Humus – Polisigma 69-61

Doveva essere la partita del recupero della fiducia dopo lo stop della scorsa giornata, invece è stata una serata di passione quella andata in scena al Palamicheletto nella settima di andata.
Partenza con handicap dopo la palla a due, con gli zoppolani che si portano subito di qualche lunghezza avanti. Dopo svariate azioni a vuoto, Tesolin e Bomben trovano la misura e supportati dalla pressione difensiva esercitata sulle rimesse avversarie siglano il 17-11 di fine primo parziale.
A cavallo del primo riposo Saccon si mette in evidenza (in rapida successione: una rubata, rimbalzo, fallo subito, step back dal pitturato). Il Polisigma ricambia le gentilezze aggredendo a propria volta sulle rimesse humussine, producendo fruttuose transizioni offensive e colpendo dalla lunga. La partita è nelle mani degli ospiti anche se l’impressione è che la loro organizzazione di gioco sia improntata al caso. Intanto Bellinvia e compagni si incaponiscono nella rotazione della palla sull’arco per cercare il tiro pesante, senza esito. Le percentuali di tiro sono vergognose (1 su 11 ai liberi fino a quel momento; il bilancio finale delle triple sarà 3/28!). La sirena del riposo lungo sul 25-27 fa meglio ai liventini che agli zoppolani.
Sugli spalti, più che nello spogliatoio, c’è fiducia sul fatto che la partita degli humussini debba ancora avere inizio. Ma al rientro in campo il copione non è cambiato: Brecciaroli tenta la difesa 1-3-1 e i recuperi gli danno ragione, ma in attacco le percentuali passano da pessime a drammatiche e lo spettro che la cattiva vena possa costare la partita comincia a farsi concreto. Gon – capitano giocatore e allenatore – fiuta il sangue e con un misto di pressing, contatti sporchi, intercetti e canestri scava un primo solco fra i suoi e i sacilesi. Brecciaroli non trova il modo per invertire l’inerzia e chiama minuto, ma al ritorno sul parquet gli unici ossigenati sono gli ospiti che infliggono un ulteriore 5-0. In difesa l’Humus improvvisa anche lo schema box-and-one ma il più grosso problema è l’attacco e il ritardo sui rivali diviene di 10 lunghezze. La trama “confusione” ordita da Gon manda “in confusione” i sacilesi e il quarto termina 36-46 per il Polisigma.
Adesso è chiaro anche al pubblico che gli ospiti sono in grado di cogliere il massimo risultato e che la strategia è perfetta per lo sgambetto. Mancano solo 10 minuti e l’Humus tenta l’ennesima contromisura cercando, in attacco, rifornimenti sotto canestro per Tesolin e Verardo. Il quintetto degli oroneri aumenta i giri per togliere linee di passaggio ma ancora una volta è tutto inutile e arrivano, anzi, 3 falli in 1 minuto. Con il gioco delle due formazioni concentrato sotto i canestri, lo zoppolano Cucit ha vita facile: la sua mano educata dalla brevissima distanza e la cattura di alcuni preziosi rimbalzi rimandano al mittente ogni tentativo humussino: -11 e nessun segnale di possibile recupero. Poi all’improvviso, con il pubblico in piedi per indossare il cappotto, Morandin trova prima un piazzato dalla media e subito dopo un’insperata bomba che valgono il 56-60. E’ la scossa che a 90” fa saltare tutti gli schemi, il montante al mento del Polisigma. I sacilesi pareggiano sul 60-60 a 28” dalla fine e infine atterrano gli avversari con la loro stessa arma, la confusione, costringendoli a una serie di errori consecutivi e a subire la successione definitiva di canestri. Nel breve tempo di una pausa sigaretta, Morandin e Bomben si impadroniscono della partita condotta con merito fino a quel momento dagli zoppolani. Il finale è un incredibile 69-61 per gli humussini.
La cronaca consegna al passato una partita bruttissima per i sacilesi e notevole per gli zoppolani, che paradossalmente premia con i due punti i padroni di casa. Non è stata quindi la partita del recupero della fiducia ma poteva certamente finire peggio; le percentuali di tiro e la mancanza di valide alternative al gioco dal perimetro sono parse le due principali imputate della serata. Non poco per una pretendente al titolo. Sincera nota di merito invece per Gon e compagni, ai quali è mancata solo la volata finale. I giovanissimi del Polisigma non hanno raccolto molto fino a oggi, ma il potenziale espresso a Sacile lascia presagire che in futuro agli zoppolani riuscirà lo sgambetto a più di qualche squadra.

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Fossaltese – Humus 63-59

La sesta giornata del campionato di Promozione di Pordenone metteva di fronte i padroni di casa della Fossaltese e l’Humus, in uno scontro al vertice fra la vincitrice della più recente stagione e gli attuali capoclassifica liventini, nella riedizione proprio della finale playoff della scorsa primavera.

Il primo parziale è a favore degli humussini, che contrastati da una marcatura individuale mettono a segno 18 punti incassandone solo 10.
Ma la strategia difensiva dei fossaltesi cambia e grazie a una difesa a zona molto alta intercetta sul nascere le iniziative dei sacilesi, che rimangono in vantaggio a metà gara ma di una solo incollatura (30-28).

Il copione non cambia nella seconda metà partita: l’aggressività della difesa di casa causa grossi imbarazzi ai play avversari e nemmeno gli esterni d’attacco humussini sono in grado di fare la differenza. L’inerzia ormai si è invertita, i fossaltesi sono i padroni della gara anche in attacco. La loro fisicità premia su tutti i fronti e, soprattutto, permette di tenere basso lo score dei sacilesi.

Alla fine vincono dei verdi di casa, come nella finale dello scorso anno: la maggiore esperienza nelle partite che contano e il fattore campo pagano ottimi dividendi. Il giovane roster sacilese rientra a casa battuto di stretta misura (63-59) ma con l’evidenza che vi sono ancora molte aree di miglioramento su cui lavorare.