HUMUS – Spilibasket 63-66

L’incontro di cartello della ventunesima di campionato era Humus-Spilimbergo, match lungamente atteso dai sacilesi dopo la sconfitta di misura dell’andata. In uno stato di forma smagliante, la squadra di Brecciaroli affrontava gli spilimberghesi primi in classifica con pieno merito.

Nel primo quarto il livello del gioco è subito elevato, con Attico e Bellinvia a battere il ritmo dei rispettivi quintetti e con gli ospiti col naso avanti del minimo scarto al primo riposo. 18-19.

Nel secondo, con le difese sempre in assetto individuale, Sandrini trova subito tripla e canestro dal campo. L’Humus non si scompone e cerca di tessere una trama fatta di piccoli ricami, che però non sembra dare grossi grattacapi agli spilimberghesi. Una tripla di Morandin aiuta a rimanere in scia ma gli ospiti giocano molto bene sotto canestro e sanno scaricare fuori la palla per propiziare facili tiri dalla lunga. I sacilesi invece di giocare a loro modo imitano la strategia avversaria, solo che Tesolin sotto la plancia non è pericoloso quanto Faelli nello stesso ruolo. In entrambe le trincee le polveri sono bagnate e il quarto scivola via con Spilibasket avanti anche di 6 punti. Poi comincia la sagra degli sprechi: da una parte i sacilesi che caricano di falli la difesa avversaria senza però convertire le transizioni in fatturato, dall’altra Faelli sbaglia comodi appoggi da sotto. Morandin tiene a galla i suoi dalla linea della carità ma un gioco da 4 punti di Sandrini rimanda i liventini indietro. Quando poi Tesolin e Bellinvia siglano tripla e doppia del 32-33, coach Cossaro ferma tutto per un minuto: mossa decisamente azzeccata perchè al rientro i suoi rendono la pariglia e quando arriva il riposo la gara è sul 35-39 per gli ospiti.

Gli humussini difendono molto bene ma gli spilimberghesi dimostrano gran classe e la loro gestione produce sempre facili rifornimenti sotto canestro. Al rientro ciò risulta più che mai evidente specie quando addirittura Cantarutti pensa bene di iscriversi a referto con una tripla. L’Humus stavolta sente il colpo e non riesce a reagire. Nei giocatori di Brecciaroli si fa largo la paura sottoforma di impazienza. Minuto per riordinare le idee. Tesolin è il più motivato dei padroni di casa ma quando la difesa lo imbriglia costringendolo ai passi la partita sembra alla svolta. La proprietà di palleggio di Pitton e Sandrini produce sensibili sbilanciamenti nella difesa humussina e ciò conduce al +10 gli ospiti (55-45). Brecciaroli mette a riposo Tesolin per Quitadamo ma la contrattura del gioco prosegue e il divario si allarga. Nel momento peggiore Giro si sveglia e trova una tripla. Da lì in poi gli humussini cercano di distrarre con la gran confusione, strategia che in parte funziona perchè anche il quintetto di Cossari affretta impropriamente le scelte di tiro. La fine del quarto segna il 59-50.

L’ultimo parziale comincia come era finito il precedente: Spilibasket segna, l’Humus no. Brecciaroli dispone la difesa a uomo in press alto ma i neri occupano bene gli spazi in tutti i ruoli e Faelli non sbaglia più. Rientrano Tesolin e Verardo. Sul -11 Tesolin protesta per un fischio dell’arbitro, peraltro giusto, e si becca il tecnico che gli costa il resto della gara perchè Brecciaroli lo siederà in panca fino alla fine. Sul concomitante minuto di  sospensione il coach liventino predica calma, pick’n’roll e costrutto. Mancano 7′ e lo score è di 52-64: ultima chiamata per l’Humus. Si presentano Giro da 3 e Verardo con uno step back. Gli humussini restano aggrappati e rientrano sul -7 a 5’18”. Difesa alta, recuperi e confusione. Due tentativi dai 6,75 di Morandin e Sandrini ampiamente imprecisi suggeriscono che la partita non si deciderà a suon di bombe: la paura fa tremare i polsi. Anche gli spilimberghesi pressano e cercano di giocarla ai limiti dei 24″ intanto ha inizio la girandola di tiri liberi. Adesso sono gli ospiti che non sono più capaci di segnare ma Giro e compagni non trasformano nemmeno i secondi possessi. A 3’20” dalla fine lo svantaggio si è ridotto a 5 punti. Sull’ennesimo possesso infruttuoso anche Verardo si arrabbia ma è comprensibile considerato il livello di adrenalina. Spilibasket tenta dalla lontanissima di uccidere la partita ma, sbagliando, fa il gioco degli avversari che si portano a -3 a 2’30”. A 60″ dalla fine Bomben ha in mano la palla del pareggio ma la tripla si ferma sul ferro. Poi succede di tutto: un incomprensibile antisportivo a Giro porta Attico in lunetta ma il giocatore sbaglia i due tentativi e sulla rimessa la gran difesa di De Piccoli genera una persa che dà una nuova chance ai sacilesi. Mancano 32″ e ancora l’Humus è a -3. I secondi rimanenti sembrano infiniti per entrambi, con svariati viaggi in lunetta e con il divario come un elastico intorno ai 3 punti. Il possesso finale è di Giro che riesce in qualche modo a smarcarsi e a provare la tripla che potrebbe valere un’incredibile vittoria ma la palla gira intorno all’anello e poi esce. Il rimbalzo è di Morandin, che sbaglia l’appoggio del pareggio. Resta il tempo per il libero di Attico per il definitivo 63-66.

Grandi e meritati festeggiamenti dei mosaicisti nello spogliatoio e applausi a scena aperta ai vinti da parte del numeroso pubblico per una prestazione che ha peccato per alcuni aspetti ma non certo per l’orgoglio e la voglia di vincere. Da rimarcare anche la sportività dei saluti fra i protagonisti a fine gara.

Il Palamicheletto è stato dunque teatro di uno scontro dal sapore di playoff: a cinque giornate dalla fine della stagione regolare le due squadre sono già matematicamente fra le prime quattro e per quanto visto sino a ora quasi sicuramente le prime due. Il primo premio in palio non era quindi la posizione di classifica o il prestigio del comando quanto piuttosto la consapevolezza dei propri mezzi e una grande dose di fiducia. Con questa vittoria lo Spilibasket gombra il campo da ogni dubbio su chi vincerà la stagione regolare dimostrando sul campo di essere in questo momento la squadra più forte. Ma l’Humus è sempre più consapevole di poter giocare ad armi pari con la squadra più forte del campionato. E anche di vincere.

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Zoppola – HUMUS 59-78

Quella di Zoppola non rappresentava una trasferta insidiosa, almeno sulla carta. Questo il pensiero dei sacilesi in visita nel palazzetto che qualche anno fa ospitava le finali assolute di categoria.

Il riscaldamento pre-gara offre però subito una novità rispetto all’andata nella panchina di casa: la guida di coach Bertolo. In avvio i liventini paiono più sciolti e piazzano subito un parziale di 10-18 alla fine del primo parziale e di 17-19 nel secondo, frutto di una prestazione in cui oltre ai soliti Tesolin, Bellinvia e Giro producono fatturato anche i senior De Piccoli e Quitadamo. Il gioco degli zoppolani é certamente più organizzato con la regia dalla panchina ma i talenti di Cucit, Causillo e Gon non bastano. Al riposo il punteggio è di 27-37.

Contro una difesa organizzata i ragazzi di Brecciaroli hanno maggiori chances che al cospetto di difese approssimative e questo paradossale vantaggio si concretizza anche nella seconda parte della partita nonostante l’atteggiamento non sempre sportivo delle giocate dei padroni di casa, incapaci di ribattere i colpi di Chinellato e Malutta ma soprattutto di capitan Quitadamo. Gaspardo, Zanette e l’inossidabile Gon fanno quello che possono ma i talenti l’Humus offrono una gamma di permutazioni che non lascia scampo e alla fine il risultato è di 59-78.

Il bilancio finale è quindi positivo per una giornata interlocutoria in cui il roster sacilese mostra i muscoli in vista del match clou contro i capoclassifica di Spilimbergo al quale i sacilesi si presentano nel loro miglior momento.

HUMUS – Fossaltese 69-40

La difesa più impermeabile del campionato contro l’attacco più prolifico: con questo presupposto Fossalta faceva tappa a Sacile per la 19esima di campionato. I liventini ricordavano bene l’esito della gara d’andata persa per un evidente debito di esperienza, ma forti del fattore campo e decisamente maturati sul piano dell’organizzazione del gioco attendevano l’incontro decisi a ribaltare risultato e differenza canestri.

Come prevedibile nei primi minuti di partita la tensione si taglia col coltello e piuttosto che lo scontro corpo a corpo i giocatori preferiscono trincerarsi dietro la linea da tre. Un approccio pericoloso considerata la bravura dei fossaltesi al tiro. Invece i sacilesi fanno l’impossibile e centrano ben cinque triple con Bellinvia e Giro, in pratica 15 dei 17 punti totali del quarto. Biasin fa altrettanto fra i fossaltesi ma solo una volta, il resto sono soluzioni dal campo e dalla lunetta. Il parziale di apertura si conclude 17-13 per i liventini.

La ripresa è una fiera di errori di tutti i giocatori, intervallata da un paio di sgroppate offensive di Scantamburlo e Amadio che chiudono il gap e riportano il punteggio sui binari della parità. I ragazzi di Brecciaroli non segnano per circa metà del quarto ma quelli di Giollo non ne approfittano. La zona dei veneti è una palude per gli humussini che faticano a trovare penetrazioni efficaci per affondare da sotto. L’imprecisione ė il sintomo dell’ansia dei sacilesi per il risultato e questa atmosfera accresce l’impazienza della panchina e del pubblico di casa. Per loro fortuna i fossaltesi non sembrano in serata e anche in loro è palese la tensione. Il quarto prosegue nello squallore finchè una tripla di Giro e due soluzioni di Chinellato producono la scossa appena prima del riposo, che arriva sul 28-21.

Non è tanto la differenza di 8 punti ad alimentare le speranze dei sacilesi quanto l’abbrivio di fine secondo quarto, e quando le squadre ritornano sul parquet si sveglia il giocatore che cambierà la partita: Giro. Autore dei primi 15 punti del terzo quarto lato Humus, segna da tre e da due, fronte canestro come dalla linea di fondo e infine anche in semigancio: praticamente incontenibile. I suoi canestri accendono il pubblico e stordiscono gli ospiti che non riescono più a contenere l’atletismo degli avversari nemmeno con la zona, ormai regolarmente sbilanciata dall’onnipresenza di Giro e compagni. Giollo non ha nessun’arma per limitare la sbandata e l’assenza dei suoi due migliori giocatori si fa sentire. I fossaltesi calano il già lento ritmo e in pratica si fermano. In attacco si perdono in possessi sterili che non portano a nulla e quando Amadio tenta la tripla che sposta solo aria finendo sul fondo gli humussini sono a un passo dal chiudere la partita. Ma continuano i troppi errori. L’ansia da prestazione si è del tutto dissolta eppure Dal Mas e Bomben si sfidano naso contro naso come due montoni finendo sul referto con un tecnico ciascuno. Intanto i sacilesi volano a oltre 20 punti di vantaggio e all’ultimo riposo il punteggio è di 55-33.

Gli ultimi dieci minuti sono una passerella per il roster sacilese. Gli ospiti non solo sono alle corde ma addirittura  fuori dal ring. Ci pensa Amadio a farle harakiri: innervosito dalla marcatura asfissiante del suo avversario, superata la metà campo e all’altezza dei 6.75 perde definitivamente la pazienza, scaglia a caso la palla che si schianta sul tabellone e rimbalza in mano sacilese. Sul ribaltamento di fronte rallenta a metà campo la sua corsa, rifiuta di giocare e chiede il cambio nel frattempo imprecando fino a guadagnarsi il tecnico. Uscirà e non farà più rientro in campo. È un assolo degli humussini, che prendono rimbalzi sia in attacco che in difesa, aggredendo sempre con impietoso furore. Trova gloria anche Morandin e quando Bomben, a partita ampiamente chiusa, segna una tripla in comodità D’Allura si alza dalla panca come fosse un buzzer beater per sfogare la tensione residua di una gara lungamente attesa e preparata con scrupolo. Finisce 69-40.

L’Humus si conferma squadra imbattibile al Palamicheletto e meritevole della posizione in classifica. I fossaltesi pagano cara l’assenza di Soncin e Balena ma il livello di gioco e di forma visti a Sacile non sono un buon segnale per il prosieguo del campionato: una squadra che punta alla promozione non può poggiare sulla bravura di soli due giocatori nè saper difendere solo a zona. Alla fine l’attacco più prolifico ha scardinato la difesa più impermeabile, candidandosi ufficialmente come unico rivale al dominio spilimberghese in attesa della sfida decisiva di stagione regolare proprio con i mosaicisti.