Elogio alla calma

Pronti….via!

Corri e sbagli ma corri, torni e difendi. Segni da tre e vai avanti ma con calma loro segnano da due. Allora continui a tirare ma sbagli e difendi male. Allora Breccia pensa vuoi vedere che devo prendermi un tecnico per dare la sveglia ai miei? Alè, ecco il tecnico. Loro segnano, con calma, e tu perdi palloni. Il tecnico è come i tiri: non funziona. Ti accorgi che loro sono avanti, eppure tu più di così non puoi correre. Fine primo tempo, riposo.

Ok si riparte. C’è dieci punti da recuperare, ma cosa vuoi che sia? E intanto che ci pensi loro la danno sotto e segnano che è un piacere. Anche l’entusiasmo loro lo esprimono con calma…che strana sta partita.

Vabbè che non conta niete ma proprio per questo dovremmo giocare bene. Boh.

Facciamo che la diamo fuori, ma il tiro non va. Allora fra un canestro e l’altro di calma dei loro facciamo che la diamo sotto ai lunghi ma i lunghi sbagliano anche loro. Spetta và, che all’ultima azione del terzo quarto che mancano ancora tre secondi facciamo un canestrino e accorciamo. Anzi no spetta, diamogliela a loro direttamente da rimessa che così il recupero diventa più entusiasmante se parti da lontano.

Come? Siamo sotto di venti? Stica! Ma se stiamo giocando con calma? Ah no, giusto…sono loro che stanno giocando con calma. Eh, niente, mi sa che qui butta male. Dai fioi, proviamoci a fare un po’ di confusione. Laggiù i nostri tifosi non so come facciano a fare tutto sto baccano, mettiamoci del nostro in fondo basta recuperare due tre palloni e segnare. Ecco, così. Bene dai, magari ancora sette o otto triple e se loro si innervosiscono un po’ la portiamo a casa. Come è l’ultimo quarto? Ma se non siamo neanche stanchi? Occhio sotto, difendi, non vedi che ci stanno facendo il culo? Ma vaffa.

Sirena, fine, bravi tutti bei colori. Nuova Libertas Tergestina – Humus 69 – 54. Applausi, strette di mano, pacche sulle spalle, premiazioni, foto, champagne negli spogliatoi, sigaretta in parcheggio, gavettoni.

Morale: il campionato Humus è finito a Gonars, contro la Tergestina dei sacilesi c’era solo la carta d’identità sul tavolo dei refertisti. Certo che in gara i liventini hanno rimediato una bella lezione di basket da una bella squadra di basket che sa giocare tanto in difesa che, soprattutto, in attacco. Bellinvia e compagni avrebbero potuto giocare ulteriori due o tre quarti ma non sarebbero mai rientrati in partita perchè la NLT vista a Lauzacco è squadra coi fiocchi. Complimenti quindi ai giuliani, campioni regionali di Promozione!

Resta il dato di fatto. L’Humus, dopo una stagione lunga e non non sempre facile, è arrivato dove poteva e dove voleva lasciandosi virtualmente dietro tutte le squadre della regione, meno una. Cioè 42 squadre. Il roster ha inizialmente faticato a trovare l’amalgama ma concluso il rodaggio sono arrivati gioco, convinzione e costanza. Sapiente la regia del team di allenatori guidato da Brecciaroli, capaci di trasmettere motivazione dal punto di vista mentale e competenze da quello tecnico.

Il gruppo di giocatori di livello di inizio stagione è diventato una squadra nella quale anche le seconde linee hanno saputo stare al passo e crescere per garantire il contributo necessario, in seno a una società che ha capitalizzato al meglio le risorse e raggiunto un favoloso traguardo.

Quale migliore viatico per affrontare al meglio la prossima stagione?

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Gonars – HUMUS 58-74

Trascorsi i bagordi del weekend che li aveva visti primeggiare nelle finali provinciali, gli humussini erano attesi alla difficile trasferta di Lauzacco per le final four regionali.

Consapevoli delle potenzialità del proprio roster, Brecciaroli e gli aiuti D’Allura e Colombera non avevano perso un minuto a preparare l’appuntamento contro Gonars, a loro dire la più difficile avversaria del lotto. E che tra l’altro giocava praticamente in casa.

Con un nutrito gruppo di affezionati tifosi al seguito gli arancioblu chiudevano le ostilità della prima giornata dopo la netta vittoria della Nuova Libertas Tergestina su una modesta Internazionale Muggia. Superata anche la snervante attesa della prima semifinale, arriva finalmente il momento dei sacilesi: nel riscaldamento è chiaro che entrambe le squadre hanno preparato l’incontro nei minimi dettagli. Coach Stroppolo assegna le marcature ai suoi chiamando per nome i giocatori avversari. Buona partenza degli udinesi che con alcune folate offensive di Zanutta e Padovani mettono subito la testa avanti. La prestazione corale risulta vincente rispetto al focus su Bellinvia dei sacilesi: i canestri di Pozzi, Belinazzi e Versolato contribuiscono a tenere al palo gli humussini che a metà del primo quarto sono sotto 11-8 e hanno già esaurito il bonus falli. Di positivo c’è che la difesa comincia a capire da dove provengono i pericoli più grandi e che Bellinvia registra il polso dalla grande distanza: prima dello scadere del parziale mette a segno due triple e capitalizza un viaggio in lunetta, imitato a breve distanza da Giro. Lo scossone iniziale di Gonars è stato assorbito e il primo riposo in panchina arriva sul 17-17.

Le sensazioni sono positive, nei primi dieci minuti di gara i ragazzi di Brecciaroli hanno capito che gli avversari sono alla portata. Il coach liventino fa rifiatare il quintetto e dà minuti alla panchina. Bomben sembra sottotono ma ci pensa capitan Quitadamo a scaldare il pubblico con una delle sue specialità: il tiro da tre. Morandin timbra il cartellino ed entrano in partita anche Fabbro e Mulato. Le fatiche del weekend precedente, soprattutto le scadenti percentuali, sono solo un timido ricordo: la difesa Humus è a tenuta stagna allontana i pericoli. Padovani e Pozzi fanno del loro meglio ma il bottino del secondo quarto non raggiunge la doppia cifra. Gli humussini, che di solito dànno il loro meglio nel terzo quarto, allungano sul 25-33 praticamente con il secondo quintetto (Casagrande in regia) e rifiatano negli spogliatoi con l’inerzia dalla loro parte. Il pubblico humussino è entusiasta, sta assistendo a una delle più belle partite di stagione della propria squadra.

Al rientro Gonars non ci sta e reagisce: Padovani e Pozzi prendono per mano la squadra, sono loro i terminali da disinnescare. Ma Brecciaroli ha ancora un asso nella manica e lo gioca prima che la situazione volga al peggio. Si chiama Alberto Giro e firma due triple, poi manda avanti Mulato e Fabbro, infine segna un ulteriore canestro pesante. La partita è aperta e le squadre si affrontano senza esclusione di colpi. Le percentuali al tiro sono elevate e il punteggio lievita a beneficio dello spettacolo. I sacilesi hanno davvero tante opzioni al tiro e la difesa udinese fatica a capire dove mettere le toppe. Coach Stroppolo allora prova la contromossa della difesa a zona ma i suoi vanno ancora più in confusione sotto le mazzate di Bellinvia che trascina i suoi griffando ben 9 punti consecutivi. Il parziale si chiude 18-24 per i sacilesi e il punteggio parziale di 43-57 suona come l’ultima chiamata per i gonaresi.

Stroppolo tenta di rimescolare le carte e chiama a rapporto Belinazzi e Versolato per aiutare Padovani e Pozzi. Difronte però ci sono Fabbro, Bellinvia, Giro, Bomben e compagnia che non cedono di un millimetro. Il quarto prosegue senza scossoni, il vantaggio dell’Humus è sempre in doppia cifra e così rimarrà sino alla fine quando il definitivo 58-74 consegnerà ai sacilesi una meravigliosa e meritata vittoria. L’impresa è compiuta.

Gli oroblu conquistano quindi l’accesso alla finale assoluta, che li metterà difronte ai triestini, ma specialmente la promozione alla serie superiore. Un traguardo non programmato a inizio stagione ma certamente in linea con il potenziale del roster che strada facendo ha preso forma, dando senso ai programmi a media e lunga scadenza della società sacilese. Notevole la preparazione atletica di tutti i giocatori, anche questo indice della qualità del lavoro svolto dal team di allenatori e dalla preparatrice atletica, Irene Cover.

Le Final4 regionali di Promozione

E’ completo il quadro delle partecipanti ai playoff regionali del campionato di Promozione. L’Humus Basket Sacile stacca l’ultimo pass per l’accesso alle Final Four e raggiunge Gonars, Nuova Libertas Tergestina e Internazionale Muggia. La due giorni in programma il 21 e 22 Maggio a Lauzacco (UD) mette in palio la promozione alla serie superiore per tre delle quattro partecipanti. Ci ha provato fino all’ultimo l’Athletismo a rappresentare la provincia di Gorizia ma nel concentramento dei due gironi giuliani alla fine l’ha spuntata l’Internazionale Muggia.

E’ difficile dare un giudizio sui rapporti di forza delle contendenti, che a eccezione di Intermuggia e Tergestina non si sono mai incrociate. Proviamo allora a interpretare il ruolino di marcia che le ha portate fino alla qualificazione finale, consapevoli che il livello del gioco è spesso molto diverso fra provincia e provincia.

Gonars è la prima qualificatasi, grazie a una stagione regolare di primo livello e a playoff dominati con il percorso netto. In pratica nelle due sessioni di campionato ha totalizzato solamente 3 sconfitte su 28 incontri con una media di 70 punti segnati e 56 subiti. Coach Stroppolo ha in Pozzi un pericoloso terminale offensivo, ma il roster gialloblu è tutto di prim’ordine e la panchina può contare su alcuni under molto promettenti (Belinazzi, Lukic e Gon). Nutrito anche il reparto tiratori, con Pozzi e Da Ponte su tutti.

Nuova Libertas Tergesina è la più importante realtà di categoria della provincia giuliana, capace di vincere 16 gare su 18 in stagione regolare e 8 su 10 nella post season. Squadra che in stagione regolare ha segnato in media 64 punti ha in Metz, Volpi, Luciani, Ponga e soprattutto in Cacciatori i top scorer. Ma coach Krcalic ha in dote un gruppo di buoni difensori, in grado di subire una media di soli 52 punti nelle 18 gare di campionato.

Dallo stesso girone dei giuliani proviene l’Internazionale Muggia, classificatasi al secondo posto dietro di loro subendo però 5 sconfitte in stagione regolare e 4 nei playoff. Ha un discreto attacco in Semenic e produce mediamente 68 punti di fatturato, incassandone tuttavia 60 (differenziale che si riduce guardando ai soli scontri della seconda fase). E’ la mina vagante del drappello: dopo aver subito due sconfitte in stagione regolare dalla Tergestina ha messo alle corde la Tergestina stessa nei playoff riuscendo sorprendentemente a batterla in casa.

Infine l’Humus, la squadra che si presenta alle Final Four con 29 gare in totale e solo 3 sconfitte al passivo. Con una media di quasi 69 punti segnati e di 52 subiti a partita (68/57 considerando i soli playoff provinciali) ha certamente delle individualità di prim’ordine ma trae la sua forza nel gruppo, capace di sopperire all’infortunio di un giocatore fondamentale come Tesolin con una difesa appiccicosa e un mix di attacchi a canestro e centri dalla distanza.

La statistica è dalla parte dei sacilesi ma la favorita è sicuramente Gonars che giocando a pochi chilometri da casa potrà godere del supporto del pubblico: il sorteggio li ha già messi difronte in quello che probabilmente è il piatto forte della prima giornata. La mancanza di scontri diretti non dà indicazioni sul reale calibro delle squadre ma non c’è tempo di riflessioni perché la storia si scriverà in soli due giorni e in appena due partite. Il podio è per tre, alla quarta solo il legno e un nuovo campionato in Promozione. E alla vigilia solo una cosa è ormai certa: sul podio, quindi promossa in serie D, ci sarà almeno una squadra di Trieste.

HUMUS – Azzano 71-61

Fontanafredda capoluogo del basket di Promozione in una piovosa domenica di primavera. Nel palazzetto di Villadolt andava in scena lo scontro di finale delle Final Four fra Humus e Azzano. Reduci da due combattute gare di semifinale i due roster si sono affrontati senza che l’acido lattico accumulato meno di 24 ore prima facesse il suo effetto, indice di notevole stato di forma e di grande spinta emotiva.

Con l’impianto gremito come ai tempi gloriosi della pallavolo professionistica, le azioni iniziali della partita non servono a nulla perché il primo vantaggio arriva dopo oltre 2 minuti di gioco ed è appannaggio degli azzanesi. Si gioca a chi fa meno e l’adagio viene preso alla lettera da ambo le squadre, in particolare dall’Humus che impiega addirittura 6 minuti per dare lavoro ai refertisti. Verrebbe da dire che dominano le difese, la realtà è che i giocatori ci mettono esplosività quando invece basterebbe un pizzico di precisione. A 3 minuti dalla fine Bellinvia trova una tripla ma passa un ulteriore giro di lancette e il punteggio è ancora tennistico. Seguono reciproci colpi alla figura interrotti dal gong di fine primo round sul 9-9.

Lo spettacolo, più che in campo, è sugli spalti: con le tifoserie disposte ordinatamente sulle opposte gradinate l’incitamento è rumoroso e sportivissimo. Nei secondi dieci di partita gli humussini dimostrano di non avere la paura del giorno precedente ma gli errori sono gli stessi della semifinale. La tensione è palpabile anche nella panchina avversaria con Pontani che assiste in ginocchio agli attacchi dei suoi ragazzi, che difettano un po’ in centimetri ma non certamente in fisicità. Le leve degli humussini si allungano su ogni pallone, talvolta guadagnando extra possessi. Il pallino dei liventini è in mano a Fabbro che però fa meno male del necessario, gli viene in soccorso allora Giro che imprime la spinta del +5 sul 16-11. Casagrande cerca la via del canestro ma le sue azioni arrivano a un millimetro dalla segnatura, intanto gli azzanesi perdono un po’ troppi palloni senza nemmeno tentare il tiro. Fabbro trova la misura dai 6,75 e porta i suoi sul 19-13. Come dei piccoli roditori Botter e Schiavo rosicchiano punti a piccoli morsi si tengono a distanza di tiro, poi con un lancio in stile baseball coprono il campo in un solo passaggio e realizzano l’assist perfetto, fotografia della loro abilità nel contropiede. Ci pensa dinuovo Giro a ricacciarli indietro sempre dalla lunga ma ogni canestro dei sacilesi è seguito da una persa o un tiro fallito. Poi l’assolo di Botter, dal campo e in transizione veloce. Sul finire di quarto Pontani blocca sul nascere un possibile allungo avversario chiamando una sospensione ma Bellinvia e uno scatenato Casagrande vanificano il tentativo e la sirena della metà partita ferma tutto sul 34-29.

La pausa è utile ai giocatori per riprendere fiato e al pubblico per riposare i timpani messi a dura prova dai decibel prodotti sugli spalti. Il riposo degli atleti è preso alla lettera perché come in avvio di primo quarto servono 3 minuti per assistere al primo canestro. I sacilesi aumentano la pressione offensiva ma a farsi sotto sono gli azzanesi, ancora con Schiavo e Botter. Brecciaroli cambia assetto e mette in campo Quitadamo: la guardia ripaga la fiducia con un prezioso jumper seguito sul capovolgimento di fronte da uno sfondamento subito con una difesa magistrale. Il pubblico è in delirio: il capitano in un minuto ha impresso la sferzata che serviva. Pontani corre ai ripari e dispone i suoi in pressing sulla rimessa avversaria. Fabbro trova la via del canestro in uno contro uno ma quelli bravi nella specialità sono gli azzanesi che riescono nell’esercizio in più riprese, con Zambon e Zucchetto. L’allungo dei sacilesi non riesce nemmeno questa volta e a 4 minuti dalla fine il vantaggio è di altrettante lunghezze. Zucchetto mette un piazzato dalla media in faccia proprio a Fabbro ma sulla successiva azione è Giro a subire lo sfondamento. Per il pubblico la recuperata vale quanto un canestro e l’entusiasmo diventa visibilio quando Quitadamo mette anche una tripla del nuovo +6. In campo Brecciaroli ha tutti tiratori dalla lunghissima: Bellinvia, Giro, Quitadamo, Morandin e Fabbro ma paradossalmente arriva la persa per infrazione di 8” nella transizione offensiva. Saranno anche tiratori dalla lungama le percentuali ai liberi sono sotto il 50%. Per loro fortuna Bellinvia, cerca di entrare in striscia con un altro tentavivo ma sopraggiunge la sirena, sul 49-43.

Il titolo perfetto del quarto finale potrebbe essere “o la va o la spacca”: i sacilesi si trovano ancora una volta, l’ennesima volta, nella condizione di sferrare il colpo definitivo. Specialmente quando Bellinvia trova una nuova tripla e Quitadamo insegna a tutti come difendere sul contropiede avversario (altro sfondamento subito). Arriva invece un piccolo parziale di 4-0, a firma di Botter e Schiavo, che forza Brecciaroli a sospendere le ostilità. Il coach insiste puntando su Fabbro in penetrazione: il centro dà il massimo e anche più ma i suoi talenti migliori non sono quelli dell’affondo faccia a canestro, almeno in serata. Il centro sacilese di prezioso produce comunque qualcosa ed è il quinto fallo del suo diretto marcatore, Zucchetto, che lo libera dai pensieri perché subito centra due liberi. Il vantaggio è di 5 punti quando manca poco più che metà quarto. La partita è apertissima: nonostante l’Humus sia più forte la voglia di vincere di Azzano è superiore e nel momento forse più delicato dei liventini arriva l’ennesima perla di Giro, ancora una volta dai 6,75. Minuto per Pontani e possesso ai sacilesi a 3’29” sul 62-56. A 95” dalla fine arriva il ko definitivo ad opera di Bellinvia con una fortunosa tripla di tabella. Restano i secondi dei falli sistematici e dei viaggi in lunetta che alla fine consegnano all’Humus una meritata vittoria, per 71-61.

Termina in gloria un percorso ricco di soddisfazioni per Brecciaroli e compagnia, tagliato con fatica e merito, impreziosito da vittorie contro squadre decisamente valide e meritevoli della qualificazione alle Final Four provinciali: Lignano e Azzano hanno mostrato a tutti che le vittorie ai quarti con squadre forse più importanti di loro non sono capitate a caso. Azzano esce a testa alta e con il plauso di tutto il palazzetto, anche di quello di fede humussina, con il sorriso sulla bocca e consapevole di avere messo in difficoltà (seria difficoltà) il roster sacilese dando a tutti un grande esempio di sportività. Incontenibile la gioia di tutto il roster Humus alla fine di una due giorni fisicamente e mentalmente molto impegnativa, un successo per nulla significativo in chiave promozione ma che va oltre gli obiettivi di inizio stagione.

HUMUS – Lignano 61-51

Humus-Lignano di stagione regolare è stato un confronto che ha arriso in ambo i casi ai sacilesi, ma al Palazzetto di Fontanafredda la sfida valeva l’accesso alla finale e la statistica non aveva più molto valore. Un nutrito e rumoroso pubblico ha incorniciato l’evento che rappresenta la massima espressione del basket provinciale, con una formula particolare che concentrando nella stessa giornata ben due sfide di semifinale ha richiamato nel capiente impianto fontanafreddese la folla delle grandi occasioni.

La palla a due dei signori Meneguzzi e Nardi da il via alla gara e i sacilesi escono meglio dai blocchi con la tripla di Tesolin e le doppie dal campo di Bellinvia e Giro. Lignano è un po’ sulle gambe riesce a segnare il primo punto a referto con Schincariol solo dalla lunetta. I minuti iniziali sembrano di studio e mentre i giocatori si annusano Tesolin su un affondo a canestro si infortuna al ginocchio ed è costretto ad abbandonare anzitempo il parquet. Dopo soli 3’ l’Humus ha già perso uno dei principali terminali offensivi. Entra Quitadamo che a freddo sbaglia subito un jumper dei suoi, imitato da molti dei giocatori in campo. I ritmi sono elevati ma le percentuali a dir poco scadenti. Una pregevole rotazione humussina sul perimetro che produce un assist a Bellinvia sotto canestro è subito rintuzzata da un canestro in arresto a un tempo di Pittana. Il gioco è elaborato, specialmente sul lato sacilese, ma i fatturati delle due squadre si mantengono bassi. Quitadamo e Giro sbagliano due semplici appoggi da sotto che costano però poco perché anche dall’altra parte si spreca molto, finchè Giro illude con la tripla del momentaneo +4. I lignanesi fanno le cose semplicemente, cercando senza tanti fronzoli la penetrazione e trovando buone soluzioni sia in uno contro uno che dalla media distanza e questo permette loro di tenersi in scia. Solo un generoso fischio arbitrale concede a Bellinvia un turno ai liberi e l’ala sacilese porta i suoi sul +5 al termine del quarto di apertura, sul 19-15

I secondi dieci minuti non si discostano di molto dai precedenti, con le squadre intente a cercare le assistenze nel pitturato. Cucurachi ringrazia dei numerosi falli subiti che gli permettono altrettanti viaggi in lunetta: lui e i suoi per tutto il parziale saranno glaciali a cronometro fermo e in questo modo produrranno 7 dei totali 20 punti nel quarto. Il quintetto di Brecciaroli, invece, non produce né punti né viaggi in lunetta per il generale disappunto del proprio pubblico che assiste a ripetuti errori al tiro da sotto (anche tre nella stessa azione). Il minuto di sospensione non restituisce tranquillità a Bellinvia e compagni che a 6’ dalla fine del quarto hanno già esaurito il bonus dei falli. In questa fase di gara i sacilesi appaiono visibilmente tesi e impazienti, mentre la squadra di coach Culos fa la sua partita con semplicità e calma. L’architettura del loro gioco non è fatta di numerosi passaggi, piuttosto di cambi di direzione in palleggio nel tentativo di superare l’uomo in difesa e appoggiare a tabellone. La strategia, a fronte della tensione emotiva sacilese, funziona perché se pur non si traduce in punti in azione almeno costringe al fallo e regala tiri liberi. Così i lignanesi si prendono la testa della partita e si portano avanti sul 25-30. Le amnesie liventine sono per lo più offensive e nella serata in cui il numero di rimbalzi offensivi probabilmente tocca il record stagionale anche le seconde occasioni di tiro vanno bruciate sul ferro o in palle perse. Uno dei peggiori parziali della stagione humussina (8-20) ha finalmente termine con la sirena della pausa lunga con il punteggio di 27-34.

Nel frattempo il palazzetto si è ulteriormente riempito per l’arrivo delle altre due semifinaliste e del relativo pubblico al seguito ma fra le file dei supporters sacilesi serpeggia molta preoccupazione. Le percentuali al tiro sono in picchiata e non c’è traccia della squadra organizzata e capace di uccidere la partita. Poi tornano in campo le squadre per il terzo quarto. Brecciaroli deve aver snocciolato una bella ramanzina ai suoi, che al rientro suonano la carica: un Giro rigenerato prende per mano la squadra e sigla ben 7 punti. Il pubblico è tutto in piedi e Lignano in un attimo è alle corde. Ma gli humussini invece di chiudere all’angolo gli avversari continuano a sbagliare facili appoggi e dopo aver pareggiato sul 38-38 non riescono a dare la necessaria spallata. Il minuto di sospensione chiesto dai lignanesi calma gli animi, scaldatisi a causa degli innumerevoli errori al tiro degli humussini e di un metro arbitrale improvvisamente permissivo che costa ai ragazzi di Culos svariate palle perse. La fortuna dei liventini è che la mano dalla lunetta di Cucurachi e compagni non è più infallibile come le quarto precedente, ne risulta una partita brutta perché farcita di errori. Sul piano emotivo però i ruoli sono invertiti: adesso sono i lignanesi ad avere paura mentre i sacilesi hanno trovato un po’ di tranquillità. La fotografia di una partita complicata è Fabbro che fra gli humussini si improvvisa portatore di palla perdendola poco dopo la linea di metà campo (centri che sanno palleggiare ce ne sono pochi in giro e certamente nessuno a Sacile). Finchè Brecciaroli inventa la mossa che cambia la partita e suggerisce ai suoi di giocare sulla linea da tre per servire nel pitturato più palloni possibili a Verardo. L’ala piccola ringrazia e segna. Se non segna, subisce fallo e ringrazia ugualmente. La mossa genera più fiducia che punti perché continua a mancare il colpo di reni, ma intanto metà tempo è trascorso e l’Humus è avanti di 5 lunghezze. Schincariol, fronte Lignano, comincia a litigare con il ferro a cronometro fermo e i compagni non aiutano più di tanto a inventare canestri. Verardo fa del suo meglio ma la vena sembra esaurita e l’unica cosa che i sacilesi continuano a fare bene è la sagra degli errori, sicché quando anche il terzo parziale ha termine sono avanti di stretta misura, 43-40.

Il terzo quarto ha certamente invertito l’interzia e dato all’Humus quel po’ di sicurezza che dovrebbe garantire di navigare fino in porto. E in effetti il rientro è positivo e con Morandin e Verardo il vantaggio tocca per la prima volta i 7 punti. Improvvisamente Pittana inventa dal nulla una tripla di ossigeno che tiene a galla i lignanesi, poi su un atterraggio mette male il piede ed è costretto ad abbandonare temporaneamente per infortunio. Il colpo del ko pare che debba arrivare dalla lunghissima distanza ma ancora una volta non è serata e il pubblico è costretto ad attendere il minuto 5’28 per assistere all’azione che probabilmente segna la fine della partita: rotazione velocissima di palla dei sacilesi che in un attimo servono a Bellinvia un comodo tiro da tre. Il numero 17 stavolta segna, portando i suoi a +6. Anche se il punteggio alimenterà residue speranze  nei lignanesi, da quell’azione in poi non si sarà più partita. Pittana siederà in panca prima della fine per raggiunto limite di falli e un tecnico per proteste a Martielli consentirà ai liventini di aumentare il vantaggio fino alla doppia cifra di fine gara, che giunge sul 61-51. Sospiro di sollievo e via libera i festeggiamenti.

Giunge effettivamente in porto la corazzata sacilese, che però riporta numerosi danno allo scafo. L’infortunio di Tesolin pare più serio del previsto e nonostante la squadra abbia diverse frecce in faretra le percentuali al tiro in serata hanno assunto i caratteri della disfatta. A rasserenare gli animi il gran numero di rimbalzi offensivi che hanno consentito di portare punti nonostante il gran numero di errori. I playoff, si sa, rimescolano le carte e per fortuna non c’è tempo di pensare. Il poco riposo dovrà bastare per tornare sul parquet più forti che mai. Questa volta per giocarsi la finale e l’accesso al round regionale.

Chi vincerà i playoff provinciali?

Le più grandi sorprese nei playoff provinciali provengono probabilmente dal raggruppamento di Pordenone, dove due delle quattro squadre più forti sono uscite già nei quarti: Spilimbergo e Fossaltese. Nè nel girone di Udine nè in quello di Gorizia-Trieste, quest’ultimo disputato con formula a girone, si sono verificati sconquassi come nelle eliminazioni dirette dei quarti della nostra provincia.

Chi pensava che Azzano fosse l’outsider del campionato sbagliava di grosso: la squadra di Pontani aveva già rischiato di vincere a Spilimbergo, lasciandoci però le penne per un solo punto, e quasi vinto in casa con l’Humus cedendo alla fine solo di due punti per colpa di un infelice primo quarto. Dimostrando nel corso dell’intera stagione di essere una squadra dal grande potenziale offensivo, capace di segnare ben 94 punti a Zoppola, e con individualità di notevole caratura come Botter e Campaner. Con alla guida, infine, un personaggio ben noto nell’ambiente del basket pordenonese.

Delle quattro pretendenti al titolo del girone provinciale Lignano è la compagine più difficile da capire: nei piani altissimi di classifica per buona parte del girone di andata, ha poi segnato il passo a partire dall’inaspettata battuta d’arresto subita a S. Vito. Nel girone di ritorno ha saputo però raccogliere i propri cocci e ripartire, riuscendo infine a ritrovare il ritmo e conquistare prima l’accesso ai playoff, poi quello alle final four provinciali.

C’era poi chi attendeva i playoff per togliersi qualche sassolino dalla scarpa: Annone Veneto, reduce da una bruciante sconfitta a Fossalta in chiusura di stagione regolare e capace di rendere la pariglia nel quarto di finale, escludendo di fatto i conterranei dalla lotta per la promozione. Squadra dai risultati altalenanti ha però dimostrato di saper come battere sia Lignano che Azzano (e per poco anche l’Humus).

Le semifinali si disputeranno sul campo neutro di Fontanafredda sabato 14 Maggio, con Humus-Lignano alle 19.15 e con Azzano-BVO alle 21.15. Le vincenti metteranno in campo le energie residue domenica alle 18.00 per conquistare l’accesso alle Final Four Regionali.

La matematica non è un’opinione, la statistica qualche volta sì. L’Humus ha sempre vinto contro Lignano – anche piuttosto largamente – ma con la pressione del pronostico concentrata sulla panchina sacilese l’esito della prima seminfinale non è così scontato.

Anche l’altra semifinale ha una favorita, seppur non unanimamente votata: Azzano e BVO hanno fatto valere il fattore campo quando si sono affrontate direttamente e anche se la differenza canestri dà ragione ad Annone, in chiusura di stagione gli azzanesi sono sembrati più in forma. Lo dimostra l’entusiasmante nel quarto di finale a Spilimbergo che li pone in vantaggio anche sulla vittoria della semifinale.

Andrà quindi tutto come da pronostico o salterà ancora il banco come nei quarti di finale?

Guardando alle statistiche si direbbe che il pronostico è tutto a favore dei sacilesi: non hanno mai perso con nessuna delle tre avversarie, vantano il migliore attacco del campionato e contemporaneamente la miglior difesa. Ma i playoff si giocano in campo neutro e l’ansia da prestazione è certamente più elevata negli humussini, proprio per il divario che hanno saputo scavare con Azzano, Annone e Lignano. Prevarrà la voglia di vincere o la paura di perdere?

HUMUS – Basket Fiume Veneto 73-58

Terminata la stagione regolare e digerito il rimescolamento di classifica causato dalle penalizzazioni inflitte dalla Federazione, sacilesi e fiumani si ritrovavano fra le mura del Palamicheletto in una sorta di back to back dopo il confronto dell’ultima di campionato, in cui i ragazzi di Brecciaroli avevano avuto la meglio al termine di 40’ di spettacolo. Ma l’incontro valevole per il quarto di finale dei playoff aveva un sapore tutto diverso poiché in ballo c’era la qualificazione alla final four provinciale di Fontanafredda.

La sensazione del quarto di apertura è che i liventini siano i predestinati alla vittoria finale: il promettente 13-6 iniziale a loro favore sembra confermare il pronostico poi Russo e Di Chiara mettono fine all’iniziale approccio remissivo del quintetto ospite e accorciano sul 14-11, complici alcuni errori su tiri facili e qualche amnesia di troppo in difesa. Solo due liberi di Bomben in chiusura ristabiliscono un discreto vantaggio: 16-11.

Anche nel secondo quarto non c’è l’ombra dell’agonismo messo in campo solo una settimana prima fra le stesse due squadre, probabilmente il palio è troppo importante per lasciare al caso ogni decisione di gioco. Le percentuali dalla lunga del roster di Grion non sono delle migliori, ciononostante a metà del secondo periodo Russo dà sfoggio delle sue notevoli doti di penetratore insinuandosi con successo nelle maglie della difesa avversaria e segnando a referto ben 8 punti consecutivi. I liventini non si scompongono e con Mulato e Bomben rispondono colpo su colpo e il parziale si chiude ancora a vantaggio degli humussini che allungano a +6, sul 32-26.

Al rientro dagli spogliatoi la partita è ancora aperta ma il terzo quarto è di solito il miglior periodo dei ragazzi di Brecciaroli. Giro dà il la con una tripla a Tesolin che si fa sentire dal campo; Bellinvia non è in serata dall’arco dei 6,75 ma la distribuzione di assist ai compagni è un contributo comunque decisivo. Ecco il break che spacca la partita: Russo non riesce più a scardinare la difesa avversaria, grazie soprattutto al cambio di registro nella marcatura impresso da Bomben, così i sacilesi si portano addirittura sul +19. Di Chiara e compagni non stanno del tutto a guardare ma alla fine di 30’ di partita il punteggio di 54-39 somiglia a una sentenza.

Mancano ancora 10’ di gioco, la sentenza invece non è ancora pronunciata ma la squadra liventina si addormenta. L’atteggiamento rilassato da campetto di paese che si era già visto sul +19 in chiusura di terzo quarto e che aveva permesso ai fiumani di recuperare fiducia causa una vera e propria emorragia quando Zanchin, Toffolon, Moro e capitan Babuin si mettono d’accordo e firmano il parziale di 9-0 che li riporta in scia, sul 54-48. Il coach di casa allora stacca la spina del cronometro, chiama i suoi in panca e con il piglio di un ammaestratore di cani da combattimento scarica loro addosso un tornado di avvertimenti verbali. Il che funziona con Bellinvia, che al rientro traghetta l’Humus fuori dalle sabbie mobili; la fretta di recuperare di Fiume Veneto gioca a loro favore e toglie dalla partita il più pericoloso dei giocatori, Russo, per raggiunto limite di falli. Il quintetto di casa mette il “cruise control” e con Bellinvia al volante guida sino al traguardo producendo soluzioni da sotto con Tesolin e Fabbro. Ritorna il sereno e con il bel tempo anche la sirena di fine partita, con il punteggio di 73-58.

La serata che aggiudica all’Humus il diritto a disputare le final four provinciali di Fontanafredda è ricca di spunti: Fiume Veneto chiude la stagione a testa alta, avendo messo in mostra un buon livello di gioco, un roster all’altezza dei piani alti di classifica e delle individualità più che rispettabili. I ragazzi di Grion sono venuti a Sacile per giocarsi tutte le carte e va loro attribuito il merito di non aver mollato neanche quando il divario era per loro pesantissimo. Capitan Quitadamo e compagni hanno però un collettivo di altra categoria, in grado di fare la differenza sia giocando in gruppo sia individualmente. Il funzionamento a intermittenza della macchina è l’effetto collaterale di un gioco solido sia in attacco che in difesa che nella maggior parte dei casi determina la netta superiorità ma che talvolta si traduce in pericolosi black-out. Brecciaroli ha sempre dimostrato di essere un comandante attento e capace, anche in quei casi, di dare la giusta carica ai suoi giocatori e questo è probabilmente il vero asso nella manica della società sacilese. Se troverà la chiave per spremere di più la sua panchina migliorandone le performance nei momenti critici le chance di vittoria nel raggruppamento di Fontanafredda saranno ancora maggiori.

La formula dei playoff 2015/16

Proviamo a tradurre in modo comprensibile il nodoso regolamento federale che definisce la formula di svolgimento del Campionato di Promozione 2015/2016.

Ai playoff del girone di Pordenone accedono le 8 migliori classificate, inserite con la regola delle teste di serie in un tabellone di tipo tennistico nel quale i confronti avvengono a eliminazione diretta sul campo della squadra migliore classificata.

Il programma dei quarti di finale ha inizio il 7 Maggio e terminerà entro il mese.

La vincente della finale provinciale di Pordenone si qualifica di diritto alla “Final Four Regionale” alla quale hanno accesso anche le vincenti delle altre tre province. Questa fase consiste in un nuovo tabellone a quattro squadre accoppiate per sorteggio, ancora con scontri a eliminazione diretta questa volta su campo neutro.

Le due finaliste e la terza classificata, risultante vincente nella “finale di consolazione”, acquisiranno il diritto di iscriversi in Serie D regionale nel prossimo campionato.

In bocca al lupo ragazzi!

Basket Fiume Veneto – HUMUS 61-71

Il favoloso campionato dei sacilesi terminava lo scorso weekend con la sempre complicata trasferta di Fiume Veneto. Nonostante la classifica avesse oramai poco da dire la gara metteva difronte due qualificate ai playoff. E in effetti lo spettacolo è stato all’altezza delle aspettative.

L’uscita dai blocchi di partenza, dopo l’iniziale 5-5, risulta migliore per i fiumani che ritagliano un vantaggio anche di 8 punti grazie a un solido Di Chiara. L’inerzia si inverte però prima dello scadere del quarto di apertura, quando i liventini si scaldano e dopo aver recuperato lo svantaggio riescono a portarsi avanti. La sirena di fine quarto interrompe l’ottimo momento del quintetto di Brecciaroli che è avanti 13-17 anche grazie ai molteplici errori dei padroni di casa.

A trascinare il roster sacilese nel secondo quarto sono Mulato e Verardo, contribuendo a portare il vantaggio anche a 7 punti, prima di incappare insieme ai compagni in un black-out generale iniziato con 3 palloni alle ortiche nell’ultimo minuto e l’incasso di 5 punti in 20”. Con il vantaggio ridottosi a soli due punti e l’inerzia tutta dalla parte dei fiumani la partita è decisamente aperta. E di sicuro piacevole.

Il terzo quarto è di solito dominio incontrastato di Bellinvia e compagni che nelle partite difficili trovano in questa fase il bandolo della matassa. Ma la partita di Fiume Veneto fa eccezione: alla ripresa del gioco si registra infatti un record, negativo, alla voce falli: 3 fischi subiti in 3 minuti e, soprattutto, un parziale negativo di 9-0 quasi esclusivamente firmato da Di Chiara. Il nirvana dei ragazzi di coach Grion giunge al culmine quando il press dei loro piccoli manda in confusione i portatori di palla sacilesi. Nel momento peggiore degli humussini coach Brecciaroli ferma tutto per un minuto e striglia i suoi come si conviene. Risultato: contro-parziale di 10-0 a favore dei suoi e ottimo viatico al quarto di chiusura.

Il 46 pari dopo 30 minuti è perciò la migliore premessa di un finale al fulmicotone, che tuttavia i liventini vorrebbero evitare approfittando del momento di grazia per infliggere l’omonimo colpo. In effetti dopo il traguardo dei 33 punti segnati, l’Humus sembra un’altra squadra: Bellinvia, Tesolin e Fabbro producono fatturato con continuità mentre il resto della truppa organizza la difesa per tenere a bada gli scorer avversari. La partita si strappa e il vantaggio diventa cospicuo, toccando anche i 15 punti, prima che alcune comprensibili amnesie difensive di fine gara riducano il divario a 10 lunghezze, sul definitivo 61-71.

Il risultato finale non chiude solo una bella partita, piacevolmente in dubbio per tre quarti, ma anche una splendida stagione. Soddisfatti gli humussini, dai giocatori passando per gli allenatori e sino ad accompagnatori, collaboratori e staff dirigenziale: un percorso costellato di successi che è valso un bellissimo secondo posto finale. E che non si è ancora chiuso!