Humus – A.S.Dil. Basket Fiume 76-48

L’ultima di andata, alla vigilia, si presentava come una prova molto difficile per i sacilesi, che ospitavano una squadra reduce da un filotto di otto vittorie consecutive: a tutti gli effetti una delle avversarie più in palla del momento.

E come volevasi dimostrare la partenza del primo quarto è di marca ospite, con Fiume Veneto capace di portarsi avanti 7-2 grazie a una tripla di Terragnoli. I primi giri di lancette sono all’insegna delle amnesie difensive degli humussini, che subiscono l’uno contro uno senza aiuto sull’uomo battuto. Poi però la difesa aggiusta il meccanismo, passa a zona, e si producono una serie di rubate con annesse transizioni veloci. Rapidamente la partita cambia padrone. Il padrone una volta ancora è Bellinvia, che sigla un personale di 10 punti. In chiusura di quarto c’è ancora il tempo per la rocambolesca tripla di Casagrande che scaglia una bigliometra da centrocampo capace prima di incocciare il tabellone e poi di infilarsi direttamente in fondo alla retina. Parziale di 20-10.

Al rientro il ritmo e l’inerzia sono ancora impressi dai sacilesi che giocano davvero bene. Le azioni d’attacco sono orchestrate con cura e producono efficaci assist nel pitturato. Nel momento di maggiore verve dei liventini cedono i nervi alla panchina di Fiume: coach Grion, in piedi dall’inizio gara, inizia un personale duello con i fischietti che culmina con un tecnico alla panchina. La partita si spacca, non certo a causa dei tecnici comminati agli ospiti. L’Humus, comodamente oltre la doppia cifra di vantaggio, presa sulla rimessa da fondo degli avversari dando l’impressione di stare giocando un’altra gara. Brecciaroli è forse sintonizzato sulle frequenze di altri avversari e approfitta della situazione per provare qualche schema in modalità “partita vera”. Con Bellinvia tenuto a riposo Morandin prende le redini della squadra, colpendo due volte dai 6,74; poi si accorge dello spreco, arretra di un punto e colpisce ancora. Fiume Veneto non dà mai l’impressione di poter insidiare i sacilesi: i soli Moro e Zanchin non producono sufficiente fatturato e Grion non trova di meglio che protestare ancora su un fallo a proprio favore, rimediando un altro tecnico. Il segnapunti recita 42-25 quando è tempo di riposare negli spogliatoi.

A causa anche del risultato parziale, al rientro domina l’imprecisione. Il ritmo è piuttosto lento e le scelte di tiro sono per lo più dalla lunga distanza. Terragnoli e Cadelli provano a risvegliare gli ospiti (lo score del terzo quarto sarà solo merito loro) ma Giro e Quitadamo parigliano le cortesie. Ma mentre i fiumani non trovano la misura sotto canestro, gli humussini suonano la carica: adesso tutta la panchina contribuisce alla causa e anche Verardo Mulato e Malutta trovano con merito il fondo della retina. Nonostante il vantaggio sia obiettivamente incolmabile, la concentrazione dei liventini è sempre alta, lo dimostra Bomben andando a rubare una palla su rimessa dal fondo e subito segnando due punti a referto. La pietra tombale sulla gara è il parziale di 26-13 che porta il punteggio sul 68-38.

Con Grion disinnescato già nel secondo quarto dai tecnici alla panchina, Fiume Veneto sembra non voler nemmeno più giocare. Le azioni d’attacco prevedono la sola opzione del tiro da tre ma le percentuali sono indicibili. A occupare il campo non è una squadra ma cinque individualità in attesa di un’occasione di tiro. Brecciaroli concede minuti anche a Saccon, che si fa sentire in difesa nonostante i muscoli freddi. Il quarto non regala alcuna emozione: i fiumani, difronte alla zona, scelgono la sinistra per servire Babuin in post basso. Quando la sirena sorprende un pubblico ormai distratto agli ospiti resta il merito di aver portato a casa il parziale dell’ultimo quarto, anche se è ben poca cosa rispetto a al definitivo 76-48.

Ulteriore prova di forza dei sacilesi in una serata potenzialmente dificile. E’ bastato il Bellinvia del primo quarto per portare a casa il risultato, che però ha assunto le dimensioni della disfatta grazie alla prova della squadra intera. Difesa solida, transizioni efficaci e ottime percentuali al tiro. A ulteriore conferma della crescita dei sacilesi anche le numerose assistenze sotto canestro e le fruttuose penetrazioni uno contro uno, per un bilancio che può dirsi positivo in tutti i reparti. Fiume Veneto non è certo quello visto a Sacile ma questo va ancora una volta iscritto al merito della squadra di Brecciaroli.

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ASD Lignano – Humus 44-60

Le ultime due del girone di andata si presentavano come uscite ad alto rischio, considerato il rango delle due avversarie. All’indomani della trasferta lignanese i liventini confermano di meritare la posizione di classifica, consolidano il terzo posto e si preparano alla partita con Fiume Veneto con la giusta motivazione.
In avvio di gara le squadre adottano la difesa individuale per studiarsi reciprocamente e il punteggio ne risente: l’Humus a tre ruote motrici manda a referto i soli Verardo, Tesolin e Bellinvia, quest’ultimo capace di infilare le due preziose triple: quanto basta per chiudere i primi dieci minuti in vantaggio 13-7.
Alla ripartenza spetta a coach Culos la prima mossa, dato che la difesa individuale non produce i frutti aspettati. I sacilesi corrono a un ritmo troppo elevato per i suoi, opta quindi per la difeda a zona. Niente di meglio per tastare il polso di Bellinvia, che non tarda a mettere in mostra le sue doti di tiratore di striscia: una doppia prima e una serie di tre triple consecutive poi aprono la scatola. Lo score del parziale è dinuovo a favore degli humussini, che vanno al riposo sul 28-14.
La partita si rompe ma non è ancora chiusa, così i lignanesi tentano il tutto per tutto: zona a quattro con marcatura a francobollo su Bellinvia. La manovra sortisce i suoi effetti, i padroni di casa mettono il turbo in attacco con Schincariol che prova a contendere la palma di migliore in campo a Bellinvia e si aggiudicano il terzo quarto per 17-11.
La gara è quindi 31-39 all’avvio della sua ultuma parte e apparentemente l’inerzia è dei lignanesi, ma anche se Bellinvia è imbavagliato dalla lunga gli humussini possono poggiare il loro peso ancora su Tesolin e Verardo. Ma a fare la differenza è soprattutto forma del roster ospite, capace di alzare ancora il ritmo e mettere alle corde gli avversari. I validi Martielli e De Monte non mettono abbastanza punti a referto, i liventini annusano il sangue e chiudono definitivamente all’angolo il quintetto di casa. Il box-and-one su Bellinvia non basta più, Verardo è marziale e quando arriva la sirena i ragazzi di Brecciaroli sembrano freschi come all’inizio. Il 60-44 finale racconta di una partita piacevole da vedere vinta con merito da un Humus in forma smagliante, difronte a un Lignano certamente di ottimo livello ma con meno cavalli nelle gambe.
Va in archivio una prova dal sapore di playoff che conferma i passi avanti tecnici, fisici e mentali degli humussini.

Humus – ASD Basket San Quirino 65-41

La prima uscita dopo l’abbuffata natalizia, contro una squadra di medio-alta classifica, rappresentava un test importante in vista dello print finale del girone di andata. Così è stato: il lavoro svolto durante la pausa dei giorni scorsi si è visto e si può dire che i liventini abbiano perfezionato i meccanismi.
Partenza a razzo dei padroni di casa che si presentano con due triple di Bellinvia e Giro (alla fine del parziale le triple saranno addirittua cinque). Brecciaroli vuole mettere in chiaro le cose da subito e nonostante il break dei primissimi minuti ordina ai suoi il pressing sulla rimessa. Gli ospiti non oppongono resistenza e il quarto finisce con un eloquente 25-7.
Polveri bagnate per l’attacco sanquirinese anche nel secondo quarto: i soli tre-quattro passaggi che Salerno e compagni producono prima di concludere ogni azione denotano un diffuso timore reverenziale. Ne risultano soluzioni troppo rapide e poco efficaci. Il quarto si svolge in modo poco fluido, spesso interrotto dai frequenti viaggi in lunetta e dai frequenti cambi. Proprio la massiccia rotazione del roster humussino costa ai sacilesi in termini di score; nel frattempo Borsoi, Paggiaro e Del Pio rosicchiano qualcosa. Al riposo comunque il segnapunti indica 37-17.
Al rientro in campo la cronaca non registra alcuna variazione al copione; nemmeno lo strano intenzionale comminato a Del Pio accende la miccia. La gara prosegue su due binari paralleli: da una parte i sacilesi, che difendono fisicamente, recuperano palloni e ripartono in contropiede (pregevole un assist di De Piccoli su contropiede). Dall’altra i sanquirinesi, nervosi, scomposti e incapaci di ordire una trama offensiva. Del Pio non ci sta ma invece di reagire col talento lo fa a sportellate con gli avversari, con proteste con il duo arbitrale e rispondendo ai rimbecchi del pubblico. Sul 55-27 di fine terzo quarto si è ormai in modalità garbage time.
Non c’è ombra di partita. Bella rubata con contropiede di Borsoi ma lui e i suoi sono in una buca troppo profonda. Humus gioca da squadra, San Quirino in stile playground: Borsoi ci riprova in contropiede ma stavolta guadagna solo due tiri. Finalmente gloria anche per Del Pio con tripla, e nonostante i sanquirimesi appaiano in riserva di energie il quarto termina inutilmente a loro favore. Il finale è 65-41.
Troppa differenza fra le due squadre nella serata al Palamicheletto. Discrete individualità fra i sanquirinesi ma nessun costrutto offensivo e i pochi centimetri sotto canestro non bastano. Probabilmente una serata storta poichè quanto visto non può corrispondere alla forza di una squadra posta in buona posizione di classifica. Uscita positiva invece dei sacilesi che riprendono dopo la pausa ben più convinti rispetto alle ultime uscite, ottimo preludio alla difficile trasferta lignanese.