Pol. Dil. Fontanafredda – Humus 61-67

Il posticipo domenicale della quarta di ritorno chiamava i sacilesi alla trasferta di Fontanafredda nell’incontro un tempo noto come il derby della birra, un confronto tradizionalmente molto sentito sul campo ma con immediati risvolti conviviali una volta conclusi i quaranta minuti di basket. A dimostrarlo il nutrito pubblico convenuto al palazzetto di Fontanafredda per l’occasione.

L’avvio di gara, agli ordini dei Signori Poles e De Tata, è tutto di marca ospite con due recuperi difensivi subito convertiti. La velocità dei sacilesi è doppia ma il loro è un fuoco di paglia destinato subito a svanire: con un po’ di pazienza e qualche errore di troppo dei liventini, capitan Candido e Vergani ricuciono il parziale e si tengono in scia. La squadra di Brecciaroli è molto aggressiva in attacco, cattura diversi rimbalzi ma si distrae in difesa costringendo il coach al minuto di sospensione. Il rientro è buono ma le percentuali al tiro molto basse sicchè il punteggio resta a lungo inchiodato sull’8-8. Coach Romano mette in campo Corradini e Marletta e i locali si portano sul +3 difendendo bene a zona e approfittando di qualche utile gita in lunetta. Il vantaggio dei blu tocca anche il +5 quando sul finale di primo quarto mandano Corradini in post basso a far fruttare chili ed esperienza. L’ultimo possesso sacilese è un concentrato di confusione talmente efficace da contagiare persino gli avversari. Poi arriva la prima sirena e il tabellone segna 16-12 per i padroni di casa.

Brecciaroli intende cambiare registro e mette in campo Mulato ma intanto i fontanafreddesi toccano il +6. Si accende Morandin con una doppia e subito una tripla, poi proprio Mulato che porta avanti suoi e accende il tifo ospite sugli spalti. Dinuovo l’abbrivio sacilese si dimostra un refolo passeggero, soffocato sul nascere dal buon lavoro in attacco di Corradini che produce falli sul referto della difesa avversaria, poi mette a segno una tripla schiodando il punteggio da un noioso 23 pari, e infine esce fra gli applausi del suo pubblico per evidende limite aerobico. Intanto i sacilesi tentano di aprire la scatola con soluzioni dal campo ma come accade quando la serata non è delle migliori la scatola resta chiusa. Bellinvia sbaglia segna e sbaglia ma nel complesso le sue soluzioni non aiutano i compagni a trovare il bandolo. La difesa regge più dell’attacco e i numerosi recuperi difensivi consentono di rimanere incollati ai fontanafreddesi che, con calma olimpica, difendono a zona. Di fatto le difese prevalgono da ambo i lati e le poche conversioni mantengono basso il punteggio con i padroni di casa sempre in vantaggio di 2/3 punti. La pazienza dei sacilesi comincia a venir meno finchè finalmente Tesolin regala una preziosa tripla che inframezza una serie di estemporanee soluzioni vincenti in attacco di Vergani e Santarossa. Fra un errore e l’altro arriva finalmente la sirena del riposo lungo, con Fontanafredda avanti 37-33.

La sensazione di chi assiste è di un confronto fra una supersportiva con le ruote che slittano sull’olio e un Maggiolone di maestri di karate pronti per eseguire la mossa mortale a sopresa. La trasformazione dei sacilesi nel terzo quarto comincia quindi con l’ingresso di Quitadamo, come per contrastare l’esperienza dei blu con la loro stessa arma. Bellinvia dopo soli 10 secondi mette a segno la tripla del riavvicinamento ma i tiri da sotto sono solamente il frutto di rimbalzi offensivi. Con la partita punto a punto e in un momento di estrema competitività è ammirevole il gesto degli havaners di rovesciare la decisione arbitrale su una rimessa laterale e lasciare il possesso agli avversari: la sportività dei fontanafreddesi è tutta in questo gesto. Gli humussini spingono al massimo e faticosamente si portano avanti: sul +2 rientra Corradini ma la difesa sacilese è insuperabile con una rara transizione veloce il divario tocca anche i 6 punti. Ulteriore mossa diversiva di Brecciaroli è la pressione sulle rimesse e sul portatore di palla, che funziona, ma in attacco è dinuovo black-out. Morandin, molto positivo fino a questo momento, stecca qualche tiro di troppo e sul rovesciamento di fronte il parziale di 5 a 0 rimette in carreggiata Candido e compagni. Il loro acuto è però subito rintuzzato da un Bellinvia formato famiglia. Il finale è tutto sacilese, con recupero difensivo (sfondamento) di De Piccoli e doppia soluzione dal campo ancora di De Piccoli, con soluzioni che riportano l’inerzia e un discreto vantaggio nelle mani degli humussini (44-50).

L’ultimo quarto prosegue sul binario della sostanziale parità, pur sul vantaggio dei sacilesi, finchè risulta evidente che il gioco dei blu si basa unicamente sulle soluzioni uno contro uno, nelle quali Vergani fronte a canestro e Corradini spalle a canestro sono potenzialmente molto pericolosi. Rossetti sfata il mito che coi capelli bianchi si perde efficacia: la sua proprietà di palleggio, la precisione della lunetta e una tripla nel momento clou sono quelli di altra categoria e quando anche Vergani non riesce più a far valere le doti di incursore il play di casa riporta a -4 lo svantaggio a 120 secondi dalla fine. In regime di bonus a beneficiare dei liberi sono soprattutto gli havaners, con Rossetti e Corradini, mentre Tesolin scalda i motori per il gran finale piazzando un tiro in arresto in faccia a Corradini. Il +6 di Giro a un minuto dalla fine sembra definitivo ma Rossetti ancora non ci sta e firma la tripla che porta a un solo possesso lo svantaggio. Sul capovolgimento di fronte l’attacco sacilese manca il bersaglio lasciando la possibilità a Vergani di pareggiare con una tripla. Il tiro però non tocca il bersaglio e rimane solo il tempo per Tesolin di siglare a sua volta la tripla, tra l’altro sulla sirena. Il finale è 61-67.

Si conclude bene per gli ospiti una partita difficile, anzi molto difficile. Merito degli havaners che, a dispetto della maggiore età media, contrastano l’eplosività con un gioco di sabbie mobili ed esperienza. La loro zona totale, in una serata di scarsa vena al tiro dei liventini, ha tenuto in bilico il risultato fino alla fine e benchè i sacilesi sembrassero i primi avversari di sè stessi i fontanafreddesi sono stati a un passo dal massimo risultato, obiettivo che non avrebbero in alcuno modo demeritato. Partita nel complesso bruttina se si fa eccezione per i numerosi rovesciamenti del risultato; molto bello invece lo spirito sportivo a fine gara, fra giocatori e soprattutto fra gli ex giocatori che una volta brindavano a birra e adesso si scambiano bustine di anti-infiammatori.

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