Maniago – HUMUS 65-79

Il catino di Maniago non è mai un palazzetto facile da espugnare, specie se la squadra di casa è reduce da una sconfitta di misura in un periodo di buona forma. In questo clima i sacilesi facevano visita ai pedemontani forti di una striscia di risultati piuttosto confortante.
Nel parziale di avvio il punto a punto è a favore dei maniaghesi, che con le scorribande di Facchin, Benson e Andreson mettono immediatamente a frutto le forti individualità. I sacilesi fanno del loro meglio ma le percentuali non sono al pari e così il risultato dopo i primi dieci minuti è di 21-17.
Lo spettacolo risulta piacevole anche nel secondo quarto, quando però sono i sacilesi a imporsi, grazie al bottino a gioco fermo di Malutta e Tesolin prima di una tripla di Bellinvia preziosa come l’oro. I grigi arbitrano adeguatamente ma con uno stile vintage che tende a penalizzare le difese. Un quarto per parte, 33-32 per i padroni di casa, quindi tutto da rifare quando metà gara è in archivio.
La pausa negli spogliatoi è propizia per i liventini, che centrando ben cinque tiri da tre mettono la freccia a si portano sulla corsia di sorpasso. La difesa alternata uomo e zona, contropiedi e percentuali al tiro sono gli ingredienti di un break che risulterà decisivo. La classe di Facchin, Anderson e Benson non basta più e la situazione falli pesa oltremodo.
Quando il punteggio è di 44-55 e ha inizio l’ultimo quarto sale in cattedra Tesolin, il sacilese più fischiato dalla tifoseria avversaria, che guarnisce di ciliegine la torta humussina. Ben 17 punti nel parziale e un bottino di 11 rimbalzi complessivi. Il trio delle meraviglie di Maniago continua a dare il massimo ma i pur 21 punti messi a referto sono come il purè dell’ospedale perchè la sirena finale decreta la vittoria di capitan Quitadamo e compagni per  65-79.
Convincente e molto positiva l’uscita humussina a Maniago: non saranno molti a tornare dal catino con lo scalpo dei coltellinai. Merito dei bombardieri come degli artificeri (su tutti Malutta, in grado disinnescare le furie offensive) e dell’ottima prova di un ritrovato Casagrande.

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