determinazione, quella di coach Starnoni, in un palazzetto gremito quasi più da sacilesi che da avianesi e dagli spalti stretti come un maglione dopo un lavaggio troppo caldo: la società di casa, sulle scene della SerieD ormai da molti anni anche a livelli di eccellenza, merita sicuramente un palcoscenico più importante.

Come da pronostico all’avvio di partita è subito braccio di ferro fra le difese e i primi minuti scorrono senza sostanziali sussulti, con Pivetta che scalda subito il suo pubblico sia dal campo che dalla distanza. Chiesurin e Bellinvia accettano la sfida dei 6,75 e accompagnano altri quattro compagni a referto nel primo quarto. Il collettivo avianese risponde con cinque diversi giocatori a segno. Nonostante le difese, i fatturati del primo quarto sono soddisfacenti e i sacilesi sono avanti 16-20.

Superato il primo riposo breve Gaglianone e Rizzo suonano la carica e quando anche Bomben sigla una tripla i liventini sono ancora al palo. Prende forma il break avianese che costringe Brecciaroli a chiamare tutti in panchina per tamponare l’emorragia, ma il motore avianese è entrato in coppia e al rientro Gaglianone riprende a colpire da tutte le parti del campo. Varuzza cerca di assumere le redini dell’attacco, suoi 6 punti consecutivi, ma i riflessi del proprio quintetto sono molto lenti. Più che altro sono rapidissimi quelli degli avianesi: i ragazzi di Starnoni hanno tempi di reazione da centometristi in uscita dai blocchi, talmente rapidi da dimenticare a volte il pallone. L’1vs1 sta mettendo in seria difficoltà la difesa sacilese che è in crisi anche a ranghi schierati: troppo alta l’intensità per Bellinvia e compagni, pasticcioni nella circolazione di palla e imprecisi al tiro. Arriva così un nuovo break, sul 40-31. Quando suona la sirena lunga la sensazione è che Gaglianone e compagni siano superiori sia di destro che di sinitro e che i liventini siano all’angolo.

Nel secondo tempo ci vogliono un paio di errori per capire la situazione. I ragazzi di Brecciaroli reagiscono aumentando la pressione difensiva sul tiro avversario, sporcando percentuali di Galli e compagni, poi fanno la voce grossa a rimbalzo. La strategia è però una coperta corta perché nonostante i recuperi difensivi la transizione fallisce per i numerosi errori da sotto su tiri non forzati. E che non sia serata lo si capisce quando Fabbro si fa stoppare dal ferro divorandosi un ottimo assist di Varuzza; sul ribaltamento Bomben trova la tripla del +16 che spella le mani del pubblico di parte. E’ il peggior momento degli humussini, poco reattivi sulle gambe e con riflessi da bradipi sulle palle vaganti. La caldaia è in blocco. Varuzza, francobollato dai difensori, fa e disfa a suo piacimento e la cosa non aiuta i compagni a recuperare il bandolo della matassa. Brecciaroli tenta allora la carta della zona ma Galli mette a segno una tripla che sa di bacchettata sulle mani. L’Humus torna subito a uomo. La basse percentuali al tiro e i pochi rimbalzi degli arancioblu non sono segnali incoraggianti: per alcuni minuti lo svantaggio oscilla intorno ai 14 punti. La partita ha un solo padrone ma gli ospiti non ci stanno a fare una così brutta figura e il centro da lontano di Bellinvia al termine di un’azione ben orchestrata segna un cambio di atteggiamento, che consente di rosicchiare qualche punto e portarsi sotto la doppia cifra di svantaggio. Il quintetto di Starnoni sembra accusare il colpo ma i giocatori sono in serata e ritrovano subito l’equilibrio che consente di chiudere il parziale con un congruo vantaggio: 61-49.

L’Humus è vivo, anche se non nelle migliori condizioni e Varuzza ne è la cartina di tornasole: dopo un tiro forzato (sbagliato) seguito a ruota da un fallo in difesa viene messo a riposo per evitare guai peggiori. Fabbro guida una transizione trasformata solo dalla lunetta, ma i maestri della specialità sono i padroni di casa che riescono anche con Viel e Crestan a colpire in contropiede. Gaglianone e soci fanno il gioco del gatto col topo: aspettano i sacilesi in difesa per colpirli sul ribaltamento di fronte, battendoli ancora nell’1vs1. Chiesurin cerca di rimettere la sua squadra in carreggiata, confezionando un assist per Fabbro, che stavolta segna. L’azione da il là all’atteso recupero humussino che si sviluppa interamente sull’asse Fabbro-Chiesurin. Galli, con un’altra tripla, ricaccia indietro i sacilesi che però cominciano a respirare al collo degli avversari. Brecciaroli rimette in campo Varuzza e lo dispiega al centro dell’area d’attacco: la mossa funziona e quando gli avianesi esauriscono senza concludere 24” a disposizione mancano 3’ e i ragazzi di Brecciaroli sono animati dalla ritrovata competitività. La partita è tornata in bilico e il pubblico indubbiamente gradisce. Il ritardo dei sacilesi tocca i 3 punti dopo che Varuzza trasforma un gioco da tre punti ma subito Viel cattura in attacco un rimbalzo di capitale importanza perché in mezzo a quattro avversari, costretti al fallo. Fabbro fa lo stesso dall’altra parte dopo un giro di lancette, con il gap ancora di 3 punti. Gli ultimi 2’ sono davvero una roulette russa con attacchi piuttosto improvvisati e difese più nervose che reattive. A farne le spese sono i sacilesi, ancora un volta poco lucidi, puniti da un nuovo canestro di Viel che trasforma un pallone carambolatogli fra le mani dopo un tiro sbilenco. Brecciaroli alza la difesa portando il pressing sulla rimessa dal fondo ma il viaggio in lunetta di Varuzza che vale il -5 è l’ultimo canestro dei sacilesi. Resta il tempo per un fallo a tempo scaduto di Bovolenta che frutta due liberi per Bomben per il definitivo 80-73.

Nessuna recriminazione per una sconfitta maturata dopo una gara quasi interamente all’inseguimento. Dispiacere invece per non avere espresso il potenziale, visibile nelle intenzioni più che nelle azioni: troppa la differenza di intensità, evidente in difesa nei confronti 1vs1 e in tutte le fasi di costruzione della manovra. Stanti queste carenze il passivo poteva assumere anche i connotati della débâcle, evitata con l’orgoglio e con la volontà: l’aspetto più importante da cui partire per ritrovare la necessaria motivazione in vista del prossimo importante derby. Grande merito di coach Starnoni per aver preparato la gara in modo impeccabile dal punto di vista tattico e dei suoi ragazzi che l’hanno interpretata perfettamente: anche nei momenti di sbandamento, durante i quali i sacilesi cullavano l’idea del riaggancio, Gaglianone e compagni sono stati capaci imporre la loro strategia e ricacciare indietro il quintetto ospite.

Vittoria di Aviano ai punti e con l’unanimità dei giudici.

Humus – Rorai 88-73

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Grande cornice di pubblico al Palamicheletto per la prima uscita fra le mura amiche dei ragazzi di Brecciaroli, che confermano il buon momento di forma e colgono un nuovo successo dopo quello in trasferta a Tarcento. C’è voglia di Basket a Sacile e l’esito incerto della gara, per quanto sempre a favore dei sacilesi, non ha certo deluso le aspettative.

Dopo la palla a due dei signori Meneguzzi e Angeli iniziano le schermaglie, con Chiesurin ad aprire le danze subito rintuzzato da Gri e Freschi. Nei primi minuti il risultato pendola fra il vantaggio dei padroni di casa e quello degli ospiti ma sempre con al più una lunghezza di scarto. Subito un lampo di genio di Varuzza, che in transizione inventa un passaggio vincente attraverso le gambe di un difensore. Poi poco altro: i liventini inaugurano la sagra degli errori con uno zero su cinque ai liberi, mentre Lucas e Freschi dalla lunetta risultano infallibili. Rorai esaurisce il bonus falli già alla metà del quarto e l’Humus, che imposta con Varuzza le sue folate offensive, non trasforma le belle giocate frutto dei recuperi e dei rimbalzi di Bovolenta. Lo stesso Bovolenta commette due falli in due azioni in una fase di gara in cui si susseguono svariate palle perse da ambo le parti. Rorai è difetta in centimetri ma non in reattività: Brecciaroli manda Chiesurin a fare l’ala grande sotto canestro e il capitano firma un bel gioco da tre che vale il +6. Il gioco sacilese sembra più organizzato di quello pordenonese ma le basse percentuali non permettono ai padroni di casa di prendere il largo. Chiesurin fa il diavolo a quattro in area ma Freschi brucia la retina con un jumper fuori equilibrio tenendo i suoi incollati alla partita. Entra il Bomben sacilese che prima sigla uno spettacolare tap-in poi getta alle ortiche un paio di possessi per la troppa foga. L’ennesimo rimbalzo difensivo sacilese scatena le ire della panchina di Freschi: tecnico. Le conseguenze del quale portano gli humussini al massimo vantaggio sul +11.

L’inerzia è dalla parte del roster di Brecciaroli che quando prova a prendere il largo, però, incappa in errori gratuiti. Intanto Lucas e compagni fanno la loro gara: palleggio e transizione veloce. Lo svantaggio dei centimetri non si vede e le pungolate in penetrazione dei pordenonesi portano punti e falli. Infatti sono adesso i sacilesi a esaurire il bonus dopo soli 5 minuti. Le azioni sono sempre più rapide – spesso si esauriscono nei primi dieci secondi – ma la miopia dei tiratori non aiuta e ne risulta una gara tutta muscoli, riflessi e confusione. Nel marasma generale Bellinvia si impadronisce del referto e segna 13 punti di fila (15 nel solo secondo quarto). Freschi, preoccupato, preme il pulsante della modalità “a zona” e la mossa risulta funzionare forse più per deconcentrazione dei sacilesi, che riprendono a spingere ma anche a sbagliare, che per abilità tecnica. Il vantaggio torna di soli 6 punti – Mulato si divora un assist su tracciante di Bovolenta in area – e l’impressione è che Rorai, con il solo gioco in transizione e in penetrazione, abbia preso in mano la partita: la tripla di Gri, in palla dopo un primo quarto opaco, arriva nel miglior momento di Rorai. Le reciproche scornate si concludono con la parità del parziale ma il successo ai punti della panchina ospite. Si riposa sul 50-39.

Metà partita è andata e il pubblico è soddisfatto per alcune pregevoli soluzioni viste in campo e per il risultato incerto. Al rientro Chiesurin suona la sveglia da tre, subito imitato da un ispiratissimo Bellinvia: ecco l’agognato break del +20. I purliliesi restano arroccati sulla 2-3 perché in effetti, tiri dalla massima distanza a parte, l’idea sembra funzionare. L’attacco di Rorai è sempre orchestrato da Lucas, che impartisce lezioni di 1vs1 e arrotonda il bottino dalla lunetta. Anche Brusadin e Zatti si danno da fare, ma il copione in attacco è sempre lo stesso: transizione veloce e testa bassa in area. I sacilesi, intanto, litigano col canestro e se trovano il centro è spesso al terzo tentativo nella stessa azione. I rimbalzi continuano a essere la chiave della partita: se le percentuali sono basse, occorre costruire il maggior numero possibile di tentativi. A metà tempo il vantaggio è ancora di 15 lunghezze ma sul gioco di sacilesi si sta formando una patina di ossido. Lucas gioca una partita a parte trascinando i suoi nel loro nuovo momento migliore. L’impressione in avvio di terzo parziale era che l’Humus stesse per spaccare la partita ma a fine dei terzi dieci minuti Rorai è viva e vegeta, sul -9. Gli humussini stonano al tiro ed eccellono in palle perse, vanificando la trama nei due pitturati ordita a suon di rimbalzi. Ogni buona azione difensiva è neutralizzata da uno spreco in attacco: è la sindrome di Penelope. E il quarto si chiude 21-19 per i purliliesi, sul 69-60.

Malgrado il vantaggio di 9 punti dei padroni di casa, gli ospiti sembrano pronti all’aggancio: Rorai gioca sempre allo stesso modo e senza alcuna paura indipendentemente dallo svantaggio mentre il roster di Brecciaroli ha paura di vincere. Freschi fiuta l’occasione e chiede ai suoi tiratori di tentare l’aggancio con tiri dalla distanza: da lì, però, Lucas e compagnia non sono efficaci. Brecciaroli, dopo aver schiantato più volte a terra la sua lavagna e stanco dei ricami, ricorre al lavoro manuale: Verardo è l’uomo giusto e gettato nella mischia trasforma un ossigenante gioco da tre punti, poi anche Dal Bello e Fabbro si rimboccano le maniche e riportano sul +14 i sacilesi. Il lavoro operaio sforna l’azione della partita: recupero difensivo, transizione, Bellinvia scarica su Fabbro che penetra e confeziona un assist dietro la schiena dinuovo per Bellinvia, che trasforma. Pubblico in piedi, anche per la tensione, ad applaudire. A metà del tempo il punteggio è di +14 per i sacilesi che hanno ripreso a respirare. La confusione in attacco di entrambi i quintetti è il preludio all’espulsione di Dal Moro dopo le proteste per un tecnico a suo carico. Si rompono gli argini: Bellinvia ricaccia a -20 i pordenonesi con il solo Lucas a continuare imperterrito il suo monologo. Instancabile. Il resto è cronaca di poco conto che non sposta le sorti della partita fino al definitivo 88-73.

La vittoria conquistata con molta fatica al termine di una prova non del tutto brillante è comunque una nota positiva per gli humussini, perché dimostra che c’è ancora molto margine di miglioramento. Il bottino in attacco al termine dei 40 minuti di gioco nonostante le basse percentuali realizzative è la misura del potenziale. Lucas e compagni escono con l’onore delle armi dal Palamicheletto lasciando netta l’impressione di solidità e convinzione nei propri mezzi, marchio di fabbrica di coach Freschi che si troverà fra le mani una squadra decisamente vincente appena avrà oliato i meccanismi. I due preziosi punti conquistati valgono doppio a fronte del rango dei pordenonesi e considerato il filotto di tre trasferte che attendono i ragazzi di Brecciaroli nelle prossime domeniche.

Tarcento – Humus 41-60

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Non un esordio assoluto per l’Humus in SerieD ma un esordio di stagione e un esordio delicato. La prima di campionato dei sacilesi era sul parquet di una società molto importante per il Basket udinese, impegnata nella ricostruzione dopo la rinuncia al massimo campionato di SerieC, con qualche preoccupazione di formazione per Brecciaroli legata a guai influenzali.

L’avvio di gara fuga ogni dubbio: Bellinvia ricomincia da dove aveva concluso la passata stagione, ovvero con un centro dalla linea dei 6,75. Insieme a Varuzza e Bovolenta confeziona un piccolo break di 7-0 che costringe coach Andriola a sospendere il gioco per il primo timeout. La cosa funziona e arriva in contro break di Osuji-Moznic-Degano che risistema un po’ le cose per i tarcentini, anche se ci pensa ancora Bellinvia a contenere al fiammata, nuovamente dalla lunga; nonostante ciò il gioco è frammentato, le conclusioni imprecise e il punteggio si trascina fino al provvisorio 12-17 di fine quarto. Il primo indizio è comunque positivo per la panchina sacilese, in vantaggio e totalmente in partita.

Nei secondi dieci minuti Brecciaroli inizia con gli avvicendamenti e Bomben ringrazia riaprendo le danze con una energica penetrazione. Martinelli e co. puntano sull’1vs1 ma la regia di Guadagni fatica a trovare linee di assistenza. Entrambi gli attacchi non producono grande fatturato – probabilmente nelle gambe circola ancora un po’ di tensione pre-gara – ma le trame offensive degli ospiti paiono più ben orchestrate. Con il pregevole coast to coast di Fabbro, che però frutta solo un viaggio in lunetta, l’inerzia della gara passa decisamente in mano ai sacilesi (14-23) poi un improvviso 1-2 dalla lunga di Moznig e Degano costringe Brecciaroli a fermare tutto e richiamare l’attenzione sui cambi difensivi. La doppia tripla ha portato i tarcentini nuovamente a un possesso di svantaggio (20-23). Segue una serie di azioni inefficaci su ambo i fronti finché un paio di assist di Varuzza produce il nuovo break degli humussini. La transizione offensiva – risultato di una difesa aggressiva ed efficace – è l’arma che fa più male ai ragazzi di Andriola. Poi ci pensa Chiesurin a portare in doppia cifra il vantaggio, mentre fra i biancoverdi Osuji pare poca cosa nel pitturato sacilese. Nel miglior momento di Bellinvia e compagni arriva la pausa lunga: 24-34.

La doppia cifra di vantaggio pare un distacco risicato in relazione all’organizzazione di gioco visto in campo: la maggiore energia sprigionata dagli arancioblu è pagata con troppa imprecisione nonostante l’ottima circolazione di palla e solo i preziosi recuperi difensivi permettono di contenere le folate del quintetto casalingo. C’è da attendersi una vigorosa reazione da capitan Simonaggio, e infatti al rientro l’atteggiamento dei padroni di casa sembra cambiato: in fatto di aggressività non c’è più differenza. Tuttavia nei primi minuti si gioca a chi fa meno. Il primo punto sacilese arriva addirittura dopo 3’ dalle mani di Chiesurin che converte a metà un viaggio in lunetta, nel frattempo per i tarcentini ricominciano i problemi in attacco dopo il discreto inizio con 4 punti di Degano. La trama ordita da Guadagni non sembra trovare sfoghi in area tanto che nei dieci minuti i tarcentini moriranno più volte con la palla in mano per lo scadere dei 24 secondi, anche per la vigorosa difesa eretta nel pitturato da Bovolenta e compagni. La performance offensiva non è però all’altezza delle catture difensive e lo sforzo per concludere da sotto è vanificato dai numerosi errori in appoggio. Il punteggio del parziale è piuttosto basso e il distacco dei sacilesi oscilla intorno alla doppia cifra, finché a 2’40” dalla fine due lampi di Varuzza spaccano la partita: prima una tripla sulla sirena dei 24, poi un paio di deliziosi assist in transizione. La sirena dell’ultima pausa coglie nuovamente gli humussini nel loro momento migliore e in vantaggio 28-46.

La principale preoccupazione di Brecciaroli, cioè il rientro degli avversari, sembra svanire quando anche in avvio di ultimo quarto il copione rimane immutato: attacco-confusione dei tarcentini e ottima organizzazione offensiva dei sacilesi che però non trasformano i loro possessi. Degano, Scagnetti e Osuji trovano soluzioni tanto efficaci quanto improvvisate e ciò è appena sufficiente per allontanarsi dai 20 punti di distacco ma non per rientrare in partita. Con il quintetto ospite arroccato in difesa in attesa di rubare la palla, la transizione veloce continua a essere l’arma migliore. Chiesurin e Fabbro sfruttano i tanti recuperi difensivi ingrossando il bottino personale. Il gioco di Bellinvia e soci adesso è libero da ogni preoccupazione, la circolazione ben articolata e tutto risulta in trame snelle ed efficaci. L’azione della partita arriva a 3’ dalla fine: transizione in palleggio di Varuzza che abbozza una penetrazione e poi scarica dietro la schiena a Fabbro, che schiaccia. Tifosi sacilesi tutti in piedi. E si rialzano ancora quando Chiesurin manda i titoli di coda a 2’20” dalla fine con le due triple definitive. Finale 41-60.

Soddisfazione in casa Humus per una vittoria conquistata meritatamente all’esordio stagionale. Eccellente il livello di concentrazione nel corso di tutti i quaranta minuti, tradottosi in una difesa perfetta e in una rotazione offensiva di palla molto ben congegnata. Da migliorare invece la percentuale di conversioni, che potrebbero in altre occasioni risultare penalizzanti. Senza voto invece il roster di Tarcento, ancora sconquassato dalle vicende societarie e probabilmente in cerca del giusto equilibrio. Che qualcosa non funzioni del tutto si è visto dalla complessità degli schemi offensivi ma anche dallo scarso entusiasmo della panchina, un po’ troppo distaccata dalle vicende di gioco.

Humus Basket Under16

Questi sono i nostri ragazzi: da qualche settimana sono al lavoro per prepararsi al campionato.

Giocando a Basket stanno imparando a conoscersi e a fare gruppo divertendosi. E se oltre a divertirsi si appassioneranno a questo Sport allora saremo stati fedeli alla nostra missione.

Grazie ragazzi per il vostro impegno, grazie Piero/Fausto/Irene/Gigi/Luca per il vostro tempo, grazie alle famiglie per credere al nostro progetto.

Siamo orgogliosi si avervi. Forza ragazzi!

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